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Giornata mondiale dell’alimentazione e Global Hunger Index verso l’”Obiettivo fame zero”

Presentato da Cesvi l’Indice globale della fame, uno dei rapporti internazionali che misura la fame nel mondo in un’ottica multidimensionale, mentre il 16 ottobre, in occasione dell’anniversario di fondazione, la FAO ha celebrato la Giornata mondiale dell’alimentazione.

L’Indice Globale della Fame 2016 è stato presentato da Cesvi martedì 11 ottobre, presso la sede dell’ISPI a Milano e contemporaneamente a Washington, Berlino e Bruxelles. L’incontro di Milano è stato introdotto da Daniela Bernacchi, amministratore delegato di Cesvi, e Loris Palentini, Head of Mission Cesvi in Zimbabwe, che hanno presentato i dati dell’indice globale (the Global Hunger Index – GHI) e il caso studio (l’aranceto di 90 ettari, iniziato nel 2011, oggi ha trasformato una zona desertica dello Zimbabwe in un’opportunità economica per la popolazione locale). Dal 2008 l’organizzazione cura l’edizione italiana del rapporto che è pubblicato dall’istituto di ricerca IFPRI (International Food Policy Research Institute) insieme a Welthungerhilfe e Concern Worldwide, due dei partner di Alliance2015.

Il GHI è uno strumento statistico ideato per misurare il livello di fame e malnutrizione sia a livello locale che globale e riunisce in un indice numerico quattro indicatori:
- la percentuale di popolazione denutrita;
- quella di bambini sotto i cinque anni affetti da deperimento; 
- quella di bambini sotto i cinque anni affetti da ritardo della crescita;
- il tasso di mortalità dei bambini sotto i cinque anni.

La misurazione del livello di fame, registrato in 118 Paesi classificati su una scala di 100 punti (dove zero indica assenza di fame), si inserisce nella cornice dell’Agenda 2030, che propone una visione olistica e sistemica di sviluppo e richiede una collaborazione tra tutti gli attori della società. Il goal 2, “Obiettivo fame zero” è un’esortazione a “porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile”. Anche se secondo il GHI 2016 la comunità internazionale non è ancora sulla strada giusta per raggiungere il secondo obiettivo visto che, come delineato nel rapporto, “i livelli di fame restano gravi in 50 Paesi (sette nazioni presentano livelli di fame allarmanti) e nel mondo i denutriti cronici sono circa 795 milioni”. Ma ci sono speranze, visto che nei Paesi emergenti si registra un declino del 29% del tasso di fame globale dal 2000 ad oggi.

Proprio qualche giorno dopo il lancio dell’indice globale della fame, il 16 ottobre (giorno dell’anniversario di fondazione) la FAO ha celebrato la Giornata mondiale dell’Alimentazione, lanciando un appello globale affinché i governi, le organizzazioni e le agenzie investano di più nello sviluppo rurale perché “il clima sta cambiando. Il cibo e l’agricoltura anche”, rafforzando la capacità degli agricoltori locali per portare alla sicurezza alimentare. La giornata, celebrata in oltre 150 Paesi, precede di qualche settimana la Conferenza sul Cambiamento Climatico (COP 22) che si terrà a Marrakech (Marocco) tra il 7 e il 18 novembre 2016.

Adattarsi ai cambiamenti climatici significa coltivare in modo sostenibile, utilizzare le risorse naturali in modo adeguato, modificare il modo in cui il cibo viene prodotto e trasformato, razionalizzandone il consumo ed evitando perdite e sprechi.
In occasione della giornata dell’alimentazione, la FAO ha messo a disposizione il libro “Attività sulla Giornata Mondiale dell’Alimentazione” uno strumento educativo contenente buone pratiche per vivere in modo più sostenibile dedicato non solo alle scuole ma a chiunque sia interessato ad approfondire il tema.

 

di Chiara Alberti

mercoledì 19 ottobre 2016
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