per dare un futuro alla vita   
e valore al futuro

Rapporto annuale Onu sugli SDGs: siamo ancora “troppo lontani” dal 2030

Di questo passo non riusciremo a raggiungere gli Obiettivi dell’Agenda 2030. Passi in avanti per i Goal 3, 5, 7, 8 e 11. Male su cambiamento climatico e tutela della biodiversità, la povertà diminuisce ma non abbastanza. 12/6/2019

Il segretariato dell’Onu ha rilasciato l’anteprima del suo rapporto annuale che descrive i progressi compiuti dal mondo in relazione ai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030. Il rapporto, dal titolo “Special Edition: Progress to the SDGs: Report of the Secretary-General”, anticipa il prossimo High-level Political Forum (Hlpf) sullo sviluppo sostenibile (dal 9 al 18 luglio 2019 a New York), che si focalizzerà sull’empowerment delle persone e sui principi di uguaglianza e inclusività. 

Saranno infatti i Goal 4 (istruzione di qualità), 8 (buona occupazione e crescita economica), 10 (ridurre le disuguaglianze), 13 (lotta al cambiamento climatico), 16 (pace, giustizia e istituzioni solide) e 17 (partnership per gli obiettivi) a essere particolarmente discussi dal prossimo summit. 

L’Hlpf, il quale si riunisce annualmente sotto l’egida del Comitato Economico e Sociale (Ecosoc) e ogni quattro anni sotto quella dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite (ci sarà a settembre quest’anno la prima Assemblea dedicata al tema dalla firma dell’Agenda), valuta l’attuazione dell’Agenda 2030, e analizza la distanza tra la situazione reale e i 169 Target che compongono i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile

Elemento fondamentale per l’attuazione dell’Agenda è la velocità con cui ci si avvicina a quanto stabilito dai Target. Anche se in alcuni SDGs vengono infatti segnalati dei miglioramenti, il ritmo impresso dalle politiche e dalle strategie messe in campo non è tale da consentire il raggiungimento degli Obiettivi.

Lo studio dell’Onu mette in risalto proprio questo aspetto, fornendo una panoramica sul modo in cui si sta agendo per lo sviluppo sostenibile in giro per il mondo. 

Partiamo con i progressi compiuti che lasciano bene sperare per il futuro. In estrema sintesi, buone prestazioni si registrano nel Goal 3 (salute e benessere), dove i tassi di mortalità infantile continuano a diminuire mentre vengono fatti progressi su determinate malattie (come la cura all’epatite), e nel Goal 5 (parità di genere), Obiettivo “fondamentale”, ricorda il rapporto, per l’attuazione dell’intera Agenda. Sebbene siano ancora oltre un miliardo le persone che vivono senza l’accesso alla corrente elettrica, il Goal 7 (energia pulita e accessibile) registra dei passi avanti, anche per le misure di efficienza energetica che ampliano il proprio campo d’applicazione. Per quanto riguarda il goal 8 (buona occupazione e crescita economica), la disoccupazione è tornata ai livelli di pre-crisi finanziaria e la produttività del lavoro è in aumento. La parte della popolazione urbana che vive in zone malsane diminuisce: un buon dato per il Goal 11 (città e comunità sostenibili). 

Progressi lenti vengono invece registrati nel Goal 1 (sconfiggere la povertà): i poveri estremi sono in diminuzione, ma si prevede che il tasso di povertà estrema (quello di chi guadagna meno di 1,90 dollari al giorno) nel 2030 sarà pari al 6%, mancando dunque l’Obiettivo della totale eliminazione. Stesso discorso per il Goal 10 (ridurre le disuguaglianze), dove sono i Paesi più vulnerabili a soffrire maggiormente degli effetti generati dal fenomeno delle disuguaglianze. 

Dati non confortanti arrivano dai restanti SDGs. È il caso del Goal 2 (sconfiggere la fame): per il terzo anno consecutivo crescono le persone che patiscono la fame e sono ancora milioni i bambini denutriti sul Pianeta. Il Goal 4 (istruzione di qualità) è ancora lontano dall’essere raggiunto, basti pensare che nel 2017 più di 260 milioni di bambini e giovani non andavano a scuola. Parlando del Goal 6 (acqua pulita e servizi igienico-sanitari), sono circa un miliardo le persone che vivono in zone dove c’è carenza di acqua e dove le strutture non garantiscono servizi igienico sanitari adeguati. A dispetto delle dichiarazioni dei Governi di tutto il mondo, soprattutto sulla scia dell’Accordo di Parigi, crescono le emissioni di gas serra. Un dato che mina il raggiungimento del Goal 13 (lotta contro il cambiamento climatico), in cui è inserito proprio l’obiettivo stabilito a Parigi (limitare l’aumento della temperatura media globale entro i 2 gradi centigradi, rispetto ai livelli del 1880).

Meglio non se la passano gli ecosistemi naturali. Nonostante siano in aumento le zone marine protette da legislazione nazionale (MPAs, marine protected areas), il Goal 14 (flora e fauna acquatica) continua a perdere parte della sua biodiversità; un esempio lampante è dato dalle barriere coralline, e aumenta la plastica dispersa in mare. Di pari passo, è in pericolo anche la biodiversità terrestre del Goal 15 (flora e fauna terrestre). In generale, secondo gli ultimi rapporti su larga scala, la biodiversità viene distrutta a un ritmo “allarmante” e risultano in via d’estinzione più di un milione di specie. Un fatto aggravato, oltre che dagli impatti negativi del cambiamento climatico, anche dal traffico illegale di piante e animali che alimenta il fenomeno delle “specie aliene invasive”. Infine, il Goal 16 (pace, giustizia e istituzioni solide) non registra pregressi uniformi: sono ancora milioni le persone private di sicurezza e diritti.

 

di Ivan Manzo

 

 

mercoledì 12 giugno 2019
#ASviS_Altre_News #goal17

Aderenti

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
Via Farini 17, 00185 Roma C.F. 97893090585 P.IVA 14610671001

Licenza Creative Commons
This work is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale