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Aperta la consultazione pubblica sulla politica di sviluppo dell’Ue

La Commissione europea lancia una consultazione pubblica sulla cooperazione allo sviluppo, aperta fino al 21 agosto. I pareri confluiranno in una comunicazione che potrebbe portare alla revisione del Consenso europeo per lo sviluppo.

Dal 30 maggio, cittadini, organizzazioni della società civile e autorità pubbliche possono esprimere le loro opinioni sulla direzione futura della politica di sviluppo dell’Unione europea.

I pareri raccolti durante la consultazione, che rimarrà aperta fino al 21 agosto 2016, confluiranno in una comunicazione, che potrebbe portare alla revisione del Consenso europeo per lo sviluppo.

Cos’è il Consenso europeo per lo sviluppo?

Il 20 dicembre 2005, i presidenti della Commissione, del Consiglio e del Parlamento firmano una dichiarazione congiunta, il Consenso europeo per lo sviluppo, per accelerare il raggiungimento degli otto Obiettivi di sviluppo del Millennio. Si tratta di uno dei documenti di riferimento della politica di sviluppo dell’Ue, che mira a intensificare l’efficacia dell’azione dell’Unione in questo ambito. La dichiarazione identifica un approccio comune alla politica di cooperazione allo sviluppo, basato su valori, obiettivi, principi e impegni condivisi, che guiderà l’azione delle istituzioni dell’Ue e degli Stati membri, in uno spirito di complementarietà.

Perché riformare il Consenso europeo?

Una riforma del Consenso europeo risulta necessaria alla luce dell’Agenda 2030, adottata dalle Nazioni Unite nel settembre 2015. La politica di sviluppo europea dovrà quindi riflettere e integrare il nuovo quadro globale tracciato dall’Agenda per lo sviluppo sostenibile.

Molti sono i nuovi elementi introdotti dall’Agenda: dalla maggiore integrazione delle dimensioni economica, sociale e ambientale dello sviluppo sostenibile, alla necessità di preservare beni pubblici collettivi come ecosistemi sani, anche attraverso la mitigazione e l’adattamento all’impatto dei cambiamenti climatici, fino alla consapevolezza di dover affrontare le cause fondamentali delle migrazioni, per citarne solo alcuni.

Il Consenso europeo dovrà inoltre tenere conto dell’accordo sul clima di Parigi (dicembre 2015), nonché del nuovo Piano d'azione globale per il finanziamento allo sviluppo sostenibile, adottato dalla Conferenza di Addis Abeba (luglio 2015), dell'accordo di Sendai sulla riduzione dei rischi da disastri naturali (marzo 2015) e del forum di alto livello di Busan sull'efficacia degli aiuti allo sviluppo (novembre-dicembre 2011).

Infine, il Consenso europeo dovrà prendere in considerazione le nuove politiche adottate dall’Ue integrando, tra gli altri, temi di politica estera, interna, migratoria ed ambientale.

L’Unione ha avuto un ruolo fondamentale nella concezione e nella negoziazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, pilastri dell’Agenda 2030.  È il primo donatore al mondo di quelli che l’OCSE definisce aiuti pubblici allo sviluppo (APS), fornendone più della metà del totale. Inoltre, è il principale finanziatore pubblico degli sforzi contro i cambiamenti climatici. Ci si aspetta quindi da essa un ruolo esemplare nell’attuazione dell’Agenda sul suo territorio ma anche nel resto del mondo.

Contribuire alla definizione del nuovo Consenso europeo significa partecipare attivamente al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

 

Per partecipare alla consultazione clicca qui

 

A cura di Lorenza Geronimo

domenica 05 giugno 2016
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