per dare un futuro alla vita   
e valore al futuro

Il monitoraggio degli SDGs a livello europeo

L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), in occasione della Conferenza su "SDG, clima e futuro dell'Europa" all’Unicredit Pavilion di Milano, ha presentato i nuovi indicatori compositi che misurano la sostenibilità dei 28 Stati membri dell’Unione europea (Ue) alla luce dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu. Gli indicatori presentati per i singoli Paesi Ue e per l’Unione europea nel suo complesso, sintetizzano 66 indicatori statistici elementari forniti da Eurostat, offrendo un chiaro quadro dell’evoluzione, nel periodo 2010-2016, delle condizioni economiche, sociali, ambientali e istituzionali dell’Europa rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs).

Nel suo complesso l’Unione europa presenta evidenti miglioramenti, nel corso degli ultimi anni, verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile relativi a salute (Goal 3), educazione (Goal 4), uguaglianza di genere (Goal 5), energia pulita (Goal 7), lavoro (Goal 8), innovazione, industria e infrastrutture (Goal 9), città e comunità sostenibili (Goal 11), consumo responsabile (Goal 12), lotta al cambiamento climatico (Goal 13). Significativi peggioramenti si registrano, invece, per le disuguaglianze (Goal 10), la qualità dell’ambiente terrestre (Goal 15) e pace, giustizia e istituzioni forti (Goal 16). Infine, non si segnalano significative variazioni per la povertà (Goal 1), la fame e l’alimentazione (Goal 2) e la partnership internazionale (Goal 17).

“I risultati di questa analisi - ha spiegato il Portavoce dell’ASviS, Enrico Giovannini - mostrano chiaramente come l’Europa si stia muovendo verso il raggiungimento degli SDGs, ma anche i punti di debolezza e i crescenti divari tra Paesi che si stanno manifestando rispetto all’Agenda 2030. Essere in grado di monitorare in modo immediatamente comprensibile la complessità delle condizioni economiche, sociali e ambientali dell’Europa è un passo importante – sottolinea Giovannini – in quanto consente di comprendere meglio le origini delle tensioni politiche che stanno emergendo nel nostro Continente e di disegnare in modo più opportuno gli interventi da realizzare nei diversi campi e nei singoli Paesi. Infatti, guardando alle performance dei migliori, i Paesi che sono più indietro possono ricavare utili indicazioni per disegnare politiche più efficaci”.

L’analisi presentata dall'ASviS, la più grande rete di organizzazioni della società civile mai creata in Italia, è basata sulla metodologia Ampi, la stessa usata per creare gli indicatori compositi relativi all’Italia pubblicati nel Rapporto ASviS 2017. Gli indicatori presentati[1] assumono come base di riferimento l’anno 2010 e, quindi, misurano gli andamenti dei diversi fenomeni rispetto a tale anno, piuttosto che la distanza rispetto agli Obiettivi da raggiungere entro il 2030. Maggiori dettagli sull’analisi svolta sono disponibili nel documento “Monitoring SDGs at EU level with composite indicators”, nel quale, oltre agli aspetti metodologici, per ciascuno degli SDGs vengono illustrati gli indicatori utilizzati e le performance dei diversi Paesi.

Scarica il documento "Monitoring SDGs at EU level with composite indicators"

 


[1] A causa della mancanza di dati affidabili, non è stato possibile produrre un indicatore composito per l'obiettivo 6, mentre per l’obiettivo 14 è stato possibile derivare unicamente l’indicatore composito a livello europeo.

 

Aderenti

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
Via Farini 17, 00185 Roma C.F. 97893090585 P.IVA 14610671001

Licenza Creative Commons
This work is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale