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QUESTA SETTIMANA: La governance globale procede, ma a rilento

Da Katowice a Marrakech, i progressi nel dialogo multilaterale sono lenti e complessi. La mobilitazione della società civile è uno stimolo indispensabile e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo una cornice da non dimenticare mai. 13/12/2018

di Donato Speroni
 

Due grandi incontri internazionali in questi giorni ci inducono a riflettere sul futuro del mondo e sullo stato dei rapporti tra le nazioni. Da quando, all’inizio di questo secolo, si è cominciato a parlare di Antropocene, è apparsa chiara la responsabilità dell’uomo sul futuro del Pianeta, ma si è anche evidenziata la necessità di elementi di governance globale: senza la collaborazione internazionale non si può pensare di governare problemi come il cambiamento climatico, le crescenti diseguaglianze, le migrazioni di massa, insomma lo sviluppo sostenibile.

Proprio al clima e alle migrazioni erano dedicati i due eventi ai quali mi riferisco: la Cop 24 di Katowice in Polonia sul cambiamento climatico e il Migration compact di Marrakech.

Un segnale molto allarmante su come stanno andando le cose in tema di cambiamento climatico è arrivato dal direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia Fatih Birol: nel 2018, per il secondo anno consecutivo, le emissioni di anidride carbonica sono nuovamente in aumento.  La conferenza di Katowice avrebbe dovuto dare sostanza agli impegni assunti tre anni fa a Parigi per contenere l’aumento della temperatura mondiale entro due e possibilmente entro 1,5 gradi centigradi. Nonostante il rinnovarsi degli appelli e un importante documento dell’Ipcc che ha segnalato quanto è importante quella differenza di mezzo grado in termini di vivibilità di ampie zone del Pianeta e di tutela della biodiversità, dall’andamento della Cop24 sembra improbabile che si pongano premesse realistiche anche per l’obiettivo dei due gradi. 

Il disimpegno di Paesi importanti come gli Stati Uniti e l’Australia e anche l’atteggiamento dei padroni di casa, decisi a difendere le miniere di carbone polacche, inducono grandi Paesi come la Cina e l’India, che inizialmente sembravano più disponibili, a prendere le distanze dall’assunzione di impegni internazionali vincolanti. La strada verso la quale si sta andando è che ogni Stato farà quanto ritiene opportuno, senza un effettivo coordinamento, magari con la speranza che il problema sia risolto in futuro da tecnologie di riassorbimento dell’anidride carbonica dall’atmosfera, per ora appena abbozzate. L’esito più probabile sarà un aumento della temperatura con effetti in parte imprevedibili, ai quali i Paesi più ricchi si adatteranno con ingenti investimenti, ma che devasteranno quelli più poveri e quelli più esposti all’aumento del livello dei mari.

Non tutti però sono disposti ad accettare passivamente l’inerzia della governance multilaterale. Un articolo pubblicato dal sito odi.org mostra come diversi Paesi hanno smesso di finanziare i combustibili fossili. Anche la società civile sta reagendo. Il Club di Roma ha lanciato un Climate emergency plan con dieci proposte concrete articolate su questi punti: trasformare i sistemi di produzione energetica; introdurre sistemi di prezzi e di indicatori che mostrino l’effettivo costo dei fossili  e la loro incidenza su un progresso misurato “oltre il Pil”; accelerare tutte le tecnologie necessarie per la trasformazione e il risparmio energetico; valorizzare gli usi low carbon dei suoli; tenere sotto controllo la dimensione umana, e quindi la crescita della popolazione, dando la massima attenzione all’educazione e all’accesso al family planning delle ragazze e delle donne. “Con questo emergency paper”, afferma il Club di Roma, “vogliamo rispondere agli inviti all’azione che arrivano da cittadini di tutto il mondo, formulando un piano che possa raggiungere obiettivi ambiziosi ma realistici di riduzione delle emissioni e di stabilizzazione del clima”.

È molto importante anche la crescente attenzione al climate change che si può riscontrare nel mondo della finanza. Flavia Micilotta, executive director di Eurosif, riscontra che c’è una certa “schizofrenia” tra comportamenti favorevoli all’impact investing e comportamenti che lo negano, ma segnala una serie di fatti positivi, a cominciare dai nuovi impegni assunti dalle banche centrali. Il governatore della Bank of England Mark Carney ha invitato questi istituti ad assumere impegni al più alto livello e a far fronte alle responsabilità necessarie per affrontare i rischi connessi al cambiamento climatico. Dice Micilotta:

Si spera che altri banchieri centrali seguano questa strada. Ci aspettiamo sviluppi importanti dal lavoro del Network for Greening the Financial System (Ngfs), un gruppo di 18 banchieri e supervisor centrali chi ha firmato una dichiarazione nella quale si afferma che i rischi collegati al clima fanno chiaramente parte del loro mandato.

Al summit di Katowice, inoltre, un gruppo di 415 investitori istituzionali che gestiscono fondi per un complesso di 32mila miliardi di dollari (cioè oltre 15 volte il Pil italiano) hanno firmato un appello comune, come riferisce il Guardian:

Se non si faranno tagli urgenti nelle emissioni di carbonio e non si eliminerà del tutto la combustione del carbone, il mondo andrà incontro a un crash finanziario di molte volte peggiore rispetto alla crisi del 2008.

Tra le iniziative italiane, segnaliamo l’appello alla politica rivolto dall’Istituto superiore di sanità, che evidenzia come gli interventi sul clima siano necessari anche per difendere la salute dei cittadini.

La Cop 24 chiude venerdì 14 e solo alla fine potremo capire se tutti questi movimenti dalla società civile, dagli esperti e dal mondo della finanza saranno rimasti inascoltati o se qualche seppur limitato passo avanti nella governance internazionale del clima è stato compiuto.

Si è invece già concluso l’11 dicembre il Global compact for migration di Marrakech. Come è noto, l’Italia non ha partecipato, demandando l’eventuale adesione a una decisione del Parlamento che dovrà valutare se il testo del documento, sottoscritto da 164 Paesi, sia troppo limitativo della potestà di decidere a livello nazionale le politiche nei confronti dei migranti.

Vedremo come si svilupperà il dibattito. È comunque necessario tener conto del fatto che la dimensione stessa del fenomeno migratorio ne impone una gestione multilaterale. Non solo perché già oggi 258 milioni di persone vivono in un Paese diverso da quello in cui sono nati, ma perché le spinte a emigrare tenderanno ad aumentare con l’accentuarsi degli squilibri demografici e delle diseguaglianze. Una clamorosa indagine mondiale della Gallup, segnalata sul nostro sito, rivela che

il desiderio delle persone di migrare permanentemente in un altro Paese è aumentato significativamente tra il 2015 e il 2017: il 16% degli adulti del mondo (più di 750 milioni di persone) afferma che “vorrebbe trasferirsi in un altro Paese se ne avesse l'opportunità”.

Come far fronte a questi immani movimenti che possono creare situazioni ingestibili in alcuni Paesi e impoverirne altri, tra cui forse l’Italia, visto che, secondo il sondaggio Gallup, il Belpaese è passato da nazione che attrae immigrati a nazione in cui prevale la volontà di andarsene? Non abbiamo una risposta, ma vorremmo che se ne discutesse con serenità e senza pregiudizi.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha giustamente celebrato il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, definendola “un testo fondamentale per la nostra civiltà giuridica, economica e sociale”. Sapremo davvero applicare questo testo in un futuro così ricco di sfide per l’intera umanità?

Il problema investe la politica romana, ma non può lasciare indifferente Bruxelles, perché una politica concertata verso i migranti deve necessariamente essere un elemento fondante di una nuova costruzione europea. Sempre che davvero si voglia costruire una nuova Europa. L’Alleanza è fortemente impegnata in questa direzione, come dimostra anche l’adesione alla lettera di SDG Watch Europe che chiede ai leader di considerare l’Agenda 2030 come guida per costruire l’Unione del futuro.

 

E INOLTRE…

a cura di Alice Rinalduzzi e Cecilia Menichella

In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:

 

Approfondimenti
 

  • Oltre la città. Per uno sviluppo sostenibile del territorio nazionale
    di Tobia Zevi, Desk Global Cities Ispi

    La parola chiave per interloquire con il nuovo Governo deve essere “territorio”. Tra le proposte per salvaguardarlo: recuperare le aree interne e salvare borghi e piccoli Comuni, azzerare il consumo di suolo, favorire azioni di mitigazione e adattamento ambientale e combattere l’esclusione sociale nelle periferie urbane.
     

  • La Sustainable Development School diventa Community
    di Caterina Micolano, Project Manager Sds, Cooperativa Sociale Camelot

    Il modello formativo che adotta lo sviluppo sostenibile come paradigma di riferimento, ideato dalla Cooperativa Sociale Camelot e dall’Istituto Marcelline Tommaseo, si diffonde. Le nuove scuole che entrano a far parte della rete condividono partnership e best practice e promuovono iniziative congiunte per l’educazione allo sviluppo sostenibile.

 

Altre segnalazioni

 

  • Il 4 dicembre l’Alleanza contro la povertà  ha presentato a Roma “Non perdiamo questa occasione”, un nuovo documento che esprime i dubbi rispetto alle misure, finora designate, del Reddito di cittadinanza.
     
  • Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha reso disponibile lo stanziamento complessivo di 800mila euro, insieme all’ulteriore somma di 500mila euro disposta dal Miur, per la realizzazione di progetti di educazione e comunicazione ambientale nell’ambito di valorizzazione della qualità dell’aria, dell’energia pulita, della biodiversità, della raccolta differenziata e della lotta alle ecomafie.
     
  • In occasione dell’incontro annuale dell’Espas (European Strategy and Policy Analysis System), avvenuto il 28 e 29 novembre a Bruxelles, è stata presentata una nuova pubblicazione sulle strategie per il raggiungimento degli obiettivi globali posti al 2030 dal titolo “Global Trends to 2030: Shaping the Future in a Fast-Changing World”.
     
  • L’11 dicembre è stato assegnato a Unipol, nel corso della 12a GGB 2030 Conference tenutasi a Roma, il Gran Premio Sviluppo Sostenibile in qualità di istituto finanziario che ha contribuito al conseguimento dei Sustainable Development Goals dell'Agenda 2030.
     
  • L’Università di Bologna, in collaborazione con Aiccon, ha fissato il 20 dicembre come data di scadenza per le iscrizioni alla prima edizione del corso di alta formazione in Management, strategia e finanza di impatto per l’imprenditoriale sociale e il Terzo settore.
     
  • Gsma ha pubblicato la terza edizione del “Mobile Industry Impact Report 2018” sul rapporto tra lo sviluppo della tecnologia mobile e il miglioramento del livello di qualità della vita per il raggiungimento degli SDGs.
     
  • Il 10 e l’11 dicembre il Comitato italiano per la Corporate Governance ha ospitato a Milano l’edizione 2018 della Italy Corporate Governance Conference. La sostenibilità entra nella governance "È tempo di un approccio europeo" ha commentato Patrizia Grieco, presidente dell'Enel.
     
  • Presentato l'11 dicembre “Verso il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (Paesc) di Roma Capitale” - protocollo d'azione del Patto dei Sindaci-. Un confronto pubblico sul progetto che, entro il 2020, dovrebbe portare a una riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 20%.
     
  • E’ ora disponibile il Rapporto sulle migrazioni 2018 della Fondazione Ismu, che analizza i flussi migratori e i diversi aspetti di questa presenza e dal quale si evince che al 1° gennaio 2018 i movimenti migratori verso l’Europa sono molto diminuiti.
     
  • Sono consultabili le nuove linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Housing and health guidelines che forniscono alcune raccomandazioni basate sui problemi di salute causati dalle cattive condizioni delle abitazioni.
     
  • E’ online il rapporto Global wage report 2018/19 dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) che analizza le differenze salariali di genere evidenziandone le due principali sfide: come misurarle efficacemente e come abbatterle coinvolgendo istituzioni e parti sociali nell’individuazione delle sue cause profonde.
     
  • Dal 1° al 2 dicembre si è svolto a Cagliari il Festival "Scirarindi" la prima grande manifestazione dedicata alla scoperta e alla celebrazione della Sardegna naturale attraverso l’economia etica e il consumo critico, sostenibilità e nuovi stili di vita, produzioni alimentari biologiche e tanto altro.
     
  • E’ stato pubblicato il rapporto Settling In 2018: indicators of immigrant integration redatto dall’Ocse e dalla Commissione europea, che presenta un confronto sull’attuale stato di integrazione dei migranti e dei loro figli, nei Paesi presi in esame.
     
  • Secondo la nuova edizione del “Social institutions and gender index (Sigi)” i progressi relativi al raggiungimento della parità di genere nel mondo avanzano lentamente nonostante i passi avanti compiuti in alcuni Paesi dal 2014 ad oggi.
     
  • Il 6 dicembre nel corso della quarta edizione del “Premio innovatori responsabili” a Reggio Emilia, sono state premiate imprese, associazioni ed enti locali che stanno investendo sull’innovazione, sui giovani, sulla cultura e l’istruzione, sull’inclusione e il superamento degli stereotipi di genere.
     
  • Sono aperte le iscrizioni fino al 29 marzo 2019 per l’Executive master in management e innovazione delle pubbliche amministrazioni centrali - Mipac organizzato da Altis, Alta scuola impresa e società, in collaborazione con ASviS.
     
  • E’ stato pubblicato il nuovo numero del Barometro nazionale della Cisl, il bollettino economico quadrimestrale della Fondazione Tarantelli il quale offre un quadro complessivo dei fenomeni socioeconomici che costituiscono una parte importante del benessere delle famiglie e del Paese.
     
  • È ora possibile partecipare alla compilazione dei questionari per contribuire alla ricerca Investing for global impact  2019 (Ifgi) che indaga sul tema degli investimenti ad impatto sociale e la filantropia.

 

Prossimi eventi
 

  • 15 dicembre – A Roma avrà luogo l’evento Terra chiama di + Europa. Interviene Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS.
giovedì 13 dicembre 2018
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