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Indice di progresso sociale regionale: profonde disuguaglianze nell’Ue e in Italia

Le disuguaglianze del progresso sociale segnano profondamente l’Ue, all’interno e tra le nazioni. In una scala da 1 a 100, sono 18 i punti che separano la regione italiana con il punteggio più alto da quella con il punteggio più basso, secondo il nuovo indice.

Il nuovo indice Ue di progresso sociale a livello regionale (IPS) ha lo scopo di integrare le tradizionali misure di progresso economico analizzando il progresso sociale delle regioni dell’Unione Europea. L’indice, nato dalla collaborazione tra la Direzione generale Politica regionale e urbana della Commissione europea, il Social Progress Imperative e Orkestra, si inscrive nel quadro generale dell'indice di progresso sociale a livello globale. L’IPS prende in esame il progresso sociale di 272 regioni europee sulla base di 50 indicatori ricavati principalmente da dati Eurostat, adottando una scala di performance da 0 a 100. Nel febbraio 2016 era già stata pubblicata una bozza dell’indice con l’obiettivo di raccogliere commenti sugli indicatori adottati e gli elementi tematici presi in esame; pertanto l’indice è stato costruito sulla base di feedback di esperti e stakeholder della società civile.

Con la pubblicazione della versione definitiva dell’IPS 2016 risulta evidente quanto sia importante adottare un approccio politico coerente nelle regioni europee.  Gli indicatori sono stati combinati in un unico punteggio finale per ciascuna regione. I livelli massimi sono raggiunti in regioni della Finlandia, Danimarca, Paesi Bassi e Svezia, mentre i livelli minimi in regioni della Romania e Bulgaria. Germania e Regno Unito presentano ottimi valori, Belgio, Francia e Spagna buoni. Invece alcune regioni della Grecia e dell'Italia meridionale hanno registrato punteggi molto bassi. Tra le regioni italiane, il punteggio finale più alto spetta alla Provincia autonoma di Trento (67.71), che si posiziona 150esima. Quello più basso riguarda la Campania (49.72), che si colloca in uno degli ultimi posti della classica europea (261esima). 

Gli elementi presi in esame dall’indice mostrano variazioni significative all'interno e tra gli Stati membri dell'UE su 12 temi quali, ad esempio, l'accesso alle cure sanitarie, la sicurezza personale, l'accesso all'istruzione e la qualità dell’ambiente. La maggior parte delle regioni europee presenta valori positivi per i bisogni fondamentali (come sicurezza e salute), mentre i valori sono insufficienti soprattutto per la categoria delle opportunità (ovvero elementi come la tolleranza e l’inclusione), in particolare nel nostro Paese se lo si confronta con le altre regioni dell’Europa centrale.

L’IPS consente di valutare le strategie di sviluppo delle regioni europee e può rappresentare un supporto per la Commissione europea  per verificare se le agende dei Paesi membri stanno affrontando le giuste problematiche nei luoghi adeguati. L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con il decimo obiettivo di sviluppo sostenibile sulle disuguaglianze, prepara la strada per ridurre le differenze regionali.

di Flavia Belladonna

giovedì 13 ottobre 2016
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