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Eurostat Monitoring Report: bene i goal 3, 4, 7, il goal 10 è in grave ritardo

L’Ue pubblica l’aggiornamento sugli indicatori: tra le novità, miglioramenti previsti per i goal 9 e 12 e introduzione di dati dalla piattaforma Copernicus. Al lavoro di consultazione partecipa anche l’ASviS. 18/1/2019

“Lo sviluppo sostenibile è al centro della politica europea. L'Ue è impegnata a svolgere un ruolo attivo per massimizzare gli sforzi verso gli SDGs, e per questo motivo è essenziale monitorare regolarmente i progressi in ogni singolo goal”. Queste parole, contenute nell’introduzione al Rapporto Eurostat 2018 sui progressi compiuti dall’Unione Europea nello sviluppo sostenibile, ci introducono al documento pubblicato l’8 gennaio, “Result of the review in preparation of the 2019 edition of the Eu SDG monitoring report” che riassume il lavoro che Eurostat sta compiendo per monitorare gli SDGs anche nel 2019.

Il documento Eurostat del 2018 dimostra che, nell’arco degli ultimi cinque anni, l'Ue ha compiuto buoni progressi in molti degli obiettivi dell’Agenda 2030, anche se l’avanzamento di alcuni goal è stato più intenso rispetto ad altri. Grandi passi avanti sono stati registrati per l’SDG 3 "Salute e benessere", 4 "Istruzione di qualità" e 7 "Energia pulita e accessibile". L'Ue ha inoltre compiuto progressi per i goal 11 "Città e comunità sostenibili", 12 "Consumo e produzione responsabili", 5 "Parità di genere", 8 "Lavoro dignitoso e crescita economica", 17 "Partnership per gli obiettivi", 1 “Sconfiggere la povertà” e, in misura minore, per i goal 15 “Proteggere l’ecosistema terrestre” e 2 “Porre fine alla fame e promuovere un’agricoltura sostenibile”. Il goal 9 "Imprese, innovazione e infrastrutture" è caratterizzato da un numero uguale di sviluppi positivi e negativi degli indicatori. “Ma realizzare progressi verso un determinato obiettivo in media non significa necessariamente che lo stato di tale obiettivo sia soddisfacente”, afferma il Rapporto. “Ad esempio, nel caso del goal 15 gli indicatori selezionati mostrano in parte buoni progressi, ma ciò non porta alla conclusione che gli ecosistemi o la biodiversità dell’Unione siano in buona salute”. Sulla base degli indicatori selezionati, l'Ue si allontana invece dal goal 10 "Ridurre le diseguaglianze", a causa del continuo aumento delle disparità di reddito all'interno degli Stati membri, già visibile dal 2005. I goal 6, 13, 14 non hanno dati sufficienti per poterne calcolare una tendenza attendibile.

 

 

 

Ma come vengono monitorati questi progressi? Il set di indicatori Ue SDG è aperto a revisioni annuali per incorporare gli indicatori con nuove fonti di dati e tenere conto delle priorità politiche dell'Ue, inclusi gli appuntamenti al 2020 e al 2030. Il documento del 2019 descrive il risultato della revisione avviata dal primo ottobre 2018 fino a oggi.

Questo lavoro deriva da un ampio processo di consultazione, che ha coinvolto un gran numero di parti interessate (Commissione, Stati membri, Ong, mondo accademico, organizzazioni internazionali) a cui ha dato un contributo significativo anche l’ASviS.

Lo scopo delle revisioni annuali degli indicatori è quello di fornire un costante aggiornamento per promuovere politiche europee sostenibili e, al tempo stesso, migliorare la qualità statistica degli indicatori. Le revisioni seguono i seguenti principi:

  • Le caratteristiche chiave degli indicatori SDG Ue devono rispettare quelle dei 17 SDGs, limitate a sei indicatori per SDG e inclusi indicatori multifunzione (Mpi) utilizzati per monitorare più di un obiettivo;
     
  • Il set di indicatori comprende al massimo sei indicatori per obiettivo, al fine di attribuire uguale importanza a tutti i goal e consentire una misurazione equilibrata del progresso attraverso la dimensione sociale, economica, ambientale e istituzionale della sostenibilità;
     
  • Di conseguenza, i nuovi indicatori saranno aggiunti solo rimuovendo gli indicatori già inclusi nel set all'interno dello stesso obiettivo.

Numerosi sono i feedback ricevuti da Eurostat riguardo i possibili miglioramenti di questi indicatori, tra i quali:  

  • Migliorare il monitoraggio dei goal 9 e 12 includendo nuovi indicatori su "Intensità di emissione dell'aria" e "Occupazione nel settore dei beni e servizi ambientali" (economia verde).
     
  • Aumentare l'uso dei dati basati su Copernicus (Programma Europeo per il Monitoraggio della Terra) nel set di indicatori. Due indicatori basati sui dati di Copernico saranno inclusi nel set 2019: "Tasso di variazione dell'impermeabilità" e una nuova versione dell'indicatore "Acidità dell'oceano".

Eurostat ha inoltre preso in considerazione le proposte di introduzione degli indicatori "Esposizione della popolazione al rumore ambientale", "Intensità delle emissioni atmosferiche" e "Contenuto organico del terreno vegetale".

Questi indicatori, per essere integrati, devono però soddisfare requisiti ben precisi.

  1. Disponibilità della produzione statistica: devono avere almeno un punto dati pronto per l'uso e pubblicato dal loro promotore;
     
  2. Sostenibilità della produzione statistica: occorre garantire una produzione regolare di dati, preferibilmente mediante un mandato ufficiale e risorse umane e finanziarie adeguate;
     
  3. Metodologia e procedure solide: gli indicatori devono essere prodotti secondo una metodologia e procedure ben fondate;
     
  4. Accessibilità e trasparenza: i dati sugli indicatori devono essere accessibili online e le informazioni sulle loro fonti di dati, sui metodi di calcolo, etc. disponibili al pubblico;
     
  5. Conformità: gli indicatori devono essere conformi alle norme internazionali dell'Ue.

In conclusione, l’Ue monitora e aggiorna mensilmente i propri parametri di analisi al fine di favorire e promuovere politiche sostenibili in ogni goal da parte degli Stati membri. Il lavoro restante, ora, appartiene ai singoli Stati, così come ai loro cittadini.

 

 

di Flavio Natale

 

venerdì 18 gennaio 2019
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