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Un anno di “Laudato sì”: settimana di iniziative per rilanciare le parole del Papa sulla tutela del Pianeta

Incontri ed eventi in tutto il mondo per ricordare l'accorato invito di Bergoglio contenuto nella sua “Enciclica ambientale”, molto critica nei confronti dei modelli economici che maltrattano la Terra e calpestano la dignità umana.

A un anno dall'Enciclica di Papa Francesco “Laudato sì”, un messaggio di amore nei confronti della Terra, “La nostra casa comune” della quale prendersi cura, molte iniziative in tutto il mondo, dal 12 al 19 giugno, hanno avuto lo scopo di riportare all'attenzione pubblica quelle accorate parole e di creare reti e azioni condivise.

Era il maggio del 2015 e il pontefice, per la prima volta nella storia, esortava a non dimenticare le istanze legate allo sfruttamento e al degrado del Pianeta in nome del profitto e della crescita economica, rimandando implicitamente a un modello di sviluppo più sostenibile e osservando come “la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l'impegno nella società e la pace interiore siano inseparabili”. Ecco perché “Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca: la sfida ambientale che viviamo e le sue radici umane ci riguardano e toccano tutti”.

Nonostante la risonanza di quel messaggio, nel mondo sono ancora molte le situazioni critiche legate allo sfruttamento delle risorse, ai conflitti ambientali e allo svilimento dell'uomo e della sua dignità. Ecco perché “Il movimento cattolico per il clima” in collaborazione con istituzioni di tutto il mondo, in particolare in America Latina, ha coordinato le oltre mille parrocchie e comunità che hanno messo in programma un'attività per la “Settimana del Laudato sì”.

Dall'”Atlante globale per la giustizia ambientale” realizzato con la collaborazione di 23 università  e ripreso anche sulle pagine dell'Avvenire, il quotidiano della Cei, emergono dati drammatici: nel mondo oggi sono 1746 i conflitti ambientali ancora in corso. Il settore minerario in America Latina e Asia, ma non solo, coinvolge gli interessi dei grandi gruppi industriali, comunità locali, centri abitati e popolazioni indigene.
Oppure in Niger e Nigeria l'intensa produzione industriale sta decretando la distruzione del tessuto ambientale e sociale. In Niger sono state prodotte 100mila tonnellate di uranio in sette anni mentre in Nigeria l'estrazione intensiva e invasiva del petrolio sta mettendo a repentaglio la sicurezza delle persone oltre che la sopravvivenza degli ecosistemi.

E proprio l'invito a considerare la natura e le risorse che essa offre come un bene collettivo si era affermato come una ulteriore ricerca di un terreno di unione tra i popoli e le religioni a tutte le latitudini, per “unire tutta la famiglia umana”. Quando infatti Bergoglio evocava il concetto di “cura” si riferiva a un atteggiamento di mutua assistenza tra le persone, legate da empatia e solidarietà, e tra gli esseri viventi e la natura; parlando di “Casa” ricordava come la Terra fosse il luogo di ognuno di noi, dove c'è posto e accoglienza per tutti, anche se avvertiva: “Mai abbiamo maltrattato e offeso la nostra casa comune come negli ultimi due secoli”. Infine con gli aggettivi “nostra” e “comune” ribadiva ancora una volta le necessità della comunità di cui facciamo parte e che ha il dovere di orientare le proprie scelte al benessere universale.

“Laudato Sì” ha per molti analisti una valenza cruciale anche per il momento storico in cui ha preso forma. Si è trattato infatti di un anno caratterizzato dall'esplosione di grandi conflitti e tensioni globali nel quale però le parole del Papa sono state di incoraggiamento e di indirizzo anche per l'impegno su grandi progetti condivisi. Quasi in risposta a Bergoglio, a distanza di pochi mesi, sono stati sottoscritti due importanti accordi internazionali su sviluppo sostenibile, clima e sfide ambientali: nell'ambito delle Nazioni Unite 193 Paesi hanno firmato gli  Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) e pochi mesi dopo a Parigi alla Cop21 si è arrivati a un'intesa sul contenimento del surriscaldamento terrestre.

“L'Enciclica ha avuto un grande impatto nell’ispirare i Paesi a collaborare per raggiungere questi accordi globali”, spiega la presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi, “Unirsi insieme per la  salvaguardia del nostro Pianeta è esattamente lo spirito che Papa Francesco richiama nella Laudato Si’, che continuerà a smuovere le coscienze e richiamare tutti ad atti più concreti per accelerare la giusta transizione a un mondo “decarbonizzato”, basato su un nuovo stile di vita e su percorsi di equità e sostenibilità, usando le risorse naturali in un modo giusto, efficiente e rigenerativo”.

di Elis Viettone

lunedì 20 giugno 2016
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