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Oms: riduzione della malaria in fase di stallo, 70% dei casi solo in Africa

Il World Malaria Report 2018 registra le difficoltà degli anni precedenti: mancanza di prevenzione, diminuzione degli investimenti, diffusione elevata in aree specifiche. L’Oms lancia un nuovo piano d’azione per invertire la rotta. 23/11/2018

“La decrescita dei casi di malaria si è interrotta, dopo diversi anni di declino”. Il World Malaria Report 2018, rapporto annuale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), fa il punto sulla diffusione della malattia a livello globale. L’Oms, a capo della lotta mondiale alla malaria, lancia l’allarme, e chiede un piano coeso per aumentare la prevenzione e incrementare gli investimenti. “Gli obiettivi stabiliti dall’Oms per il 2016-2030 (ridurre l'incidenza dei casi e i tassi di mortalità di almeno il 40% entro il 2020) non sono sulla strada giusta per essere raggiunti” dichiara il documento. Si stima infatti che nel 2017 ci siano stati 219 milioni di casi di malaria, rispetto ai 217 milioni dell'anno precedente. E’ anche vero, però, che negli anni passati il numero di persone affette da malaria era in costante calo, da 239 milioni nel 2010 a 214 nel 2015, mentre oggi la decrescita è in una fase di stallo. "Nessuno dovrebbe morire di malaria”, commenta Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms. “Mentre il progresso ristagna, rischiamo di sprecare anni di fatica, investimenti e successo nel ridurre il numero di persone che soffrono di questa malattia”.

Analizzando la diffusione della malaria più nello specifico, il rapporto constata che il 70% dei 219 milioni di casi (151 milioni) e i decessi (274mila) si sono concentrati in 11 Paesi: 10 sono africani (Burkina Faso, Camerun, Repubblica Democratica del Congo, Ghana, Mali, Mozambico, Niger, Nigeria, Uganda e Repubblica Unita di Tanzania) e l’altro è l’India. Di questi, cinque Paesi rappresentano quasi la metà dei casi di malaria di tutto il mondo: Nigeria (25%), Repubblica Democratica del Congo (11%), Mozambico (5%), India (4%) e Uganda (4%). Rispetto al rapporto dell’anno precedente, purtroppo, la situazione delle aree di diffusione resta invariata: nel 2016, dei 91 Paesi affetti a livello globale, il 90% dei casi si concentrava in Africa, con un 80% nell’area Sub-Sahariana.

“Sono stati registrati miglioramenti nella diffusione delle zanzariere (strumento principale di prevenzione della malattia)” annota il documento, con 624 milioni di zanzariere trattate con insetticida (Insecticide treated nets - Itn) e consegnate tra il 2015 e 2017. Nonostante i numeri buoni, il rapporto evidenzia molte lacune nella copertura: “nel 2017, in Africa circa la metà delle persone a rischio non ha dormito sotto una rete trattata”.

Parallelamente al rallentamento della riduzione dei casi di malaria e dei decessi, anche i finanziamenti hanno mostrato un livellamento, con solo 3,1 miliardi di dollari messi a disposizione per programmi di controllo ed eliminazione della malattia (quando già nel 2016 il direttore dell’Oms ne chiedeva 6,1), compresi 900 milioni (28%) provenienti dai Paesi affetti da malaria. Due terzi dei fondi di origine statale sono stati investiti in attività di controllo condotte dai Programmi nazionali sulla malaria, mentre i restanti sono stati utilizzati per le cure dei pazienti.

In questa situazione di stallo, il rapporto evidenzia alcuni progressi positivi. Il numero di Paesi prossimi alla debellazione della malattia continua a crescere (46 nel 2017 rispetto ai 37 del 2010). Nel frattempo in Cina ed El Salvador, dove la malaria è stata endemica per molto tempo, non è stata segnalata alcuna trasmissione locale per tutto il 2017, “a dimostrazione del fatto che sforzi di controllo intensivi guidati dal Paese stesso possono riuscire a ridurre il contagio”. L'India, che rappresenta il 4% del peso globale della malaria, ha registrato una riduzione del 24% dei casi nel 2017 rispetto al 2016. Anche in Ruanda, nello stesso anno, sono stati registrati 436mila casi in meno del 2016.

Data la condizione di stasi a livello internazionale, è stato lanciato un nuovo piano di prevenzione e azione dal titolo “High Burden to High Impact”, promosso da Oms e Rbm Partnership to End Malaria (organo di cooperazione globale nella lotta alla malaria) per intervenire nei Paesi maggiormente a rischio. Questo approccio si basa su quattro punti cardine:

  • stimolare l'attenzione politica nazionale e globale per ridurre i decessi dovuti alla malaria;
     
  • guidare l’azione attraverso un uso strategico delle informazioni;
     
  • stabilire delle linee guida globali adatte a tutti i Paesi affetti da casi malarici;
     
  • attivare le risposte coordinate dei singoli Paesi.

"Quando gli Stati danno la priorità all'azione sulla malaria, vediamo i risultati in vite salvate e casi ridotti", conclude Matshidiso Moeti, direttore regionale dell'Oms per l'Africa. "I partner dell'Oms devono continuare a sforzarsi e aiutare i governi, in particolare quelli con il carico più elevato, ad amplificare la risposta a questa malattia".

Scarica il report completo

 

di Flavio Natale

venerdì 23 novembre 2018
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