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QUESTA SETTIMANA: Non c’è transizione ecologica senza lotta alla povertà

Se la ricchezza è troppo concentrata e le diseguaglianze tendono ad aumentare è difficile costruire il consenso necessario per lo sviluppo sostenibile. L’appello di Giovannini alla Camera e il prossimo Festival. 22/11/2018

di Donato Speroni

 

Non ci stupiamo più, come segnala il capo della redazione economica di Repubblica Francesco Manacorda sulla newsletter Rep 13.

La vicenda di Carlos Ghosn, il manager brasiliano che dalla Renault ha preso il controllo della Nissan e che è appena stato arrestato in Giappone per reati fiscali, ha ancora aspetti oscuri. Quel che è più chiaro è che Ghosn ha guadagnato nel 2017 oltre 18 milioni di dollari tra i compensi delle due case automobilistiche. Un megastipendio che ormai suscita pochi scandali. Forse anche perché, come ha detto Romano Prodi, il fatto che un manager guadagni 200 volte più di un suo operaio appare scontato e ‘accettiamo cose che 30 anni fa non avremmo minimamente accettato’. Non è solo nostalgia del passato, quella di Prodi.

La denuncia è stata lanciata anche da Papa Francesco, in occasione della Giornata mondiale dei poveri.

Il grido dei poveri è ogni giorno più forte, ma meno ascoltato, sovrastato dal frastuono di pochi ricchi, sempre di meno e sempre più ricchi. 

Non stiamo parlando di giusto riconoscimento del merito, ma di contrapposizioni esagerate, la cui crescita ha coinciso con l’abnorme sviluppo a livello globale dell’economia finanziaria rispetto all’economia reale. L’eccesso di diseguaglianze si combina anche con un altro fenomeno pericoloso per la sostenibilità delle nostre comunità: l’incepparsi dell’ascensore sociale, che danneggia anche i nostri giovani, come ho segnalato la settimana scorsa. È sempre più evidente che lo status dei genitori e la qualità delle scuole che frequentano determina la condizione da adulti per la grande maggioranza dei ragazzi, anche in Italia.

Se la vita non offre speranza ma angosce sul futuro, se i redditi familiari vengono erosi senza la prospettiva di un maggiore benessere in avvenire, se si pensa che i figli staranno peggio di noi, è ben difficile che ci si lasci coinvolgere in un discorso sul futuro. È impossibile chiedere a chi si sente defraudato da questa società di rinunciare a qualcosa oggi per un ipotetico domani migliore, un domani promesso da classi dirigenti che hanno perso il loro carisma. Ne abbiamo una prova in questi giorni nei conflitti sulla “transizione ecologica” in Francia. Le popolazioni rurali che già si sentono emarginate non accettano aggravi di costi per stimolare all’uso di auto meno inquinanti e l’ecologia diventa una miccia per una  protesta più generale.

Eppure la transizione ecologica è necessaria, anche perché l’urgenza di combattere il cambiamento climatico è sempre più avvertita, come dimostra la moltiplicazione degli articoli, anche in Italia, dedicati a questo tema. Insomma, non si può operare per la mitigazione del climate change e organizzare gli investimenti per il necessario adattamento all’inevitabile riscaldamento del Pianeta se non si affrontano in parallelo altri temi, dalla lotta alla povertà alla riduzione delle diseguaglianze, dalle strategie per le città alla migliore gestione delle acque. Per questo nei discorsi che l’Alleanza per lo sviluppo sostenibile porta avanti in tutte le sedi in queste settimane, presentando il nostro ultimo Rapporto, si insiste molto sull’integrazione tra i Goal dell’Agenda 2030 e sulla necessità di una visione globale.

Occorre una strategia politica complessiva ed è stato proprio questo l’appello che il portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini ha rivolto con toni forti alle forze politiche nel corso della sua audizione di mercoledì 21 alla Commissione esteri della Camera dei deputati.

Sono passati più di cinque mesi dall’insediamento del nuovo Governo e le proposte dell’ASviS, su cui la maggior parte delle forze politiche si era impegnata formalmente durante la campagna elettorale, sono state totalmente ignorate: un segnale di disinteresse e sottovalutazione del rischio cui è esposto il nostro Paese. Inoltre, nella proposta della legge di Bilancio non vediamo un progetto integrato che vada nella direzione dello sviluppo sostenibile e dell’attuazione dell’Agenda 2030 che l’Italia ha sottoscritto nel 2015”.

Le forze politiche sono consapevoli della posta in gioco? Come sempre, i segnali sono contraddittori. C’è però un fatto positivo che ricaviamo da quanto ha scritto su Facebook Alessandro Fusacchia, deputato di Più Europa; una cronaca obiettiva e senza toni di parte, a conferma del fatto che il Parlamento può anche lavorare positivamente nonostante il pessimo clima politico di queste settimane.  

Abbiamo tenuto alla Camera la prima riunione dell’Intergruppo sullo sviluppo sostenibile, promosso dalla collega Chiara Braga, cui hanno partecipato diversi altri colleghi tra cui Mauro Del Barba e Rossella Muroni. L’intergruppo è appena nato e nelle prossime settimane sarà bene allargarlo ad altri colleghi, a partire da deputati della maggioranza, perché diventi davvero una luogo dove si ritrovano tutti coloro che in Parlamento hanno a cuore la sostenibilità e quindi un vero riequilibrio del patto tra generazioni. C’era con noi anche Enrico Giovannini, che guida l’ASviS e che in questi anni ha fatto un lavoro prezioso con (e presso) la società civile e presso (e con) le istituzioni pubbliche per costruire una vera agenda di sviluppo per l’Italia.

Nella riunione si è discusso di possibili emendamenti alla legge di bilancio e di iniziative per inserire lo sviluppo sostenibile tra i principi della Costituzione. E Fusacchia conclude: 

abbiamo un bisogno enorme, all’interno delle nostre giornate in Parlamento, di compensare la gestione delle emergenze – vere o spacciate per tali – con ragionamenti e iniziative che guardino anche al dopodomani e aiutino tutti a capire che se continuiamo di questo passo non solo l’ambiente, o la nostra organizzazione economica, ma più in generale la nostra convivenza civile diventerà molto presto INSOSTENIBILE.

In chiusura, segnaliamo che il terzo Festival dello sviluppo sostenibile è già in fase di decollo. Ieri, esattamente sei mesi prima dell’inizio delle 17 giornate dell’evento che comincerà appunto il 21 maggio, abbiamo dato il via al sito del Festival 2019, che man mano si arricchirà di contenuti. Già ora però ce n’è uno fondamentale: il modulo per registrare le iniziative da tenere durante il Festival.

Siete tutti invitati a fare proposte, perché il Festival è una grande occasione di partecipazione, aperta a chi condivide la nostra utopia, fatta di impegno e valori per un futuro migliore per tutti.

Il Festival è anche un momento di gioia collettiva; è vero, siamo molto preoccupati per come vanno le cose nel mondo, in Europa, in Italia, ma quando siamo insieme ci sentiamo tutti più forti e più fiduciosi.

Il Festival, infine, non è un fatto episodico. Ha alle spalle due edizioni di grande successo e soprattutto nel suo svolgimento si tirano le fila di ciò che nel corso dell’anno si muove, dentro e fuori l’ASviS, per dare sostanza ai discorsi sullo sviluppo sostenibile: il grande fermento della società civile che cerchiamo di raccontare giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, con il nostro sito, con i nostri social e anche con il telegiornale, ultima preziosa creatura della nostra produzione editoriale. 

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Note: l'immagine è un estratto del servizio di Tg24 del 19 novembre 2018 (https://tg24.sky.it/mondo/2018/11/19/francia-gilet-gialli-blocco-depositi-carburante.html)

 



E INOLTRE…

a cura di Alice Rinalduzzi

 

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Altre segnalazioni

 

  • Il 21 novembre a Torino è stato presentato il Calendario Lavazza 2019 "Good to Earth" che contiene le fotografie di Ami Vitale, fotogiornalista americana per il National Geographic Magazine, e sei opere di nature art per celebrare le buone notizie che arrivano dalla Terra e per la Terra, individuate in tutto il mondo insieme allo United Nations Environment Programme con l'obiettivo di contagiare le persone, soprattutto i più giovani, e ispirare un impegno diretto per la salvaguardia del nostro pianeta.
     
  • E’ ora disponibile la quarta edizione dello Smart city index il rapporto biennale elaborato da Ey che analizza le 117 città capoluogo italiane: le grandi città sono in crescita con Milano e Torino in testa, ma aumenta il divario con i piccoli centri.
     
  • E’ stato presentato il 13 novembre l’Atlante dell’infanzia a rischio “Le periferie dei bambini” di Save the Children, pubblicato da Treccani, da cui si evince che 1,2 milioni di bambini e adolescenti in Italia vivono in povertà assoluta. 
     
  • E’ stato pubblicato dall’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) il bilancio dei migranti morti in mare nel Me4diterraneo nel 2018 che da quanto dichiara il portavoce Charlie Yaxley in questo sommario, ha superato i 2000.
     
  • E’ consultabile il rapporto “Air pollution and child health” dell’Organizzazione mondiale della sanità che allarma: il 93% dei bambini nel mondo vivono in ambienti dove il livello di inquinamento dell’aria supera le linee guida indicate.
     
  • In occasione della Giornata internazionale dell’infanzia, svoltasi il 19 novembre, Save the children denuncia: nel mondo più di un bambino su due è minacciato da guerre o discriminazioni e più di un miliardo di bambini vive in contesti flagellati dalla povertà. 
     
  • E’ disponibile il nuovo rapporto dell’Ocse “Global outlook on financing for sustainable development 2019” che allarma: le risorse finanziare destinate alla cooperazione internazionale, invece di crescere, stanno diminuendo. Per combattere la povertà estrema e raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile gli sforzi vanno massimizzati.
     
  • E’ consultabile il rapporto dell’Ocse “Strengthening governance and reducing corruption risks to tackle illegal wildlife trade” che mette a disposizione un’analisi strutturata di come la corruzione facilita i crimini contro la natura in Africa orientale e meridionale.
  • Il 13 novembre a Roma si è svolto l’evento “Sport e inclusione” organizzato dall’associazione Progetto Filippide: sul tema dei diritti delle persone con disabilità è intervenuta Daniela Bas, direttrice della divisione per lo sviluppo sociale inclusivo del Dipartimento degli affari economici e sociali dell’Onu, qui la testimonianza.
  • E’ stata presentata in occasione dell’apertura della settimana della Sri (Investimento sostenibile e responsabile) a Milano, la nuova ricerca “Donne e finanza sostenibile” che ha analizzato le abitudini delle donne sul tema dell’Investimento sociale responsabile.
  • E’ disponibile il documento di analisi e di proposta che la Rete Link 2007, rete di Ong per la cooperazione internazionale, ha inviato alle Commissioni Bilancio e Affari Esteri del Parlamento in merito agli stanziamenti previsti per l’aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) e la cooperazione internazionale dell’Italia nella Legge di bilancio 2019-2021.
     
  • La giunta della Regione Lazio ha approvato un provvedimento che introdurrà progressivamente il divieto dell’uso di bicchieri, piatti, stoviglie e cannucce di plastica nei servizi di ristorazione presenti nelle sue sedi; farà seguito una campagna di sensibilizzazione.
     

Prossimi eventi

 

  • 23 novembre – A Brindisi ha luogo l’evento Ambiente e lavoro: sviluppo sostenibile? organizzato dall’Ufficio della pastorale sociale della diocesi di Brindisi. Interviene Enrico Giovannini, portavoce dell'ASviS.
  • 23 novembre – A Oderzo (Tv) si svolge il convegno Robotica e sviluppo sostenibile nella cornice del progetto Fse-Por della regione Veneto "Robot in scuola".
giovedì 22 novembre 2018
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