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Elezioni europee: il Wwf lancia un patto per la sostenibilità

Presentato il dossier “Italia chiama Europa – L’ambiente ritrovato”: l’80% della normativa ambientale italiana deriva dall’Unione, sono 17 le procedure d’infrazione ambientale aperte nei confronti del nostro Paese. 18/4/2019

Un “patto europeo per la sostenibilità” è la sfida lanciata dal Wwf ai partiti politici in vista della tornata elettorale del 26 maggio che ridisegnerà l’assetto del Parlamento europeo. 

Per l’occasione, il 16 aprile l’associazione ambientalista ha presentato, presso la sua sede in via Po a Roma, il dossier “Italia chiama Europa – L’ambiente ritrovato”, un decalogo sulle norme ambientali che risponde alla seguente domanda: che Italia sarebbe stata se non ci fosse l’Europa? 

All’evento hanno preso parte diversi esponenti del mondo politico, erano presenti: Stella Bianchi (Pd), Eleonora Evi (M5s), Elena Grandi (Verdi), Emanuele Pinelli (PiùEuropa), Elena Lucchini (Lega) e Serena Pellegrino (Sinistra Italiana).

Lo studio del Wwf sottolinea come la maggior parte della normativa a tutela dei cittadini italiani sia di matrice europea, ben l’80% è infatti di derivazione comunitaria.

L’Europa è stata la prima regione al mondo ad aver affermato il concetto di sviluppo sostenibile, inserendo nei suoi regolamenti due principi cardine della protezione ambientale: il principio “chi inquina paga” e quello di “precauzione”. 

Una materia, quella ambientale, capace di donare sia benefici sociali che economici al nostro Paese; basti pensare che dal 2000 al 2015 l’occupazione “verde” ha registrato una crescita pari a sette volte i posti di lavoro creati dal resto dell’economia, e nonostante il periodo di crisi.

“L’Europa ci ha insegnato come perseguire gli Obiettivi di sviluppo sostenibile tenendo conto del principio di precauzione nell’uso delle risorse naturali”, ha dichiarato il direttore generale del Wwf Italia Gaetano Benedetto, “Grazie a un patrimonio di 550 direttive, l’Europa ha migliorato i regolamenti e i nostri standard di vita. In questo periodo di crisi, gli elevati standard ambientali comunitari possono costituire un vantaggio competitivo per il rilancio dell’economia e della società italiana”.

Tuttavia restano le note dolenti sulla gestione ambientale del Paese, chiamato ad agire sulla qualità dell’aria, dell’acqua, sui rifiuti e sulla tutela degli ecosistemi. Risultano infatti aperte 17 procedure d’infrazione europee nei confronti dell’Italia, in pratica il 23% di quelle totali per la violazione del diritto comunitario riguardano l’ambiente. 

Un fattore che si è tradotto in un danno per le casse dello Stato, fino ad ora costretto a pagare la somma di 458 milioni di euro, dove spicca per inefficienza il settore dei rifiuti. L’Italia ha infatti pagato sanzioni pari a 204 milioni di euro per le discariche abusive e pari a 151 milioni di euro per l’inefficace gestione del problema in Campania.

In vista delle prossime elezioni europee il Wwf, attraverso dieci proposte presentate ai partiti, intende dunque spostare il focus della campagna elettorale su temi che toccano da vicino la sostenibilità, e che sono in grado di influenzare il benessere collettivo. 

Tra le proposte troviamo: l’attuazione della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e la costruzione di indicatori di impatto ambientale; l’adozione di un Piano nazionale energia e clima maggiormente orientato sulle fonti rinnovabili; il rilancio della Strategia nazionale per la biodiversità nel Paese più ricco di specie animali e vegetali d’Europa; la costruzione di un Piano d’azione sull’uso dei pesticidi e sulla tutela delle risorse ittiche (oltre l’80% degli stock ittici europei è sovrasfruttato); il monitoraggio dei fiumi italiani per garantirne il buono stato; la promozione dell’economia circolare attraverso norme che favoriscano la normativa comunitaria dell’”end of waste”. 

 

di Ivan Manzo

giovedì 18 aprile 2019
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