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IN EVIDENZA NELLA SETTIMANA: Giovani e Sud per uno sviluppo sostenibile

31/07/2017

Per attuare gli Obiettivi dell’Agenda 2030 dobbiamo fare del Mezzogiorno il laboratorio della sostenibilità. Bisogna anche impegnare le nuove generazioni, come annunciato dalla ministra Fedeli con la collaborazione dell’ASviS.

di Donato Speroni

Il Mezzogiorno è ormai la più grande area sottosviluppata di tutta l’Europa occidentale. Con i suoi venti milioni di abitanti è due volte la Grecia, il doppio del Portogallo. Fino a non molto tempo fa vi erano ampie regioni della Spagna e del Regno Unito, della Germania, in condizioni paragonabili al nostro Sud. Ora non più. Due anni or sono, un rapporto Svimez fece scalpore rivelando a tutti la cruda realtà”. Così ha scritto su La Repubblica l’economista Emanuele Felice, il 26 luglio. Due giorni dopo, in occasione delle anticipazioni del nuovo Rapporto Svimez, una slide del vicedirettore Giuseppe Provenzano ha rivelato un’altra cruda realtà: dal 2002 al 2015 sono emigrati dal Mezzogiorno 1.751mila persone, di cui 312mila laureati. Al netto dei ritorni, il Sud ha perso 716mila persone di cui 519mila giovani tra i 15 e i 34 anni, con una emorragia netta di 147mila laureati. Commenta la Svimez:

Nel 2016 si è avuta un’ulteriore conferma della crisi demografica delle regioni meridionali insorta nei primi anni Duemila e aggravatasi nel corso della pesante recessione economica. Il Sud non è già più un’area giovane né tanto meno il serbatoio di nascite del resto del Paese, e va assumendo tutte le caratteristiche demografiche negative di un'area sviluppata e opulenta, senza peraltro esserlo mai stata. In base alle tendenze in atto, mentre la dinamica demografica negativa del Centro-Nord è compensata dalle immigrazioni dall’estero, da quelle dal Sud e da una ripresa della natalità, il Mezzogiorno resterà terra d’emigrazione "selettiva" (specialmente di qualità), con scarse capacità di attrarre immigrati dall’estero, e sarà interessato da un progressivo ulteriore calo delle nascite.

Culle vuote e talenti in fuga. Il Mezzogiorno diventa «la questione demografica»” ha scritto Dario Di Vico sul Corriere.

Nel corso di questa stessa settimana, una audizione alla Camera del direttore del dipartimento per la produzione statistica dell’Istat Roberto Monducci, in tema di contrasto alla povertà, ci ha ricordato (dati 2016) che il Mezzogiorno continua ad avere la percentuale più alta di persone in povertà assoluta, 9,8%, praticamente una su dieci. Dalla crisi del 2008 in poi, la povertà è cresciuta in tutte le regioni italiane, e più al Nord e al Centro, ripartizioni maggiormente investite dalla crisi economica, ma resta il fatto che il Mezzogiorno, con poco più di un terzo della popolazione italiana, ha il 43% dei poveri, oltre due milioni di persone.

La questione meridionale, ora aggravata da quella demografica, è tremendamente complessa e non è questa la sede per proporre soluzioni, che però certamente verranno trattate nel Rapporto 2017 dell’ASviS che sarà presentato alla Camera il 28 settembre. Non si tratta solo di abbattere la povertà (che peraltro il target 1,2 dell’Agenda 2030 ci impone di dimezzare nel quindicennio), ma di riflettere seriamente sul tipo di sviluppo che può trasformare il Sud. Se anche il Pil del Mezzogiorno crescesse di qualche decimale in più del resto d’Italia, come è avvenuto nel 2015 e nel 2016, non solo non si colmerebbe il divario per molti decenni, ma la dinamica economica del Sud andrebbe ancora una volta a bloccarsi sui fattori strutturali irrisolti.

Possiamo dire che una parte rilevante della partita sullo sviluppo sostenibile in Italia si gioca nel Sud. Il Nord Italia ha gravissimi problemi ambientali, a cominciare dall’inquinamento dell’aria nelle grandi città e dalla riconversione del suo apparato industriale verso fonti ed emissioni meno inquinanti, ma la sostenibilità, nell'accezione sancita dall'Agenda 2030, significa anche promuovere una crescita inclusiva e benessere collettivo. È nel Sud che si affonta la sfida per riqualificare il lavoro, definire uno sviluppo attento a tutti gli elementi della qualità della vita, adattarsi al cambiamento climatico che colpirà innanzitutto le regioni meridionali, rafforzare le istituzioni contro malavita e corruzione.

Sei delle 12 città metropolitane che hanno sottoscritto la Carta di Bologna per l’ambiente sono collocate nel Sud. Taranto, città simbolo della difficile conciliazione tra ambiente e industria, ha partecipato al Festival dello sviluppo sostenibile organizzato dall’ASviS con ben tre eventi, a conferma della forte attenzione a questi temi. E l’Alleanza ha aperto a Napoli il Festival col tema “Italia 2030: che nessuno resti indietro”. È stata una scelta voluta e significativa: il Mezzogiorno deve diventare il “laboratorio della sostenibilità”.

Per uno sviluppo sostenibile è anche indispensabile lavorare sulle nuove generazioni. Venerdì 28, la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha presentato il primo Piano nazionale che recepisce gli obiettivi dell’Agenda 2030, sulla base delle indicazioni di un gruppo di lavoro coordinato dal portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini. Il Piano è articolato in 20 azioni che riguardano tutto lo spettro di attività del Ministero, suddivise in quattro macroaree: Edilizia e ambienti/ strutture e personale del Miur, Didattica e formazione dei docenti, Università e ricerca, Informazione e comunicazione.

Segnaliamo infine un articolo di Paolo Lepri sul Corriere della Sera dedicato a Ken Payumo, il funzionario delle Nazioni Unite che “ha attualmente l’incarico di sovrintendere alla sicurezza delle circa 100mila persone, tra militari e civili, schierati in sedici Paesi di quattro continenti per mantenere la pace, separare le parti in conflitto, assicurare la transizione democratica. Compiti essenziali, che hanno permesso di aprire pagine nuove in molte aree di crisi”. Abbiamo letto spesso sulla stampa espressioni di scetticismo sulle attività delle Nazioni Unite, critiche anche giustificate. Tuttavia, in una settimana che ha visto accentuarsi le tensioni tra le superpotenze, questo riconoscimento dell’importanza del peace keeping internazionale è un barlume di speranza.

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E INOLTRE...

a cura di Giulia D’Agata

In questi giorni il sito asvis.it si è anche occupato di:

  • La consultazione avviata dalla Commissione Ue, che invita tutti i cittadini a commentare le possibili alternative per il futuro dell'Europa. Gli scenari proposti sono cinque, ma l'ASviS e altre 250 organizzazioni della società civile hanno presentato alla Commissione una sesta opzione: il “Sesto scenario: un’Europa sostenibile per i suoi cittadini”. Il documento sostiene una visione di Europa più democratica, giusta e sostenibile dove “la sostenibilità sia saldamente collocata al centro dei progetti europei”.
  • Lo studio elaborato dal Enhanced Integrated Framework (Eif), World Tourism Organization dell'Onu (Unwto) e dall'International Trade Center (Itc), presentato a Ginevra l'11 luglio, che sottolinea la necessità di dedicare più attenzione al turismo come agente di crescita e sviluppo sostenibili, specie per i Paesi in via di sviluppo.
  • Il Rapporto del Programma delle Nazioni unite per l’Hiv/Aids “Ending Aids. Progress towards the 90 – 90 – 90 targets”, che analizza il progresso del mondo verso la realizzazione dell’obiettivo “90-90-90”, fissato dall’Onu per il 2020: diagnosticare il 90% delle infezioni da Hiv, far entrare in terapia il 90% delle persone che hanno ricevuto la diagnosi e raggiungere l’abbattimento della carica virale nel 90% delle persone in cura.
  • La quarta sessione del Comitato Preparatorio per la proposta di uno strumento internazionale giuridicamente vincolante (Ilbi - International legally binding instrument) ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del Mare sulla conservazione e l'uso sostenibile della biodiversità marina di aree al di fuori della giurisdizione nazionale (Risoluzione 69/292) che si è tenuta dal 10 al 21 luglio 2017, presso la sede Onu di New York.

Altre segnalazioni

  • PubAffairs di Bruxelles ha ospitato il 20 giugno un dibattito sulle città sostenibili come pilastri centrali della prossima fase di transizione energetica dell'Ue.
  • Fondazione Bracco, Fondazione Giuseppina Mai di Confindustria, Banca Prossima, con il supporto di Federchimica e di Fondazione Italiana Accenture promuovono il contest Start To Be Circular per aziende innovative che operano nell’economia circolare. Il concorso promuove idee di business per la crescita sostenibile, il riuso e la creazione di filiere e catene di produzione che riciclano o riducono gli scarti.
  • È stato pubblicato sul Journal of Environmental Management l’articolo di Fabio Recanatesi, Andrea Petroselli, Maria Nicolina Ripa e Antonio Leone sulle pratiche di gestione delle fuoriuscite delle acque piovane e di impermeabilizzazione del suolo nel contesto della città di Roma per far fronte alla mancanza di acqua in Italia.
     
  • È stato lanciato il primo registro online in cui tutti gli enti (associazioni, fondazioni, comitati e cooperative sociali) possono raccontarsi, farsi conoscere, valorizzare il proprio operato e le proprie caratteristiche: Italia non profit - la Guida al Terzo Settore.
  • Legambiente, Wwf e Greenpeace lanciano la petizione "salviamo #migliaiadivite", per la chiusura di tutte le centrali a carbone in Italia entro il 2025. Per asderire alla campagna è possibile firmare a questo link.
  • La Fondazione Bruno Kessler (Trento) ha approvato il 24 luglio il nuovo piano strategico dell’Istituto Storico Italo-Germanico (Isig) che si focalizzerà sui concetti di mediatizzazione e di medialità della storia. Nel corso dello stesso è stato nominato il nuovo direttore dell’Istituto per la ricerca valutativa sulle politiche pubbliche della Fondazione (Irvapp), Pier Luigi Sacco.

Eventi più significativi delle settimane passate:

  • Il Clim'Act camp, un campo internazionale sul cambiamento climatico organizzato da A Sud insieme a Accion Ecologica, Environmental Rights Action – FoEN and ZaZemiata, si è tenuto dal 9 al 15 luglio a Roma. Decine di attivisti provenienti dall'Ecuador, dalla Nigeria, dalla Bulgaria, dalla Thailandia e dall'India si sono incontrati nella cornice della riserva naturale dell'Aniene, ospitata dalla Csa La Torre. L’obiettivo del campo è stato quello di costruire una campagna internazionale di giustizia a favore della gioventù verso il prossimo Vertice di negoziazione delle Nazioni Unite sul clima (Cop 23) che si terrà a novembre 2017 a Bonn.
  • L’Associazione Diplomatici con la collaborazione di Link 2007 ha organizzato dal 10 al 14 luglio a New York, presso la sede delle Nazioni Unite, un corso di formazione sui temi dell’Agenda 2030 per 25 giovani interessati ad operare in contesti internazionali. Durante cinque intense giornate di lavoro, i giovani hanno incontrato esperti e studiosi di agenzie internazionali, approfondendo la conoscenza delle principali novità e sfide degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Qui il resoconto di Paolo Dieci, Presidente di Link 2007, riguardo i risultati del corso.
  • L’incontro “Il cammino della Resistenza” si è tenuto a Sesta Godano (SP) il 30 luglio. Si è trattato dell’annuale rievocazione della guerra partigiana sul monte Gottero e in tutto l’entroterra ligure. Nell’edizione di quest’anno Donato Speroni dell’ASviS ha parlato dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dell’impegno mondiale per la sostenibilità.

Prossimi eventi:

  • 7 - 10 settembre – A Terni si tiene l’Umbria Green Festival. Il tema conduttore dell’evento è la sostenibilità come orizzonte di una nuova economia, basata sulle produzioni di qualità, sulla valorizzazione del Territorio e del Paesaggio promuovendo uno stile di vita più lento e consapevole al fine di salvaguardare, dall’inquinamento e dal consumo eccessivo di risorse, il nostro Mondo e in particolare l’Umbria-Cuore Verde d’Italia.
  • 12 settembre – A Roma Kate Raworth tiene la Aurelio Peccei Lecture. In questa occasione l’economista dell’Environmental Change Institute dell’Università di Oxford e del Cambridge Institute for Sustainability Leadership, nonché membro del Club di Roma, presenterà il suo volume “L’economia della ciambella. Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo”, edizioni Ambiente.
  • 17-19 settembre – A San Paolo (Brasile) avrà luogo il Symposium on Sustainability in University Campuses sul tema della sostenibilità applicata ai campus universitari. L’evento è stato organizzato da University of São Paulo in Brazil, Manchester Metropolitan University, il Research and Transfer Centre “Applications of Life Sciences” della Hamburg University of Applied Sciences e dell'Inter-University Sustainable Development Research Programme.
  • 18 – 22 settembre – All’Aia è stata organizzata l’International Metropolis Conference 2017. Il tema della conferenza di quest'anno è la Migrazione e la Giustizia Globale e si terrà presso il Municipio dell'Aia.
  • 20 settembre – A Roma si tiene il forum "Lo sviluppo sostenibile: un'opportunità per Imprese, Finanza e Istituzioni". L'obiettivo del forum è il confronto sulle iniziative da assumere a livello territoriale per promuovere in concreto modelli di business orientati ad obiettivi di sostenibilità ambientale, economica e sociale. L'evento si terrà a Palazzo De Carolis presso la Sala Minerva in Via Lata, 3 dalle ore 9.30 alle 13.00.
  • 21 settembre – A New York la Un Global Compact tiene il Leaders Summit 2017. In questa occasione si dedicherà particolare attenzione al tema delle partnership pubblico-private per il raggiungimento degli Global Goals 2030. Nell’ambito del Summit sarà favorita e sviluppata una riflessione condivisa di altissimo livello sulle modalità per garantire un più esteso, significativo ed efficace coinvolgimento di imprese, istituzioni ed organizzazioni di stakeholder nell’azione globale per lo sviluppo sostenibile.
  • 26 settembre – A Lucca si tiene la seconda edizione di "Dal dire al fare" organizzato dalla Fondazione Global Compact Network Italia nella prestigiosa sede di Palazzo Pfanner in via degli Asili 33. Il Forum sarà ospitato dal Gruppo Sofidel ed è organizzato con il supporto di A2A e Edison.
  • 28 settembre – A Roma, presso la Camera dei Deputati, l’Alleanza presenterà il Rapporto ASviS 2017. Il documento analizza i progressi compiuti dall’Italia, dall’Unione europea e dal mondo nell’attuazione dell’Agenda 2030, valuta la misura in cui le politiche messe in campo finora in Italia consentiranno all’Italia di centrare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile e presenta le proposte che le oltre 170 organizzazioni che aderiscono all'Alleanza formulano alle istituzioni, ai partiti e ai movimenti politici, nel momento in cui questi ultimi stanno preparando le loro piattaforme programmatiche in vista delle prossime elezioni. La presentazione del Rapporto avrà inizio alle 10.30.

 

lunedì 31 luglio 2017

Aderenti

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