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Acqua e igiene nelle strutture sanitarie: forti criticità nei Paesi meno sviluppati

Nel 55% delle strutture sanitarie dei Paesi meno sviluppati mancano i servizi idrici di base. Le infezioni batteriche causate dalle scarse condizioni igieniche durante il parto provocano ogni anno più di un milione di decessi. 13/5/2019

Il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (Unicef) e l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), grazie al loro programma congiunto Jmp di monitoraggio statistico su approvvigionamento idrico, impianti sanitari e igiene, hanno pubblicato il rapporto  "WASH in Health Care Facilities: Global Baseline Report 2019" dedicato alle strutture sanitarie.

Wash, dall’inglese “Water, sanitation, hygiene” è il programma Onu dedicato ad acqua potabile, impianti sanitari e igiene che sostiene famiglie, scuole e centri sanitari affinché venga garantito accesso sicuro all’acqua potabile e a infrastrutture sanitarie.
Si tratta della prima valutazione globale nel settore della health care facilities, rilasciata con un Rapporto complementare dal titolo " Water, Sanitation and Hygiene in Health Care Facilities: Practical Steps to Achieve Universal Access to Quality Care” che contiene otto passaggi pratici per raggiungere l'accesso universale all'assistenza di qualità".

L’Unicef e l’Oms sono responsabili del monitoraggio dei target degli Obiettivi di sviluppo sostenibile 6.1 (accesso universale ed equo all'acqua potabile sicura) e 6.2 (accesso equo e adeguato ai servizi igienico-sanitari e di igiene) e sostengono il monitoraggio di altri obiettivi correlati a Wash, come il 3.8 (copertura sanitaria universale).
"I servizi idrici, gli impianti sanitari e l’igiene sono i requisiti di base per la prevenzione e il controllo delle infezioni e per fornire assistenza di qualità. Sono fondamentali per il rispetto della dignità e dei diritti umani di ogni persona che cerca di ottenere assistenza sanitaria", ha dichiarato António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite. "Invito tutti a sostenere il programma Wash in tutte le strutture sanitarie. E’ essenziale per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”.

Il Rapporto rileva che nel mondo, in una struttura sanitaria su quattro, mancano i servizi idrici di base e persistono gravi carenze nello smaltimento dei rifiuti sanitari. Criticità molto evidenti nei Paesi meno sviluppati. Si stima che una nascita su cinque avvenga in questi Paesi e che ogni anno, 17 milioni di donne partoriscano in centri sanitari inadeguati.

"Quando un bambino nasce in una struttura sanitaria senza acqua, con impianti sanitari e igiene inadeguati, il rischio di infezione e morte sia per la madre che per il bambino è elevato", ha affermato il direttore esecutivo dell'Unicef Henrietta H. Fore. "Ogni nascita dovrebbe essere sostenuta da un paio di mani sicure, lavate con acqua e sapone, usando attrezzature sterili, in un ambiente pulito".

Nel 14% dei casi, le strutture di assistenza sanitaria dispongono di servizi idrici limitati, con accesso all’acqua esterno alla struttura; il 12% delle strutture non ha il servizio idrico, o utilizza acqua proveniente da una fonte situata a più di 500 metri dall’edificio.
Nel 21% dei casi i servizi igienico-sanitari sono assenti; ciò vuol dire che le strutture sanitarie a cui afferiscono più di 1,5 miliardi di persone sono inadeguate. Nel 16% delle strutture sanitarie mancano soluzioni per l’igiene delle mani, il sapone e l'acqua nelle toilette.

“Immagina di dare alla luce o portare il tuo bambino malato in un centro sanitario senza acqua sicura, servizi igienici o strutture per lavarsi le mani", ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms. "Questa è la realtà per milioni di persone ogni giorno. Nessuno dovrebbe farlo e nessun operatore sanitario dovrebbe fornire assistenza in queste circostanze. Garantire che tutte le strutture sanitarie siano dotate di acqua e servizi igienici è essenziale per raggiungere un mondo più sano, più sicuro e più equo”.

Effettuare un’analisi della situazione sulle politiche sanitarie e valutare il livello di conformità del programma Wash; stabilire obiettivi e la roadmap per migliorare Wash in un periodo di tempo definito; individuare degli standard nazionali per implementare i servizi Wash e innescare meccanismi di responsabilità; migliorare e mantenere operativa l’infrastruttura di Wash nel tempo; monitorare e revisionare periodicamente gli indicatori; accrescere le competenze della forza lavoro in ambito sanitario; coinvolgere le comunità nel fornire feedback sui servizi sanitari; condurre ricerche e condividere l'apprendimento per testare approcci innovativi e rivedere le strategie programmatiche. Sono queste le otto azioni consigliate nel Rapporto dedicato alle buone prassi affinché i governi possano migliorare i servizi Wash. Queste azioni possono generare notevoli ritorni sugli investimenti sotto forma di miglioramento della salute materna e neonatale, prevenzione delle infezioni batteriche, arresto delle epidemie e miglioramento della qualità dell'assistenza.

 

di Tommaso Tautonico

lunedì 13 maggio 2019
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