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Banca mondiale: investire sul capitale umano per lavorare meglio e di più

Il rapporto “The Changing Nature of Work” invita i governi a investire risorse nei settori dell’educazione e della salute, ripensare il contratto sociale e garantire ai cittadini protezione sociale, per favorire i lavoratori di domani. 13/11/2018

Investire sul capitale umano, sull’educazione e sulla salute delle persone è necessario in un mercato del lavoro in rapida evoluzione e sempre più influenzato dalla tecnologia.

A sostenerlo è il World Development Report 2019 della Banca mondiale, “The Changing Nature of Work”, in cui, a fronte della natura mutevole e sempre più automatizzata del lavoro, si propone ai governi un piano d’azione per favorire i lavoratori del futuro.

Competenze tecnologiche, capacità di risoluzione dei problemi, pensiero critico, empatia e collaborazione saranno le qualità più richieste ai lavoratori di domani, per occupazioni che - sottolinea il Rapporto - devono ancora essere inventate.

La tecnologia sta cambiando il mercato del lavoro mondiale e l’avvento dei robot - nel 2019 in aumento di 1,4 milioni di unità per un totale di 2,6 milioni in tutto il mondo - sta riducendo l’occupazione, alimentando i timori di un crollo dei posti di lavoro.

Ma la tecnologia, d’altra parte, sta creando nuove figure professionali, oltre ad aumentare la produttività e a fornire servizi pubblici. Alla fine del nostro secolo, infatti, in Europa sono previsti 23 milioni di nuovi posti di lavoro, grazie alle ultime tecnologie e alle piattaforme digitali.

Adattarsi alle nuove regole del lavoro - afferma il Rapporto - richiede da parte dei governi un ripensamento del contratto sociale, un’assistenza e una protezione sociale indipendentemente dalla situazione lavorativa di ogni cittadino.

Per dimostrare l’importanza dell’investimento nell’educazione e nella salute dei cittadini, il Rapporto ha messo a punto l’Indice del capitale umano (The Human Capital Index), che misura le conseguenze di una politica che trascura il capitale umano, in termini di perdita di produttività. Secondo l’indice, che fa parte del “Progetto capitale umano” lanciato dalla Banca mondiale, nei Paesi che non investono abbastanza in questi settori, i lavoratori del futuro potrebbero, in termini di profitto, rendere un terzo o la metà rispetto a chi usufruisce di assistenza statale.

Investire nel capitale umano - conclude il Rapporto- non deve essere, perciò, solo una preoccupazione per i ministri della salute e dell’istruzione, ma dovrebbe anche essere una priorità assoluta per i capi di stato e per i ministri della finanza di ogni Paese.

 

di Viola Brancatella
 

Scarica il Rapporto

 

martedì 13 novembre 2018
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