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Ilo: tre pilastri d’azione per un lavoro del futuro equo e sostenibile

Tra innovazione e risorse rinnovabili, capitale umano ed equilibrio vita-lavoro, la Commissione globale sul futuro del lavoro delinea i passi per il 2030. Rinnovamento del contratto sociale alla base. 22/1/2019

“La nostra aspirazione principale è stata l’elaborazione di un rapporto in grado di illustrare i cambiamenti che il mondo del lavoro sta affrontando, elaborando proposte su come gestirli”. Le parole dei due presidenti della Commissione globale sul futuro del lavoro, Stefan Löfven e Matamela Cyril Ramaphosa, risultano esemplificative per riassumere i contenuti del rapporto “Work for a brighter future”, elaborato dalla commissione stessa.

La Commissione globale sul futuro del lavoro, promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo), ha avviato le attività nell'ottobre 2017, riunendosi quattro volte nel 2018. Questo gruppo di esperti provenienti da ogni campo, del quale ha fatto parte anche Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS, ha identificato sfide e opportunità del mondo del lavoro, elaborando raccomandazioni per le parti interessate, dai governi ai datori di lavoro, aziende e sindacati.

“Nuove forze stanno trasformando il mondo dell’occupazione”, dichiara il Rapporto. Queste transizioni richiedono un'azione decisa e compatta, per sfruttarne le opportunità e migliorare la qualità della vita, colmare il divario di genere e ridurre la disuguaglianza sociale. I progressi tecnologici, ad esempio, creeranno posti di lavoro togliendone altri, così come l’ondata ambientalistica delle nostre economie, che produrrà nuove occupazioni (per pratiche sostenibili e risorse rinnovabili), ma altri posti scompariranno. L'espansione delle popolazioni giovanili in alcune parti del mondo e l'invecchiamento della popolazione in altri Paesi, così come le variazioni demografiche, eserciteranno un’ulteriore pressione sui mercati e sui sistemi di sicurezza sociale.

“Dobbiamo quindi cogliere le opportunità derivanti da questi stravolgimenti”, afferma la Commissione, “partendo da un rinvigorimento del contratto sociale”, offrendo ai lavoratori una quota dell’enorme progresso economico, rispettando i loro diritti e proteggendoli contro i rischi.

Questo obiettivo può essere raggiunto promuovendo, per il futuro, un programma incentrato sull’essere umano, rendendolo protagonista delle politiche economiche e sociali. Questo programma consiste in tre pilastri d’azione, che guideranno crescita, equità e sostenibilità per il futuro:

  1. Aumentare gli investimenti nelle capacità delle persone, sorpassando il concetto di “capitale umano” per arrivare a dimensioni più ampie dello sviluppo e del progresso degli standard di vita. Questo obiettivo si raggiunge attraverso: un diritto universale all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, che consenta alle persone di acquisire competenze e qualificazioni; intensificare gli investimenti nelle istituzioni, nelle politiche e nelle strategie che sosterranno le persone attraverso future transizioni (come passaggio scuola-lavoro o assistenza ai lavoratori anziani); promuovere l'uguaglianza di genere, incentivando la condivisione delle occupazioni tanto a casa quanto sul luogo di lavoro; fornire protezione sociale universale dalla nascita alla vecchiaia.
     
  2. Aumentare gli investimenti nelle istituzioni per i lavoratori, organismi fondamentali della nostra società. Come si raggiunge questo secondo obiettivo? Anzitutto, stabilendo una Carta Universale del Lavoro, garantendo il rispetto dei diritti fondamentali (come il diritto al lavoro stesso), un adeguato salario di sussistenza, limiti massimi di orario, salute e sicurezza. I lavoratori hanno anche bisogno di maggiore autonomia nella gestione del tempo, e le nuove tecnologie possono favorire questo processo, raggiungendo un equilibrio tra lavoro e vita personale. Un ulteriore aspetto fondamentale è la garanzia di rappresentanza collettiva di lavoratori e datori di lavoro, assieme alla libertà di associazione e diritto alla contrattazione collettiva. Un punto riguarda la gestione delle innovazioni tecnologiche e ciò significa sia negoziare la programmazione del lavoro che adottare un approccio "human-in-command" all'intelligenza artificiale, affidando le decisioni finali all’essere umano. In ultimo, sarebbe importante istituire un sistema di governance internazionale per le piattaforme di occupazione digitali.
     
  3. Aumentare gli investimenti in un lavoro dignitoso e sostenibile, in linea con l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Tra questi investimenti, la Commissione segnala incentivi per promuovere settori chiave (uguaglianza di genere, micro imprese, sviluppo rurale); rimodellare le strutture di finanziamenti aziendali per approcci di investimento a lungo termine; esplorare indicatori supplementari di sviluppo umano e benessere.

In conclusione, l’Oil richiede di “assumersi la responsabilità” di costruire un futuro giusto ed equo. I Paesi devono stabilire strategie nazionali sul futuro del lavoro attraverso il dialogo tra i governi e tutti i soggetti coinvolti poiché, come afferma la Commissione, “siamo convinti che se tutti sono consapevoli dei cambiamenti, se tutti sono inclusi e cooperano per trovare soluzioni, c'è un futuro più luminoso nel nostro mondo del lavoro”.
 

Scarica il rapporto completo

 

di Flavio Natale

 

martedì 22 gennaio 2019
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