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The Lancet: ogni anno 1,6 milioni di persone ancora muoiono di tubercolosi

Il 35% dei casi di tubercolosi non viene diagnosticato servono nuove misure a sostegno soprattutto dei Paesi poveri per debellare la malattia entro il 2045. 26/3/2019

È ancora molto diffusa, più di quello che si pensa, e uccide 1,6 milioni di persone ogni anno. Parliamo della tubercolosi, malattia infettiva che falcidia più vite ogni anno nel mondo. La buona notizia è che può essere sia prevenuta che curata, e un mondo libero dalla tubercolosi entro il 2045 è possibile.

A sostenerlo il nuovo rapporto a firma The Lancet dal titolo "Building a tuberculosis-free world: The Lancet Commission on tuberculosis", reso noto il 20 marzo, in occasione della giornata mondiale della tubercolosi del 24 marzo.
 Secondo la commissione The Lancet ridurre significativamente gli effetti indesiderati della tubercolosi potrebbe portare non solo a benefici da un punto di vista sanitario, ma anche economico. I risparmi derivanti dalla prevenzione, infatti, sarebbero in molti Paesi pari ad addirittura il triplo dei costi sostenuti dalle amministrazioni pubbliche. Basti pensare che il valore della perdita associata alla mortalità per tubercolosi è stimato solo in India in 32 miliardi di dollari l'anno.

La prima volta che l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha parlato di una crisi per la salute pubblica ad opera della malattia infettiva era il 1993. Nel 2017, oltre 20 anni dopo, la tubercolosi rimane un problema da affrontare. Circa un quarto della popolazione mondiale vive infatti in zone che hanno a che fare con la malattia e nel 2017 la tubercolosi ha distrutto un milione e 600mila vite, sviluppando nel frattempo anche caratteristiche farmaco-resistenti.

Sul Rapporto Eric Goosby, inviato speciale delle Nazioni Unite sulla tubercolosi, dell'Università della California, ha dichiarato: "Lo studio è ottimista sul porre fine alla tubercolosi, una malattia prevenibile e curabile. Non c'è però spazio per il compiacimento nel nostro lavoro, dobbiamo agire rapidamente e strategicamente per salvare la prossima generazione dalla tubercolosi".

La ricerca è frutto del lavoro di 37 ricercatori di 13 Paesi, e include analisi economiche e modelli di intervento per il contrasto alla diffusione della tubercolosi.
 La commissione Lancet, inoltre, attraverso il documento prova a fare diverse proposte alla classe politica di tutto il mondo, suggerendo le migliori strategie da attuare.

Innanzitutto, i Paesi che sono investiti da un maggior numero di casi devono garantire più test diagnostici, intensificando così gli sforzi relativi alla prevenzione. Molte persone affette da tubercolosi sono povere e hanno difficoltà ad accedere persino ai servizi sanitari di base, motivo per cui il 35% dei casi di tubercolosi non viene diagnosticato, tantomeno curato.

Occorre poi identificare le "persone ad alto rischio". In genere si tratta di individui già colpiti da altre malattie come l’Hiv, oppure di persone che vivono nella stessa casa di chi mostra i sintomi della tubercolosi. Una volta individuate le popolazioni ad alto rischio, sarà quindi necessario garantire servizi di alta qualità a prezzi accessibili, introducendo ad esempio una copertura sanitaria universale per aiutare i Paesi più poveri.
Per fare questo, però, occorre aumentare l'investimento per la ricerca globale, fermo ai 726 milioni di dollari del 2016; fondi che per la commissione devono aumentare di quattro volte se vogliamo davvero sperare di debellare la malattia entro il 2045. 

Scarica il Rapporto

 

di Ivan Manzo

martedì 26 marzo 2019
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