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Il cambiamento climatico incide sulle diseguaglianze economiche

Secondo una nuova ricerca della Standford University il divario tra la produzione economica dei Paesi più ricchi e di quelli più poveri è oggi superiore al 25 per cento rispetto a quanto sarebbe stato senza l’aumento delle temperature. 7/5/2019

Può il surriscaldamento globale giovare sull’economia di alcuni Paesi e gravare su altri? Evidentemente sì, secondo lo studio pubblicato da Noah Diffenbaugh e Marshall Burke della università di Stanford: l’innalzamento delle temperature ha favorito l’economia dei Paesi freddi come Svezia, Norvegia e Canada, con aumenti del Pil pro capite dal 34 al 25%, mentre l’India, l’Indonesia, il Brasile e molte nazioni africane sono state impoverite tra il 36 e il 25%  a causa di questo fenomeno. 

La mappa a sinistra mostra i Paesi in cui il Pil pro capite è aumentato o diminuito a causa del riscaldamento globale tra il 1961 e il 2010. La figura sulla destra rappresenta le stesse informazioni dal 1991, dopo che i dati economici sono diventati disponibili per un numero maggiore di Stati. 

I dati mostrano che l’agricoltura è più fruttuosa, le persone sono più sane e maggiormente produttive sul lavoro quando le temperature sono miti; ciò significa che nei Paesi freddi, il riscaldamento può essere considerato un fenomeno vantaggioso, mentre porta a risultati disastrosi nelle zone che presentano un clima già naturalmente caldo.

I ricercatori hanno combinato le stime con i dati di oltre 20 modelli climatici sviluppati dai centri di ricerca di tutto il mondo e sono stati poi in grado di determinare quale sarebbe stata la produzione di ciascun Paese se non fosse stata influenzata dal cambiamento climatico; in sostanza il divario economico tra le nazioni si sarebbe ridotto più rapidamente senza questo fenomeno.

In particolare gli studiosi hanno calcolato oltre 20mila simulazioni del tasso di crescita economica annuale che ogni Paese avrebbe potuto ottenere senza riscaldamento globale. Ne è risultato che il divario tra le nazioni più ricche e quelle in via di sviluppo è del 25% maggiore di quello che si sarebbe verificato se le temperature non fossero aumentate. 

“È meno chiaro”, affermano i ricercatori, “in che modo il riscaldamento abbia influenzato i Paesi collocati alle latitudini intermedie, compresi Stati Uniti, Cina e Giappone. Molte delle economie più importanti del Pianeta sono in una condizione climatica ideale per la produzione economica e il riscaldamento non le ha fatte scendere da questa vetta. Ma un aumento significativo delle temperature  in futuro le allontanerà sempre più da questa situazione ottimale”.

di Eleonora Angeloni

martedì 07 maggio 2019
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