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QUESTA SETTIMANA: L’Europa deve essere la leva del cambiamento

Nel nuovo ciclo politico che si sta aprendo, ci sono segnali positivi per una forte spinta europea verso l’economia circolare e la lotta al cambiamento climatico. Ma tutto dipende dalla volontà degli Stati nazionali. 28/3/2019

di Donato Speroni

 

Il terzo Festival dello sviluppo sostenibile si aprirà il 21 maggio di quest’anno con un convegno internazionale sul tema “Per un’Europa campionessa mondiale di sviluppo sostenibile”.  Come si spiega nell’invito diffuso nei giorni scorsi

Il 2019 vedrà l’inizio di un nuovo ciclo politico per il nostro continente, caratterizzato dalle elezioni del Parlamento europeo, la nomina della nuova Commissione europea e del presidente della Banca centrale europea. L’Unione europea, così come il resto del mondo, si trova di fronte a enormi sfide economiche, sociali, ambientali e istituzionali. La nuova legislatura europea avrà quindi il compito di attuare politiche credibili ed efficaci per migliorare la qualità di vita dei cittadini e contribuire a un futuro pacifico e prosperoso sul nostro pianeta. 

C’è davvero molto da fare. I risultati del consiglio europeo del 21 e 22 marzo sono stati definiti “assolutamente insufficienti” dal presidente francese Emmanuel Macron, con valide ragioni. Come spiega Lorenzo Consoli in un editoriale su EuNews

Le conclusioni contengono una conferma degli impegni già presi dall’Ue e dagli Stati membri nell’ambito dell’Accordo di Parigi del dicembre 2015 e il riconoscimento della necessità di aumentare l’ambizione delle misure contro il riscaldamento globale.  (...) Ma queste sono parole. Nei fatti, il vertice Ue non è riuscito a mettere tutti i leader d’accordo sul sostegno alla strategia di lungo termine proposta recentemente dalla Commissione europea, che prevede di raggiungere la cosiddetta “decarbonizzazione” (“carbon neutrality”) per tutta l’Ue entro il 2050: ovvero un’economia in cui le emissioni climalteranti residue, dopo le riduzioni massicce programmate negli anni precedenti, saranno pienamente compensate e quindi “neutralizzate” da bacini di assorbimento (“carbon sink”), foreste e parchi urbani.

Mercoledì 27 al Parlamento europeo il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha cercato di “metterci una pezza”, annunciando che 

i capi di stato e di governo dell'Ue sono determinati ad affrontare il cambiamento climatico. Nonostante le differenze è ora chiaro quanto il tema sia urgente, e i leader dell'Unione torneranno sulla questione a giugno.

Ma quali saranno gli equilibri europei in giugno, dopo le prossime elezioni e superato, chissà come, l’intoppo della Brexit? È assolutamente necessario intensificare gli sforzi, qui ed ora, perché lo sviluppo sostenibile diventi il pilastro delle future politiche dell’Unione. Le buone intenzioni non mancano. Il ministro delle finanze finlandese, Petteri Orpo, ha twittato che Il Multiannual financial framework, cioè il budget a lungo termine dell’Unione, deve essere costruito guardando alla sostenibilità. Ma non mancano neppure gli ostacoli, anche nei Paesi più importanti. Una nota di Francesco Russo dell’Agenzia Italia, in merito agli esiti del Consiglio europeo della settimana scorsa, segnala che 

le nazioni dell'ex cortina di ferro si oppongono a un target troppo ambizioso per economie ancora così dipendenti dalle fonti fossili, a partire dal carbone, che in Polonia, per citare l'esempio più clamoroso, contribuisce all'80% della produzione elettrica. La notizia è che la Germania, a quanto risulta da documenti riservati pubblicati da Euractiv, ha deciso di schierarsi con Varsavia, Budapest e Praga, una posizione destinata a condurla a uno scontro con la Francia, che guida invece il fronte "verde" insieme al Benelux e ai Paesi iberici e scandinavi. Le ragioni di tale orientamento sono semplici da spiegare. Nonostante i forti investimenti in energie rinnovabili, la colossale macchina industriale teutonica è ancora troppo dipendente dal carbone, seppure sia nei programmi del governo abbandonarlo entro il 2038. Il motivo è il repentino abbandono del nucleare, deciso sulla scia dell'incidente della centrale di Fukushima. Il risultato? La Germania e la Polonia insieme sono responsabili del 50% delle emissioni di anidride carbonica dell'Unione Europea.

È davvero possibile arrivare a una totale decarbonizzazione dell’Europa entro il 2050? Come indicato in una nota dell’agenzia Askanews, secondo la “Visione strategica di lungo termine” pubblicata il 28 novembre 2018, che è appunto il documento nel quale si fissa l’obiettivo di “zero emissioni nette” di carbonio nel 2050, un tale obiettivo comporta un investimento aggiuntivo nel sistema energetico fra il 2030 e il 2050 compreso tra i 175 e i 290 miliardi di euro all’anno, rispetto ai 400 attualmente investiti (circa il 50% in più). 

Attenzione però, non si tratta di spese a fondo perduto, ma di investimenti, destinati cioè a produrre ricchezza, con un aumento del Pil e dell’occupazione. Un precedente documento della Commissione europea già stimava che l’obiettivo di ridurre le emissioni del 40% entro il 2030 (obiettivo che successivamente è stato reso più stringente) comportava un impegno di 177 miliardi di euro all’anno, a partire dal 2021 e fino al 2030, il che avrebbe comportato un aumento del Pil dell’1% nel prossimo decennio e la creazione di 900mila nuovi posti di lavoro.

Va aggiunto che una rapida trasformazione verso l’economia circolare e cambiamenti nei comportamenti possono provocare risparmi significativi in termini di spese sanitarie. Oggi l’inquinamento atmosferico nell’Ue causa gravi malattie e quasi mezzo milione di morti premature all’anno.  Continua la nota Askanews:

La transizione entro il 2050  a un’economia a zero emissioni nette di gas a effetto serra, insieme all’attuazione delle misure esistenti in materia di inquinamento atmosferico, ridurrà ogni anno di oltre il 40% le morti premature causate dal particolato fine e di circa 200 miliardi di euro i danni per la salute, sottolinea la Commissione.

Altri risparmi possono derivare dalla riduzione dei fenomeni meteorologici estremi e degli altri effetti del cambiamento climatico, come le minacce alle zone costiere per l’aumento dei mari. 

Chi deve finanziare questi investimenti? Per la Commissione, “la maggior parte degli investimenti sarà a carico delle imprese private e delle famiglie”. 

Per stimolare gli investimenti privati, secondo Bruxelles è essenziale che l’Unione europea e gli Stati membri inviino segnali chiari e a lungo termine che orientino gli investitori verso l’innovazione pulita nel modo più produttivo, offrendo una visione che indicherà dove far confluire i flussi finanziari e di capitale.

Anche l’attuale Parlamento europeo si è schierato per un aumento dei fondi per la sostenibilità. Come ricorda l’ultima newsletter della FeBaF, la Federazione di banche, assicurazioni e finanza, il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ospitando il 19 marzo a Bruxelles una conferenza sul futuro degli oceani ha chiesto che 

almeno il 30% di tutte le azioni previste nel prossimo bilancio dell’Unione 2021-2027, e il 35% del nuovo programma Orizzonte Europa vadano a sostegno della sostenibilità". In tema di economia circolare, il Parlamento ha varato un pacchetto incentivando il riciclo ed il riutilizzo dei rifiuti. “Il nostro obiettivo – ha detto il numero uno dell’Europarlamento - è riciclare almeno un milione di tonnellate di plastica. In termini ambientali ciò equivarrebbe a togliere ben un milione di auto dalle strade”. 

Mercoledì 27, ormai al termine dei suoi lavori, il Parlamento di Strasburgo ha adottato diverse decisioni significative:

In conclusione, i progetti ci sono e c’è anche una diffusa volontà di promuovere i capisaldi di una politica nuova, basata sull’economia circolare e sulla lotta al cambiamento climatico e all’inquinamento da plastiche. Manca però un diffuso consenso dei governi nazionali per rendere davvero l’Europa protagonista dello sviluppo sostenibile. Molto a questo punto dipende dal ruolo che potranno avere le istituzioni europee: se saranno solo al seguito degli Stati, il progresso sarò troppo lento per essere efficace. Se, invece, come delineato nel primo scenario proposto dalla Commissione nel documento di fine gennaio, gli equilibri politici consentiranno di dare alle istituzioni europee poteri più stringenti rispetto agli Stati, forse sarà davvero possibile compiere un passo avanti significativo verso la piena attuazione dell’Agenda 2030. 

 

E INOLTRE…

a cura di Eleonora Angeloni

In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:

 

Altre segnalazioni

  • La fondazione l’Albero della vita ha organizzato un corso di formazione all’interno del progetto europeo “Forum - Foster care for unaccompanied minors”, per promuovere l’affido familiare per i minori stranieri che arrivano in Europa senza genitori o una persona di riferimento.
     
  • Il Centro di documentazione sui conflitti ambientali e il Consorzio italiano recupero e riciclaggio elettrodomestici lanciano la seconda edizione del concorso “Storie di economia circolare”, dedicato al racconto delle esperienze virtuose di economia in Italia e rivolto a giornalisti, videomaker, fotografi, scrittori, storyteller, fumettisti e illustratori.
     
  • Dall’università degli studi di Roma Tor Vergata arriva “!Goal one – Cambiamento climatico in ateneo”, un progetto per la riduzione della plastica nelle università italiane; all’interno dell’ateneo sono stati installati diversi erogatori d’acqua e vengono distribuite anche bottiglie in acciaio così da poter ridurre il consumo di bottigliette di plastica.
     
  • La Banca mondiale e il World resources institute hanno redatto il rapporto "Integrating green and gray – creating next generation infrastructure”, che propone misure per l'integrazione dell’architettura urbana con infrastrutture verdi.
     
  • Il gruppo di lavoro istituito dalla risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite "Verso un patto globale per l'ambiente" si è riunito dal 18 al 20 marzo a Nairobi, in Kenya per trovare soluzioni finalizzate a  rispondere alle lacune nel diritto ambientale internazionale.
     
  • Il 27 marzo si è tenuto a Roma l’appuntamento del Forum terzo settore dedicato ai fenomeni migratori e al futuro dell’Europa. Il Forum ha deciso di promuovere, insieme ad altri soggetti di società civile, un approccio integrato per una risposta di sistema che tuteli la dignità delle persone e che valorizzi il contributo del terzo settore. All’evento ha partecipato anche Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS.
     
  • European Sustainable Development Network promuove la Settimana europea per lo sviluppo sostenibile, che avrà luogo dal 30 maggio al 5 giugno. La manifestazione dà visibilità alle iniziative che promuovono lo sviluppo sostenibile e gli obiettivi di Agenda 2030. Il ministero dell’Ambiente è il focal point italiano. L’iniziativa si svolgerà parallelamente al Festival dello sviluppo sostenibile.
     
  • Forum Pa lancia “Green Pa: pratiche di consumo sostenibile”, la seconda edizione del Panel Pa sulla sostenibilità nei luoghi di lavoro. Per rispondere c’è tempo fino al 3 aprile.

 

Prossimi eventi

  • 28 marzo – La sesta tappa del Giro d’Italia della Csr "I territori della sostenibilità" si terrà presso l'università di Roma Tor Vergata. La giornata si aprirà con i saluti istituzionali e continuerà con un dibattito a cui partecipa Rosa De Pasquale del Segretariato dell’ASviS. L’evento proseguirà nel pomeriggio con quattro sessioni parallele su educazione, creazione di valore condiviso, sharing economy e rendicontazione.
     
  • 28 marzo – Primo appuntamento pubblico del ciclo di incontri per il progetto Exodus, che affronterà il tema dell’esodo e delle migrazioni. Il primo incontro, che si terrà il 27 marzo, riservato agli studenti di due licei romani, vedrà la partecipazione di Enrico Giovannini, portavoce dell'ASviS. Durante la giornata del 28 marzo si confronteranno Fabio Baggio, sottosegretario del Vaticano per i profughi e i migranti, Gianni Bottalico del Segretariato dell'ASviS, e Roberto Zaccaria, presidente del Centro italiano rifugiati (Cir). Lo stesso tema è affrontato dalla mostra di Afet Zec, visitabile presso l’oratorio di San Francesco Saverio del Caravita in via del Caravita 7 dal 20 Febbraio e fino al 31 Luglio.
     
  • 28 marzo-2 aprile – Incontro a New York del progetto organizzato dall’Associazione diplomatici e ASviS, "Exploring the United Nations Economic and Social Council’s Role in the promotion of the Agenda 2030 for Sustainable Development”, che mira a fornire a studenti e giovani professionisti la possibilità di frequentare un corso di formazione di alto livello sulla cooperazione internazionale e sullo sviluppo sostenibile. Parteciperà Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS.
     
  • 30 marzo – "La scoperta dell'Europa: le donne" è l'incontro che si terrà a Napoli presso l'Osservatorio astronomico di Capodimonte, promosso da Le contemporanee, start up sociale e digitale che raccoglier profili, idee e proposte dell'universo femminile. Tra gli obiettivi del meeting anche quello di redigere un "Libro bianco per l'empowerment femminile" da proporre alle istituzioni italiane ed europee.
  • 29-31 marzo – Firenze ospiterà il Festival nazionale dell’economia civile sul tema dell'economia civile: un modello che mette al centro l'essere umano, il bene comune, la sostenibilità e l'inclusione sociale. Due sessioni interattive verranno dedicate a start-up, giovani e imprese.
     
  • 1-3 aprile – A Copenhagen avrà luogo l’evento sui cambiamenti climatici “Climate and SDGs synergy conference”, organizzato dal dipartimento degli affari economici e sociali dell’Onu (Desa) e dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite. Gli esperti concentreranno i loro interventi sui piani di sviluppo nazionali finalizzati a garantire la realizzazione degli Obiettivi dell'Agenda 2030 e dell'Accordo di Parigi.
  • 1-30 aprile – Il “Festival della sostenibilità sul Garda”, promosso dall’associazione Lacus, nasce per coinvolgere e sensibilizzare le persone sui temi dello sviluppo sostenibile nelle località vicine al lago.
     
  • 2 aprile – Durante la Fiera del libro di Bologna, in occasione dell'International children's book day, verrà lanciato l'SDG book club, redatto dalle Nazioni Unite in collaborazione con l'International publisher's association e altre importanti organizzazioni globali di editori, biblioteche, librai, autori e libri per giovani, al fine di incoraggiare le bambine e i bambini di tutto il mondo a leggere e conoscere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.
     
  • 2 aprile – La Scuola nazionale dell’amministrazione (Sna) di Roma organizza il suo primo forum di confronto sulla formazione della pubblica amminastrazione “Formare la Pa – Open Sna 2019”. I panel affronteranno i seguenti temi: sviluppo delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni, Agenda Onu 2030, la trasformazione digitale, modelli di selezione e reclutamento, investimenti pubblici, casi virtuosi di comunicazione pubblica, pari opportunità, valutazione delle performance, trasformazioni del diritto amministrativo, Europa e governance economica e valutazione delle politiche pubbliche. Parteciperà Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS.
  • 3 aprile – In occasione dell’evento “Education in Africa cannot wait” verrà presentato al palazzo Giustiniani di Roma l'Educational outcome fund, un fondo destinato all'Africa e al Medioriente per contrastare le diseguaglianze educative. L'iniziativa, organizzata da Social impact agenda per l'Italia, è promossa da The education commission e dal Global steering group for impact investment.
     
  • 3 aprile – Presentazione a Bologna del volume "Bologna oltre il Pil, lo sviluppo sostenibile in Emilia-Romagna e nella città metropolitana" di Gianluigi Bovini,del Segretariato dell’ASviS. Ne parleranno con l'autore Stefano Bonaccini, Virginio Merola, Paola Parmiggiani e Pierluigi Stefanini, presidente dell’ASviS.
     
  • 3 aprile – Passerà per Bari la settima tappa del Giro d’Italia della Csr "I territori della sostenibilità”, che anticipa la settima edizione del Salone dedicato ai territori come spazio fisico da preservare e valorizzare, ma ancora come spazio ideale da coltivare, perché la sostenibilità diventi un valore per tutti.
     
  • 4 aprile – Nell’ambito del Festival internazionale del giornalismo di Perugia, il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici organizza “Cambiamento climatico: come raccontare la nuova sfida dell’adattamento”, un panel con esperti per parlare di comunicazione dei cambiamenti climatici, uso dell'informazione scientifica nei media, ruolo del futuro e delle giovani generazioni nel dibattito sul clima.
  • 4-5 aprile – Lanciato da Confindustria e dalla fondazione San Patrignano, il Sustainable economy forum si terrà a Coriano (Rn) con una discussione di due giorni con imprenditori, economisti, politici, intellettuali, ricercatori, artisti e attori sociali per offrire soluzioni a lungo termine alle questioni globali più urgenti. Parteciperà Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS.
     
  • 5 aprile – La Federazione gomma plastica e Unionplast promuovono a Milano la prima conferenza nazionale sul futuro sostenibile delle plastiche, un incontro per definire un percorso futuro capace di coniugare crescita economica, innovazione e sostenibilità ambientale e sociale, attraverso la presa di coscienza dell’importanza del comportamento corretto dei cittadini e dei consumatori nella gestione dei prodotti in plastica a fine vita.
  • 5-6 aprile – A Milano il convegno “Essere persona, la disabilità nel mondo: quali diritti, inclusione e riabilitazione?”, organizzato dall’Associazione italiana amici di Raoul Follereau (Aifo) in collaborazione con fondazione Don Carlo Gnocchi e l’Organismo di volontariato per la cooperazione internazionale, approfondirà i nuovi linguaggi e gli obiettivi che emergono nello scenario internazionale dalle “Linee guida per la disabilità e l’inclusione sociale negli interventi di cooperazione 2018” pubblicate Aics e dal processo “Rehabilitation 2030” avviato dall’Organizzazione mondiale della salute. Parteciperà Carla Collicelli del Segretariato dell’ASviS.
     
  • 5-7 aprile – Il Festival della salute globale, organizzato a Padova dalla casa editrice Laterza, inviterà a riflettere sulla salute globale, analizzando l’interdipendenza esistente tra fenomeni locali e globali, avvalendosi del contributo non solo delle scienze mediche ma anche di quelle sociali e umane. Parteciperà Enrico Giovannini, portavoce dell'ASviS
giovedì 28 marzo 2019
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