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“Beyond Gdp”; dopo Stiglitz un nuovo capitolo sulla misurazione del benessere

A quasi dieci anni dal Rapporto Stiglitz, l’Ocse ritorna sul superamento del Pil; “con una migliore misurazione dell’economia e del benessere i governi avrebbero dato una migliore risposta alla crisi economica del 2008”. 5/12/2018

“È solo grazie a parametri migliori che rispecchiano le vite e le aspirazioni delle persone che saremo in grado di progettare e attuare politiche migliori per una vita migliore". Cosi Angel Gurría, segretario generale dell' Ocse, ha presentato il nuovo rapporto “Beyond Gdp: measuring what counts for economic and social performance” al sesto Forum dell’Ocse “Statistics, knowledge and policy” tenutosi dal 27 al 29 novembre a Incheon, in Corea con la partecipazione del portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini.

Esattamente 50 anni fa, come ricorda Donato Speroni su Numerus, Robert Kennedy aveva ammonito che “il prodotto interno lordo (Pil) non è uno strumento adeguato di misura del progresso umano". E lo aveva confermato nel 2009 la Commissione Stiglitz-Sen-Fitoussi (Ssf), voluta dall’allora presidente francese Nicolas Sarkozy,  aveva pubblicato il rapporto “Measurement of economic performance and social progress”.  Già da allora si concordava sul fatto che pil, come strumento di misurazione del benessere di Paese,  non era sufficiente e che fosse necessario adottare un sistema di indicatori più ampio; che tenesse conto di questioni come la distribuzione della ricchezza o la sostenibilità in tutte le sue dimensioni.

Oggi, dopo quasi dieci anni dal rapporto Stigliz, si riapre il capitolo sul superamento del Pil alla sesta edizione del Forum Ocse “Statistics, knowledge and policy”, che dal 2004 riunisce rappresentanti del mondo politico, della ricerca e della società civile per discutere nuovi approcci e strategie per valutare la qualità della vita in Paese. Il nuovo rapporto, affidato dall’Ocse a un High level expert group on the measurement of economic performance and social progress (Hleg) coordinato da Stiglitz, Fitoussi e da Martine Durand chief statistician dell’Ocse, con la partecipazione degli italiani Giovannini e Chiara Saraceno, rivela che “una migliore misurazione dell'economia e del benessere avrebbe potuto far sì che i governi rispondessero in modo più deciso ai danni causati dalla crisi finanziaria del 2008, che ha comportato la continua perdita di fiducia dei cittadini nelle istituzioni pubbliche”.

Che cosa ne è stato delle raccomandazioni della Commissione Ssf? Secondo l’ Hleg, dal 2009 ad oggi la questione della distribuzione del reddito e la salute pubblica hanno assunto un ruolo centrale nel discorso politico che prima non avevano. Tuttavia, vi sono ancora forti lacune; ad esempio in molti Paesi i dati sulla distribuzione del reddito nelle fasce più ricche e più povere della popolazione rimangono ancora troppo incerti. Il Rapporto raccomanda di studiare come l’ineguaglianza si manifesta in contesti specifici; come all’interno di gruppi – cosiddette “orizzontali” – o a quelle che si verificano all’interno del nucleo familiare – come quelle di genere.

 L’Hleg suggerisce anche di integrare misure soggettive nelle valutazioni delle politiche pubbliche, ad esempio attraverso l’utilizzo di questionari.  Nonostante ci siano stati alcuni progressi in questa direzione, è necessario incrementare gli sforzi, soprattutto è importante tenere conto di ulteriori fattori come l’insicurezza economica, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e la sostenibilità. Quando si guarda allo ‘stato di salute’ di un Paese, sottolinea il Rapporto, bisogna andare oltre il Pil ed integrarlo con nuovi indicatori; la sfida che dobbiamo affrontare è proprio quella di riportare la complessità della realtà, rendendola però facilmente comprensibile.

Al documento di raccomandazioni se ne accompagna anche un altro, “For good measure, Advancing Research on Well-being Metrics Beyond GDP “che ricostruisce i progressi e le esperienze nazionali e internazionalidi questi anni sulla strada del beyond Gdp

L’Ocse, che dal 2011 continua l’attività di ricerca sulla misurazione del benessere con l’iniziativa “Better life”, raccomanda ai Paesi di incentivare gli sforzi nella ricerca statistica. Soprattutto per quanto riguarda la sostenibilità; che deve diventare una priorità in tutte le sue dimensioni – sociale, economica e ambientale – e che richiede l’adozione di un approccio interdisciplinare.

“La statistica” come ha detto l’ex segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon a chiusura del Forum di Incheon “è fondamentale per registrare i progressi nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile”; d’altra parte “per essere sicuri che nessuno sia lasciato indietro, dobbiamo assicurarci che tutti vengano contati".

 

di Francesca Cucchiara

 

mercoledì 05 dicembre 2018
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