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La Sostenibilità secondo la Chiesa, il Cardinale Ravasi: "Una dimensione etica per l’economia"

Il Cortile dei Gentili ha organizzato il seminario “Verso un’economia più umana e giusta. Un nuovo paradigma economico inclusivo in un contesto di disuguaglianze crescenti”, un tema che tocca i vari obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030.

Il Cortile dei Gentili è una struttura del Pontificio consiglio della cultura, presieduta dal cardinale Gianfranco Ravasi, ispirata al luogo all’interno del Tempio di Gerusalemme un tempo riservato ai non credenti, ovvero i “gentili”: coloro che volevano avvicinarsi alla fede. Papa Benedetto XVI ripropose la creazione di una sorta di “Cortile dei Gentili” per favorire il dialogo e il confronto tra persone di diverse fedi e culture, accomunate dal desiderio di trovare risposte alle grandi questioni del nostro tempo. 
Il 21 settembre il Cortile dei Gentili ha organizzato all’Ambasciata italiana della Santa Sede un seminario dal titolo “Verso un’economia più umana e giusta. Un nuovo paradigma economico inclusivo in un contesto di disuguaglianze crescenti”, per affrontare i vari obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030.

Lo stesso cardinale Ravasi nel suo saluto ha subito posto l’accento sull’importante differenza filologica che esiste tra l’ineguaglianza, positiva perché esalta le differenze oggettive presenti tra gli individui e benefica per l’umanità nel suo complesso, e la disuguaglianza, negativa e ingiusta dal punto di vista economico sociale ed etico.

Il Presidente del Senato Piero Grasso ha voluto sottolineare come da sempre l’uomo abbia una tensione verso l’equità e la giustizia e come all’interno della Costituzione l’Articolo 3 stabilisca che: "E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale" che limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini e che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e quindi la sua partecipazione alla vita sociale politica ed economica.

L’intervento del premio Nobel Angus Deaton ha preso il via da alcuni dati positivi a livello globale, della cui evidenza manca a volte la consapevolezza, come ad esempio la diminuzione di mortalità, fame, malattie e incremento di istruzione, numero di Paesi democratici e tutela di minoranze e diritti delle donne. Questi risultati purtroppo sono controbilanciati da un pericoloso aumento delle disuguaglianze all’interno dei singoli Stati e da un progressivo impoverimento della classe media.  Per contrastare tale squilibri è importante ingaggiare una battaglia contro la corruzione, cercando di fare funzionare al meglio i sistemi democratici.

Secondo Jean Paul Fitoussi, professore alla SciencesPo di Parigi, c'è un legame tra l’aumento della disuguaglianza e le politiche di austerity. La “curva del Grande Gatsby” misura il rapporto tra disuguaglianza e mobilità sociale intergenerazionale in diversi Paesi del mondo. Dalla sua analisi si può notare che una forte diseguaglianza dei redditi di oggi si traduce in diseguaglianza delle opportunità tra le generazioni di domani: in Europa specialmente il progresso sociale si è fermato e i figli non avranno le stesse opportunità dei padri.  Fitoussi ritiene che anche la crisi finanziaria sia principalmente dovuta all’iniquità tra individui, in quanto dovuta esclusivamente all’insolvibilità del debito privato e non tanto di quello pubblico.  Da ultimo il professore francese ha espresso un’amara riflessione sulla concentrazione della ricchezza come fattore in grado di indebolire e minare i sistemi democratici: a suo avviso le soluzioni sono rintracciabili in un robusto sistema di protezione sociale e in efficaci politiche di redistribuzione dei redditi.

L’ambiente e la sua tutela è la questione fondamentale per l’economista Dominique Y Van Der Mensbrugghe, il quale propone di superare i primi timidi passi compiuti a Parigi con COP 21 e di avviare iniziative più decise, soprattutto fiscali, a carico dei Paesi “ricchi”, al fine di contrastare le emissioni inquinanti e i cambiamenti climatici.

In conclusione il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha manifestato una grande incertezza relativa al rapporto tra mondo del lavoro e progresso tecnologico, secondo lui responsabile spesso di un peggioramento dei modelli e dei sistemi di garanzia e protezione a cui siamo abituati.  La soluzione per convivere con il progresso tecnologico e sfruttarne i benefici implica che la politica si assuma le proprie responsabilità cercando di individuare forme di protezione come il fondo governativo di recente costituzione, creato per contrastare le povertà.


di Luigi Ferrata

venerdì 23 settembre 2016
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