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Europe Saves the Food, la startup contro lo spreco del cibo: 24 quintali di meloni regalati

Una piattaforma online per far incontrare ristoranti, supermercati e produttori agricoli che hanno eccedenza di prodotti alimentari con le associazioni territoriali per il sociale e i gruppi di acquisto solidale, nella convinzione che lo spreco non sia più solo una questione economica.

Ogni anno si stima che in Europa 89 milioni di tonnellate di alimenti ancora commestibili siano scartati e che questo avvenga a qualsiasi stadio della catena alimentare, dalla "terra" alla "tavola".
Il progetto Europe Saves the Food agisce nell'ambito dello spreco alimentare, grazie a una piattaforma digitale nata per facilitare l'incontro tra ristoranti, supermercati e produttori agricoli che hanno eccedenza di cibo e le associazioni territoriali per il sociale, i gruppi di acquisto solidale e i banchi alimentari.

Attraverso questa piattaforma è stata possibile la donazione di 24 quintali di meloni invenduti da parte dell’Azienda agricola Roberto Nadalini alla Caritas Diocesana di Mantova, la quale ha potuto ritirarli e immediatamente ridistribuirli nei pacchi alimentari di tutta la provincia.

L'iniziativa, oltre a restituire dignità al cibo che altrimenti non avrebbe trovato posto nella catena distributiva agroalimentare, parte dal presupposto che lo spreco non è più solo una questione economica e per molti è diventato un'abitudine che va invece corretta con l'introduzione di buone pratiche a livello quotidiano da parte di tutti: produttori, allevatori, lavoratori, venditori al dettaglio, ristoratori e consumatori.

Sul sito della startup c'è anche una sezione dedicata a consigli pratici sulla gestione della spesa, della sua conservazione e trasformazione: indicazioni di buon senso che però possono fare la differenza sui grandi numeri, come ad esempio imparare a leggere le etichette al supermercato, servire piccole porzioni invece di far avanzare le pietanze nei piatti, controllare il funzionamento del frigorifero, surgelare le eccedenze e trasformare gli avanzi in concime.

Già nel 2010 la Commissione europea aveva avviato il dibattito in materia con lo studio  “Preparatory study on food waste across Eu 27”: gli obiettivi del rapporto erano individuare le principali cause di spreco alimentare, calcolarne l'impatto a livello ambientale, elaborare previsioni sugli sprechi stimati tra il 2006 e il 2020 e infine sviluppare politiche e buone pratiche condivise a livello europeo proprio per un miglior funzionamento della filiera agroalimentare.

Anche negli obiettivi indicati dai Sustainable Development Goals (SDGs), approvati dall'Onu nel 2015, appare centrale la razionalizzazione di produzione, distribuzione e consumo del cibo.  Lo ricorda il Goal 1, Sconfiggere la povertà, ma anche il Goal 2, Sconfiggere la fame nel mondo, così come la necessità di un Consumo responsabile, riportato nel Goal 12, o la Partnership per gli obiettivi, nel Goal 17, riconducono tutti a questo ambito.

“Un bel gesto”, si legge nel comunicato stampa della startup, “Che ha potuto ridare dignità al cibo e alle persone, rifiutando la cultura dello scarto”.

di Elis Viettone

 

venerdì 24 giugno 2016
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