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QUESTA SETTIMANA: Chi snobba gli studenti non vuole impegnarsi sul clima

Criticano il dito, cioè le modalità della protesta, ma ignorano la luna: che cosa intendono fare contro il riscaldamento globale. Dobbiamo cambiare le priorità, a tutti i livelli. E anche cercare di rendere l’Italia un Paese più felice. 21/3/2019

di Donato Speroni

Chi, come noi dell’ASviS, ha manifestato a fianco degli studenti nel Global climate strike del 15 marzo, non può fare a meno di sentirsi offeso dal modo in cui alcuni giornali hanno trattato i ragazzi impegnati in questa protesta, considerandoli a seconda dei casi degli ignoranti che non sanno di che cosa parlano o degli utili idioti di movimenti politici che vogliono sovvertire l’ordine costituito. Anche Greta Thunberg, la ragazza svedese che ha messo in moto la valanga, sarebbe in realtà una “gretina” sfruttata a fini commerciali dai suoi genitori.

Alcune belle risposte a queste insinuazioni sono già state date. Massimo Gramellini sul Corriere della Sera, ha evocato

la nuova egemonia culturale dei cattivisti, che provano un fastidio quasi fisico per qualunque manifestazione del bene. La considerano ipocrita e moralista. Per loro gli esseri umani sono un impasto di pulsioni basiche e pensieri molesti. L’idealismo non è contemplato. Chiunque osi abbracciare un sogno o evocare un sentimento è ingenuo o in malafede. Da lui si pretendono una coerenza assoluta e una vita da anacoreta, altrimenti va subito affogato in un mare di cinismo. Non so perché lo facciano, ma preferirei essere Greta che uno di loro. 

Bisogna anche difendere il movimento dei giovani dalle strumentalizzazioni, come ha sottolineato sul Foglio il leader della Fim Cisl Marco Bentivogli: 

Ci sono ambientalisti seri e competenti e si battono gli ayatollah dell’ambientalismo nimby con un industrialismo moderno e sostenibile, che è anche più conveniente. Sono un sostenitore dell’auto elettrica ma ho spiegato che, senza infrastrutture e un nuovo ecosistema dedicato, faremo tardi e male. Mi hanno scritto che sono “pagato dalle lobby dei diesel”. Fate voi, ma io mia figlia in mano a questi fricchettoni non la lascio, e neanche il pianeta terra. 

Una denuncia forte è arrivata anche, a nome degli studenti, da Giuditta Iantaffi e Ilaria Romano, coordinatrici nazionali della Rete Docenti Giornalisti Nell'Erba, criticando fortemente la presentazione della manifestazione fatta dal Messaggero e da altri giornali.  

Sarebbe il caso però che invece di guardare il dito e cioè gli studenti, si guardasse alla luna, ponendosi la domanda di fondo: chi è disposto a impegnarsi contro il cambiamento climatico? Per fare che cosa? Internazionale riporta una inchiesta dello Europe’s far right research network, secondo la quale la nuova destra europea tende a frenare la lotta al riscaldamento globale; però le posizioni sono differenziate e in Italia questa discriminante non è poi così chiara. Del resto il Piano integrato energia e clima, recentemente presentato dal governo,  non è adeguato agli obiettivi, come ci fa notare un gruppo di scienziati e ricercatori bolognesi, ma esprime comunque un impegno delle forze di governo sul problema. 

Che fare dunque? Una valida ricetta dettagliata di quello che bisogna fare è stata offerta dal Wwf alla vigilia della manifestazione del 15.  La sostanza è che bisogna davvero dare priorità a questo tema, nelle scelte politiche, nelle strategie aziendali, nei comportamenti individuali. 

Il mondo si sta davvero muovendo in questo senso? Per rispondere, è interessante analizzare quello che è successo nei giorni scorsi a Nairobi. Ci sono state due riunioni separate:

- il 14 marzo si è tenuta la terza edizione dell’incontro “One planet summit”, l’iniziativa voluta dal presidente francese Emmanuel Macron nel tentativo di sbloccare le trattative sul clima (a cui Parigi tiene molto, visto che proprio in questa città furono sottoscritti gli accordi del 2015) e che si sostanzia in incontri ad altissimo livello, coordinati in questo caso dallo stesso Macron e dal presidente kenyano Uhuro Kenyatta. 

- Dall’11 al 15 marzo si è tenuta la Quarta assemblea dell’Onu sull’ambiente (Unea-4), con la partecipazione di 5mila delegati di governi, imprese e società civile. Sono stati presentati diversi rapporti interessanti, (sul nostro sito abbiamo segnalato quello sul consumo dei materiali e il più generale Global environment outlook) e approvate una quantità di risoluzioni, che sono sostanzialmente raccomandazioni ai governi nazionali. La sintesi che se ne può leggere sull’Earth negotiations bulletin, fedele cronista delle riunioni internazionali, dà l’idea di una mole di lavoro gigantesca. Ma servirà a qualcosa? La stessa fonte segnala che la riunione ha messo in evidenza alcuni rischi dei lavori dell’Onu sullo sviluppo sostenibile. 

Alcune delegazioni hanno sottolineato che i riferimenti all’Agenda 2030 e alla convenzione  di Addis Abeba (che dovrebbe regolare il finanziamento per lo sviluppo sostenibile) sono diventati più controversi, segno di un indebolimento degli impegni o addirittura di un tirarsi indietro rispetto a quanto precedentemente sottoscritto sul piano multilaterale. È stato sottolineato a questo proposito che il One planet summit che si è svolto in parallelo con Unea-4 ha ricevuto più attenzione dai media. Alcuni delegati si sono chiesti se il futuro del multilateralismo non sarà piuttosto in una "coalizione dei volenterosi”o in  ristretti club diplomatici come il G7 piuttosto che in forum universali come le Nazioni Unite.

Queste preoccupazioni sembrano realistiche e dovrebbero essere al centro dell’attenzione della politica estera italiana. È chiaro che bisogna percorrere un doppio binario: quello lento e tortuoso dell’Onu, indispensabile per coinvolgere tutti, ma faticoso per i troppi veti (non solo quelli sul carbone, ma anche per esempio quello dei Paesi tropicali sulla deforestazione, l’incapacità di arrivare a un accordo sulle plastiche e via dicendo) e quello più veloce degli Stati che vogliono comunque progredire e porsi come modello di sostenibilità. Sarebbe importante rimanere all’interno del gruppo di testa e fare in modo che questi obiettivi siano condivisi dal parlamento europeo che nascerà dopo le elezioni di maggio. 

Possiamo essere più felici? Lo domando perché il 20 marzo si è celebrato l’International day of happiness. L’ASviS ne ha discusso nella sua rubrica “Alta sostenibilità” su Radio radicale. Personalmente ho ripreso il tema anche nel mio blog “Numerus” sul sito del Corriere della Sera, ricordando un interrogativo posto da Enrico Giovannini anni fa, dopo un viaggio in Bhutan, al congresso dell’Associazione italiana per gli studi sulla qualità della vita: va bene promuovere il benessere collettivo, che è l’obiettivo di tutte le azioni per andare “oltre il Pil”, ma ci si chiede se lo Stato deve spingersi più in là, insegnando a “estrarre felicità” dalla propria condizione. Certo, affidare ai pubblici poteri questa funzione può essere pericoloso, ma resta il fatto che l’Italia non è molto felice. Ieri abbiamo saputo che, con una media di 6,2 in una scala da zero a dieci, l’Italia è al 36mo posto nella classifica dei 156 Paesi indagati dalla Gallup, dietro a tutte le grandi nazioni europee. Siamo il Bel Paese, ma qualcosa non funziona e speriamo che i giovani ci aiutino a cambiarlo.  

 

E INOLTRE…

a cura di Eleonora Angeloni

In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:

 

Approfondimenti

  • La qualità delle città è un fattore fondamentale per il rilancio dell’economia
    di Walter Vitali, direttore esecutivo di Urban@it
    In Italia i costi delle agglomerazioni urbane sono elevati, mentre i benefici risultano scarsi; manca una adeguata governance di sviluppo territoriale; persistono difficoltà di produzione e implementazione delle regolazioni pubbliche locali. Ecco di che cosa parla il quarto rapporto di Urban@it. 

 

Altre segnalazioni

  • Open cooperazione ha pubblicato una mappa che illustra i network di partenariati e di collaborazioni tra le organizzazioni del terzo settore italiano che si occupano di cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile. 
  • Fondazione Pubblicità progresso e l’associazione Cooperazione rurale in Africa e America Latina (Acra), insieme a fondazione Iniziative e studi per la multietnicità (Ismu), promuovono la campagna #IntegrAction “Le nostre città invisibili - incontri e nuove narrazioni del mondo in città” con l’obiettivo di far riflettere sulle tematiche dell’integrazione e la convivenza di diverse identità culturali.
     
  • Il 14 marzo a Bruxelles si è tenuto il workshop “Come può la finanza sostenibile contribuire all’obiettivo della resilienza ai disastri?”, in cui l’Ufficio delle nazioni unite per la riduzione dei rischi da disastri (Unisdr) e E3g (think thank europeo sul cambiamento climatico) hanno presentato lo stato di avanzamento lavori della Commissione Ue in materia di finanza sostenibile, con la messa a fuoco del tema della riduzione dei rischi da disastri.
     
  • L’associazione Seacoop/pantaies ha messo a punto un sistema innovativo di compensazione degli impatti ambientali della produzione di carne e sviluppato la piattaforma “MEATigo”, che consente all’utente un'autovalutazione del proprio consumo.
     
  • Il 15 marzo 2019, Urban@it ha pubblicato l’Agenda metropolitana per lo sviluppo sostenibile, ispirata dal documento l’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile di ASviS e Urban@it. Sul sito della Città metropolitana di Bologna è stata aperta la consultazione pubblica, al fine di raccogliere altre pratiche in corso da parte di tutta la comunità; il risultato verrà presentato durante il Festival dello sviluppo sostenibile 2019, promosso dall’ASviS.
     
  • Anna Genovese, presidente vicario Consob, in occasione del convegno sulla corporate governance ha dichiarato che è necessario integrare le tematiche della sostenibilità e del cambiamento climatico nelle agende delle grandi imprese azionarie.
     
  • In occasione del Global climate strike, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (Crea) ha presentato i propri progetti di ricerca ancora in corso, realizzati con lo scopo di prevenire, mitigare e contrastare gli effetti del cambiamento climatico in agricoltura, nel settore alimentare e sull’ambiente.
      
  • L’accademia Kronos ha recentemente pubblicato il dossier “Africa e migrazione dei popoli” sulle cause profonde che determinano le migrazioni forzate dal continente africano. 
     

Prossimi eventi 

  • 21 marzo – Passa per Catania la quinta tappa del Giro d’Italia della Csr "I territori della sostenibilità”, che anticipa la settima edizione del Salone della Csr dedicato ai territori come spazio fisico da preservare e valorizzare, ma ancora come spazio ideale da coltivare, perché la sostenibilità diventi un valore per tutti.
     
  • 21 marzo – L’evento “Living in the anthropocene forum - forest medicine & biophilia", organizzato dalla fondazione Appia antica, si tiene a Roma presso il parco regionale dell'Appia antica. Il forum esplora come il collegamento con la natura nelle sue varie forme contribuisca al benessere e alla vita sostenibile.
     
  • 21 marzo – Il Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc), in collaborazione con l’European forest institute, in occasione della Giornata internazionale delle foreste tiene il webinar "Forests: solutions and perspectives to fight climate change", sulle attività di ricerca e le politiche che implementano la gestione forestale sostenibile a supporto della mitigazione e dell'adattamento ai cambiamenti climatici.
     
  • 21 marzo – Nell’ambito della seconda edizione del corso sull’ecologia integrale, promosso dalla pontificia università Antonianum e dalla Camera di commercio di Taranto, ha luogo a Taranto dalle 17:30 alle 19 l’evento “Una buona vita in comune: le condizioni macro e micro per la ripresa del lavoro e dell’economia”.
     
  • 21 marzo – In occasione della Giornata internazionale delle foreste il ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo presenta il primo rapporto nazionale sullo stato delle foreste e del settore forestale in Italia (Raf Italia) che ha coinvolto numerosi enti, istituzioni, amministrazioni e associazioni nazionali e regionali, e si propone come obiettivo principale di accrescere le conoscenze e le informazioni in materia di foreste e delle filiere forestali nazionali.
  • 21-24 marzo – Al via la terza edizione di Anello verde, il festival internazionale dell’ambiente e della sostenibilità che si svolge a Finale Ligure (Sv) ed è stato pensato per rendere protagoniste di un confronto produttivo le molte realtà che lavorano su temi quali: natura e ambiente; territorio e valorizzazione; innovazione e tecnologia; costruzioni e smart city; outdoor e sport; alimentazione; salute e benessere ; sostenibilità e ottimizzazione.
     
  • 22 marzo – Celebrando la Giornata internazionale dell’acqua l’obiettivo è quello di richiamare l’opinione pubblica sull’importanza imprescindibile del bene primario per la vita: la risorsa idrica.
     
  • 22 marzo – L’incontro “Acqua: nessuno senza!”, organizzato dalla Centrale dell’acqua di Milano, in occasione della Giornata internazionale dell’acqua rilancerà l'impegno di raggiungimento dell’Obiettivo 6 dell’Agenda 2030 attraverso un confronto con l’amministrazione di Milano, con alcune associazioni e il contributo dell’azienda che gestisce il servizio idrico della città.
     
  • 22 marzo – Il progetto “Atlante delle città – ritratti urbani a confronto" nasce dalla collaborazione tra fondazione Giangiacomo Feltrinelli e il dipartimento di architettura e studi urbani del Politecnico di Milano con l’obiettivo di costruire un atlante animato da storie, dati, mappe, esperienze istituzionali e pratiche dal basso, che documenti i contrasti prodotti dall’evoluzione delle città e la vita dei suoi abitanti, raccogliendo proposte, sperimentazioni e tentativi di risposta alle criticità più urgenti.
     
  • 22 marzo – Si tiene a Ginevra la conferenza “Leave no one behind: driving policies through data and a human rights-based approach” che avrà per oggetto la riduzione delle diseguaglianze, esaminando le buone pratiche finalizzate allo sviluppo di politiche e programmi inclusivi.
     
  • 22 e 30 marzo – A Bologna si riunirà la tavola rotonda “Giornata dell’economia solidale dell’Emilia-Romagna”, aperta a tutte le realtà dell’economia solidale e alle organizzazioni della società civile. Alla giornata del 22 farà seguito il forum dell’economia solidale del 30 marzo, organismo di rappresentanza previsto dalla Legge 19/2014.
     
  • 23 marzo – Il convegno “Economia circolare e tariffa puntuale: il progetto Urban agenda for Eu”,  promosso da Operate e organizzato nell'ambito del Festiva dell'economia circolare di Prato, ha lo scopo di approfondire le novità e le tematiche relative alle modalità di applicazione della misurazione e tariffazione puntuale. Parteciperà Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS.
     
  • 24 marzo –  Giornata internazionale del diritto alla verità in riferimento a gravi violazioni dei diritti umani e della dignità delle vittime. L’obiettivo di questa celebrazione è onorare la memoria delle vittime di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani e promuovere l'importanza del diritto alla verità e alla giustizia.
     
  • 25 marzo – Al Teatro de’ servi di Roma avrà luogo la presentazione di 16 proposte per la giustizia sociale del forum Disuguaglianze e diversità che intervengono su tre meccanismi di formazione della ricchezza: il cambiamento tecnologico, il potere negoziale del lavoro e il passaggio generazionale. Il progetto è finanziato dalle fondazioni Unipolis, Con il sud e Fondazione italiana Charlemagne.
     
  • 25 marzo – “L’accoglienza che rigenera” è il titolo del terzo appuntamento a Roma del Giubileo dell’associazione comboniana a servizio di emigrati e profughi (Acse) per confrontarsi sulle tematiche dell’immigrazione e dell’accoglienza.
     
  • 26 marzo – Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS, terrà a Modena il seminario “L’agenda 2030 delle Nazioni Unite e 'L'utopia sostenibile'”. L’incontro avrà come oggetto gli Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu e le questioni legate allo sviluppo sostenibile. 
  • 26 marzo – Nell'ambito delle attività del progetto “#PlatformEurope, vision & global trends” l’International institute for global analyses organizzerà a Roma il seminario "#CostruirEuropa - #BuildingEurope”, per porre l’attenzione sui tre elementi (cultura, società e infrastrutture) dai quali si dovrebbe ripartire per affrontare le sfide e i cambiamenti in Europa.
     
  • 27 marzo – L’evento di presentazione dell'ultimo Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile si terrà presso la fondazione Corriere di Milano. Enrico Giovannini, portavoce dell'ASviS, parteciperà in qualità di relatore.
     
  • 27 marzo – A Roma il convegno “Educazione alla salute”, organizzato dall’Ente nazionale Giuseppini del Murialdo (Engim), affronterà le tematiche dell'educazione alla salute e al benessere attraverso le attività di informazione, educazione e partecipazione dei giovani.
     
  • 28 marzo – La sesta tappa del Giro d’Italia della Csr "I territori della sostenibilità" quest'anno si terrà presso l'università di Roma Tor Vergata. La giornata si aprirà con i saluti istituzionali e continuerà con un dibattito a cui partecipa Rosa De Pasquale del Segretariato dell’ASviS. L’evento proseguirà nel pomeriggio con quattro sessioni parallele su educazione, creazione di valore condiviso, sharing economy e rendicontazione.
     
  • 28 marzo – Primo appuntamento pubblico del ciclo di incontri per il progetto Exodus, che affronterà il tema dell’esodo e  delle migrazioni. Il primo incontro, che si terrà il 27 marzo, riservato agli studenti di due licei romani, vedrà la partecipazione di Enrico Giovannini, portavoce dell'ASviS. Durante la giornata del 28 marzo si confronteranno Fabio Baggio, sottosegretario del Vaticano per i profughi e i migranti, Gianni Bottalico del Segretariato dell'ASviS, e Roberto Zaccaria, presidente del Centro italiano rifugiati (Cir). Lo stesso tema è affrontato dalla mostra di Afet Zec, visitabile presso l’oratorio di San Francesco Saverio del Caravita in via del Caravita 7 dal 20 Febbraio e fino al 31 Luglio.
  • 29-31 marzo – Firenze ospiterà il Festival nazionale dell’economia civile. L’iniziativa si baserà sul tema dell'economia civile, che mette al centro l'essere umano, il bene comune, la sostenibilità e l'inclusione sociale. Due sessioni interattive verranno dedicate a start-up, giovani e imprese.
giovedì 21 marzo 2019
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