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Diritto all’acqua e servizi igienici: bisogna responsabilizzare gli attori coinvolti

Individuare responsabilità chiare per la fornitura dei servizi e migliorare i meccanismi di controllo. È quanto chiede il Relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani per acqua potabile e servizi igienico-sanitari. 29/11/2018

Secondo la Banca mondiale nel mondo ci sono 844 milioni di persone che non hanno accesso all'acqua potabile e 2,3 miliardi di persone che non dispongono di servizi igienici adeguati. Alla luce di questi dati, il Consiglio per i diritti umani ha chiesto a Leo Heller, Relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani per acqua potabile e servizi igienico-sanitari, di identificare gli ostacoli al rispetto di tali diritti e delineare le buone pratiche.
Dopo un inteso periodo di consultazione tra Stati, esperti, stakeholder del settore e una consultazione pubblica attraverso i canali social, lo scorso ottobre Heller ha presentato il suo “Report of the Special Rapporteur on the human rights to safe drinking water and sanitation” all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Di questo rapporto si è parlato anche in occasione del World toilet day che si celebra ogni anno il 19 novembre.
Il Rapporto si focalizza  su ciò che secondo il Relatore speciale rappresenta il problema principale del settore: la responsabilità degli attori coinvolti per il rispetto del diritto fondamentale all’acqua e ai servizi igienico-sanitari. La globalizzazione ha indebolito il ruolo degli Stati nella fornitura e regolamentazione dei servizi idrici e fognari, favorendo la nascita di fornitori spesso informali e non regolamentati, che operano senza una licenza, in grado di condizionare l’esercizio dei diritti umani all’acqua e ai servizi igienico-sanitari.
Alla luce di questa analisi, Heller ha esplorato il concetto di responsabilità con un approccio tridimensionale: responsabilità e standard di prestazione chiari e definiti per tutti gli attori coinvolti nella fornitura dei servizi idrici e igienico-sanitari; necessità di fornire spiegazioni e giustificazioni in merito alle loro azioni;  meccanismi per controllare e garantire la conformità degli attori agli standard stabiliti. “Il principio di responsabilità è un diritto umano fondamentale e trasversale, che deve essere utilizzato come meccanismo per rendere gli Stati e gli attori non statali responsabili delle loro azioni, della mancanza delle stesse e delle decisioni relative al rispetto del diritto umano all’acqua e ai servizi igienico-sanitari, con l’obiettivo fondamentale di equilibrare il potere per proteggere i più emarginati e coloro che vivono nelle situazioni più vulnerabili ” dichiara Heller.
A causa dell’eterogeneità degli attori che svolgono un ruolo fondamentale nel settore idrico e igienico-sanitario, nel momento in cui vengono lesi il diritto all’acqua e ai servizi igienici, non è chiaro a chi attribuire la responsabilità delle azioni compiute, applicare sanzioni, o ancora peggio, come porre rimedio alla situazione.  Di conseguenza, il Relatore speciale ha avanzato alcune raccomandazioni per rafforzare le tre dimensioni della responsabilità nel settore idrico e igienico-sanitario.
La prima raccomandazione è quella di identificare i ruoli per tutti quegli attori  che con le loro azioni influenzano la fornitura dei servizi idrici e igienico-sanitari, rendendo tali ruoli e responsabilità trasparenti e chiari per le persone coinvolte. Occorre poi fare in modo che il contenuto normativo dei diritti umani in materia di acqua e servizi igienico-sanitari sia la base per gli standard di prestazione.
Per la seconda dimensione, Heller invita tutti gli attori responsabili a registrare ogni azione e decisione presa, giustificandola. Un’efficace sistema di revisione decisionale rispetto agli standard di prestazione, permette di individuare più velocemente le eventuali azioni correttive da intraprendere. Inoltre, sarà necessario individuare e adottare meccanismi chiari ed efficaci per rispondere alle richieste e alle preoccupazioni delle popolazioni, fornendo risposte tempestive e utili.
Per quanto riguarda la terza dimensione, il Relatore speciale raccomanda che tutti gli attori responsabili istituiscano un sistema di controllo efficace, che sia in grado non solo di tracciare la condotta degli attori coinvolti, ma anche di valutare se gli standard di prestazione sono stati rispettati. Inoltre, si raccomanda di eliminare tutte quelle barriere che impediscono alle popolazioni più deboli e vulnerabili di ricorrere in giudizio per la mancata erogazione dei servizi idrici e igienico-sanitari.
 

 

di Tommaso Tautonico

giovedì 29 novembre 2018
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