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Legge di bilancio: presentati emendamenti che guardano a un futuro sostenibile

Eliminazione dei sussidi dannosi, trasformazione del Cipe, estensione della rendicantazione non finanziaria: alla Camera sono state avanzate proposte che affrontano i temi sollevati dall’ASviS. 27/11/2018

Con la presentazione degli emendamenti in commissione alla Camera dei deputati, la discussione della Legge di bilancio è entrata nel vivo. Sono state presentate alcune proposte che toccano temi in linea con la piattaforma politica che l’ASviS sostiene per portare l’Italia su un percorso di sviluppo sostenibile, in coerenza con l’Agenda 2030 dell’Onu. 

Gli emendamenti firmati da Luca Pastorino (LeU) e Riccardo Magi (+Europa) sono volti ad eliminare i “sussidi ambientalmente dannosi” e sostituirli con i “sussidi ambientalmente favorevoli”. In uno degli emendamenti proposti, tra l’altro, si istituisce presso il Ministero dell'economia e delle finanze il “Fondo Cop 21 Agenda 2030 ONU” alimentato con i fondi stanziati per i “sussidi ambientalmente dannosi” e gestito dal Cipe ai fini dello sviluppo sostenibile. 

Un’altra proposta di modifica, a prima firma Mauro Del Barba (Pd) punta a trasformare il Cipe in Comitato interministeriale per lo sviluppo sostenibile. Si tratta di uno dei primi suggerimenti avanzato dall’ASviS al decisore politico. L’iniziativa, che va al di là di un semplice cambio formale di nome ad un comitato interministeriale, rappresenterebbe un’inversione sostanziale nelle modalità con cui si fa programmazione economica in Italia: gli investimenti dovrebbero finalmente essere valutati secondo la loro rilevanza ai fini dello sviluppo sostenibile.

Un altro emendamento da Rossella Muroni (LeU) riguarda l’allargamento della platea delle aziende obbligate alla presentazione di una rendicontazione non finanziaria allegata al bilancio d’esercizio, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 254 del 2016. La norma attualmente in vigore prevede che la dichiarazione non finanziaria sia obbligatoria, fatti salvi ulteriori requisiti, per le aziende con più di 500 dipendenti. L’emendamento propone di abbassare la soglia dell’obbligo alle aziende con 250 dipendenti. In questo modo sarebbero ricompresi molti più soggetti con il risultato di rendere l’informazione non finanziaria un fattore endemico nell’economia italiana, con tutti gli impatti positivi anche sulle catene di fornitura.  

Va anche menzionata la proposta a firma di Alessandro Fusacchia (+ Europa) riferita all’articolo 28 sulle assunzioni nella Pubblica amministrazione che, seppure non immediatamente collegabile all’Agenda 2030, può dispiegare effetti positivi. Infatti tra le competenze che devono essere ricercate per chi vuole accedere alla carriera negli uffici statali si dovrebbe ricercare, oltre a capacità per quanto riguarda la tecnica di redazione degli atti normativi e analisi e verifica di impatto della regolamentazione, anche, e qui sta la novità, delle capacità in termini di analisi e studi di fattibilità, valutazione ex ante, monitoraggio, qualità utili per analizzarne l’allineamento con i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile. 

Tutti questi emendamenti, a parte quello sull’informazione non finanziaria, sono presenti tra quelli segnalati dai Gruppi, quelli cioè su cui si concentrerà la discussione in commissione.

 

di Luigi Ferrata

 

martedì 27 novembre 2018
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