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Il World economic forum: servono città più agili e resilienti

È necessario affrontare la Quarta rivoluzione industriale costruendo in maniera sostenibile e più intelligente attraverso scelte pubbliche adeguate e investimenti innovativi e sostenibili. 13/11/2018

“Viviamo in un mondo sempre più urbanizzato: il 54% della popolazione globale risiede in città e questa cifra aumenterà, secondo le previsioni, fino al 68% entro il 2050, mentre la Quarta Rivoluzione Industriale sta cambiando il modo in cui le città forniscono servizi ai residenti.”
Esordisce così il documento “Agile cities: preparing for the fourth industrial revolution”, tracciando la cornice entro la quale, continua, “le città, come motori di crescita globali, devono essere agili – capaci di muoversi velocemente e facilmente – permettendo ai loro cittadini di prosperare”.

Questo rapporto diffuso in occasione della riunione dell’11 novembre a Dubai, è il terzo di una serie curata dal Global future council on cities and urbanization, promosso dal World economic forum. Costruito sul precedente lavoro “Data Driven Cities: 20 Stories of Innovation”, che studia come le città possono usare i dati nei settori riguardanti persone, economia, governance, infrastrutture e ambiente, evidenzia l’importanza dell’agilità  dei centri urbani, nel connubio tra “il mondo biologico, fisico e digitale” attraverso innovazioni come intelligenza artificiale (Ai), l’ Internet of things (IoT) e il 5G. Una città agile, spiega il Rapporto, include edifici multi-funzionali, policy di variazione d’uso efficienti, sistemi di trasporto ottimizzati con un sistema di informazione in tempo reale e una rete energetica che massimizza l’utilizzo delle energie rinnovabili, tra le altre caratteristiche.

Il tema dell’agilità delle città è declinato in otto aree specifiche: negli edifici, nel terreno, nella mobilità, nella tecnologia dell’informazione (IT), sicurezza, educazione e settori di amministrazione. Per ogni area è proposto un caso di studio di città esempio, nella quale sono state compiute azioni concrete che attraverso strumenti innovativi hanno trovato soluzioni al passo con il cambiamento richiesto. L’analisi di ogni caso è ulteriormente suddivisa e analizzata su tre livelli:

  • Componenti fisici – le infrastrutture possono adattarsi ai nuovi bisogni ed usi senza abbondare con investimenti, processi a lungo termine o inconvenienti ai cittadini.
     
  • Componenti digitali – le nuove tecnologie possono essere utilizzate in maniera migliore per comprendere le tendenze e i bisogni dei cittadini così come fornire opinioni sulle attuali infrastrutture  e servizi urbani e ottimizzarne i benefici.
     
  • Fattori ambientali – come gli effetti dell’ambiente sulle attività urbane possono mitigare attraverso applicazioni innovative sia nella sfera fisica che digitale.

Immaginate una città dove i governi affrontino la trasformazione in corso, i pianificatori pianifichino in maniera efficiente un cambio d’uso del terreno per uso temporaneo, gli edifici servano a diverse funzioni necessarie, le strategie di prevenzione resilienti e basate sui dati, i sistemi di trasporto interoperabili siano ottimizzati grazie ad un sistema di informazione in tempo reale e la rete energetica sia ottimizzata grazie all’uso di energie rinnovabili e il sistema educativo si adatti velocemente per riflettere i bisogni di un’economia in cambiamento. Avete appena immaginato una città agile, come viene concettualizzata da questo Rapporto.

 

 

di Alice Rinalduzzi

martedì 13 novembre 2018
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