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QUESTA SETTIMANA: lavoriamo sulla sostenibilità dei programmi elettorali

18/01/2018

Il caso norvegese e l’importanza della tutela delle nuove generazioni nella Costituzione. La mobilitazione contro il cambiamento climatico e la questione delle plastiche. La difficile presa di coscienza nel dibattito politico italiano.

di Donato Speroni

Gli ambientalisti hanno perso una battaglia contingente, ma hanno ottenuto una vittoria storica. Apparentemente, il conflitto tra il governo norvegese e alcune associazioni tra le quali Greenpeace sulle ricerche petrolifere nell’Artico si è concluso con un match pari e con un pizzico di ipocrisia, perché la Corte distrettuale di Oslo non ha bloccato le nuove perforazioni (in quanto destinate a esportare greggio che non sarà bruciato in Norvegia), ma ha riconosciuto il diritto delle generazioni future del Paese scandinavo a un ambiente sano: un diritto sancito dalla Costituzione. “Questa vertenza è un passo importante, che può offrire un modello alla gioventù di tutto il mondo” ha dichiarato Ingrid Skjoldvær,  capo dell’organizzazione ambientalista Nature and Youth.

Facciamo un salto di duemila chilometri. In questi giorni i partiti italiani stanno definendo i programmi elettorali. Il portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, Enrico Giovannini, sta conducendo una serie di incontri con i leader politici allo scopo di inserire le proposte per la prossima legislatura nel quadro degli impegni dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, sottoscritta dall’Italia. Ogni movimento politico ovviamente ha le sue ricette, ma i dialoghi dell’Alleanza mirano a promuovere un quadro di coerenza e sostenibilità in materia economica, sociale, ambientale che può valere per tutte le forze politiche. La prima proposta che l’ASviS avanza è proprio quella di inserire il principio dello sviluppo sostenibile nella Costituzione, come hanno già fatto altri Paesi. L’importanza attribuita a questo punto dagli ambientalisti norvegesi dimostra che non si tratta di un atto formale, ma di un seme che nel tempo può portare a scelte diverse nelle priorità legislative e nelle azioni di governo.

Il dialogo dell’ASviS con i movimenti politici si sviluppa anche attraverso altri strumenti. Dopo la pausa natalizia è ripresa su Radio Radicale la trasmissione Alta Sostenibilità, a cura di Valeria Manieri e Ruggero Po, che mette a confronto esponenti dei partiti ed esperti dell’ASviS sulle tematiche dei 17 SDGs. Quando i programmi dei partiti saranno stati messi a punto, l’ASviS avvierà iniziative di valutazione sulla base dei criteri dello sviluppo sostenibile.

Non è una battaglia facile. La politica tende a giocare le sue carte su prospettive di breve termine, mentre oggi più che mai è necessario lavorare sul futuro. L’economia globale ne è ormai consapevole. L’economista Edmund S. Phelps, premio Nobel per l’economia nel 2006, in un articolo sul Sole 24 Ore alla vigilia della lectio magistralis con la quale inaugura l’anno accademico della Università Luiss, afferma che per salvare l’economia globale è necessario salvare l’ambiente, perché solo preservando il capitale naturale del mondo si può aumentare il tasso di rendimento del capitale imprenditoriale.

Uno studio di Bofa Merrill Lynch, riportato da Repubblica, indica il cambiamento climatico come il maggior rischio in questo secolo, e segnala che “la transizione verso la riduzione delle emissioni richiederà 70mila miliardi di investimenti entro il 2040”, offrendo anche grandi opportunità per l’economia verde.

Su questo tema non passa settimana senza importanti novità. Il Corriere della Sera constata che il cielo sopra Pechino è ridiventato blu grazie alla messa al bando del carbone, mentre a New York il sindaco Bill de Blasio annuncia, in una conferenza stampa, che farà causa alle più grandi compagnie petrolifere: “Abbiamo speso miliardi di dollari per far fronte alle conseguenze del climate change, come gli effetti dell’uragano Sandy. Ci devono ripagare i danni”.

Oltre al riscaldamento del Pianeta, un altro fronte caldo in questo momento è l’uso e l’abuso delle plastiche, problema che va ben al di là del costo dei sacchetti nei supermercati italiani. Ha scritto qualche giorno fa Mario Deaglio sulla Stampa

Con la scadenza elettorale in mente, tutto si sta schiacciando su un presente inacidito, tutto è funzionale a quei risultati, anche il numero di pesci che moriranno soffocati tra cent’anni se continuassimo a usare senza ritegno la plastica non biodegradabile. 

L’economista Deaglio ha ragione a richiedere una maggiore serenità di giudizio. Purtroppo l’inquinamento da microplastiche non riguarda solo i pesci del 22° secolo, ma gli umani contemporanei, come documentano numerosi studi riportati sul nostro sito dedicato al Goal 14 degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs nell’acronimo inglese).

La limitazione della plastica è certamente tra le più importanti questioni ambientali aperte, ben lontana da una soluzione. La Repubblica segnala che l’Unione europea lancia un piano per usare solo plastica riciclabile entro il 2030, ma The Guardian ci avverte che le grandi compagnie petrolifere Usa prevedono di fare colossali investimenti per aumentare del 40% la produzione di materie plastiche, “con rischi di danni permanenti all’ecosistema”. Insomma, anche in questo campo ci sono buone e cattive notizie, a conferma che la lotta contro l’inquinamento del Pianeta è ben lungi dall’essere vinta.

In Italia il prossimo governo, chiunque prevalga, non potrà evitare questo genere di problemi globali che incideranno fortemente sulla qualità della vita, non quella dei pronipoti a fine secolo ma nell’immediato futuro. Sarà bene tenere a mente anche questo, quando si andrà a votare.

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E INOLTRE...

a cura di Giulia D’Agata

In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:

  • il Global water report del Cdp secondo il quale le grandi aziende mondiali, attente alla tematica della gestione delle risorse idriche, hanno impegnato 23,4 miliardi di dollari in oltre mille progetti in 91 Paesi in tutto il mondo per affrontare i rischi legati allo sfruttamento insostenibile dell’acqua;
  • gli incontri dell’ASviS con i rappresentanti dei partiti per chiedere loro di impegnarsi per realizzare una ‘legislatura per lo sviluppo sostenibile; 
  • l’iniziativa globale Together 2030 che ha monitorato i progressi dell’Agenda 2030, analizzando le 191 dichiarazioni dei capi di Stato e di Governo e di altri rappresentanti durante la 72esima sessione dell’Assemblea Generale Onu (Unga);
  • l’organizzazione delle Olimpiadi e Paraolimpiadi a Seul in cui la sostenibilità è entrata nella programmazione e nella realizzazione di strutture ed eventi, ma anche e soprattutto nella mobilità, nel taglio delle emissioni di Co2 e nell'utilizzo di energie rinnovabili, affinché “I Giochi lascino l'eredità che meritano”;
  • il rapporto del GlobeScan-Sustainability Survey che analizza la situazione politica odierna rispetto agli sforzi richiesti dalla Cop21 attraverso un campione di 398 esperti qualificati, che chiamano in causa l’assenza di misure vincolanti da parte del governo globale e la mancanza di capitale come principali “sbarramenti” per il raggiungimento degli obiettivi di Parigi;
  • la puntata del programma di Radio Radicale "Alta Sostenibilità" sul Goal 17 (Partnership per gli Obiettivi), dal titolo “Aiutarli a casa loro”, che sarà incentrata sulle ricette per creare nei Paesi più poveri le condizioni giuste per ridurre il fenomeno dell’emigrazione, sul tema degli aiuti a sostenere il debito e sulla tradizione della cooperazione Internazionale.

Altre segnalazioni

  • Le scuole di ogni ordine e grado hanno tempo solo fino al 20 gennaio per inviare la scheda di partecipazione alla nuova edizione del concorso Miur – ASviS “Facciamo 17 goal. Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile”.
  • Il 10 gennaio è stata conferita la benemerenza nazionale Etica e Csr Ediva per l’anno 2017 a Enrico Giovannini “Per aver promosso, tramite l’operosità dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), iniziative di sensibilizzazione e di studio per l’attuazione in Italia dei 17 obiettivi fissati dall’Agenda Onu 2030 per affrontare le impegnative sfide, ricche di opportunità e di valori, di uno sviluppo condiviso e stabile a servizio dell’uomo, quale autentico mezzo di pace e di prosperità con uno sguardo particolare rivolto alle future generazioni.”
  • L’Istat ha pubblicato i dati provvisori sulla spesa sociale dei Comuni, relativi all’anno 2015. Con un ammontare complessivo pari a circa 6 miliardi e 932 milioni di euro, si conferma la tendenza alla crescita della spesa degli enti locali in welfare, con alcuni cambiamenti nell’articolazione degli investimenti. Percorsi di Secondo Welfare propone un’analisi dei dati pubblicati.
  • Viene inaugurata a Roma il 18 gennaio la Scuola nazionale di formazione socio-politica Giorgio La Pira “Educare alla cittadinanza libera e responsabile”. Si tratta di un percorso di formazione rivolto a giovani desiderosi di impegnarsi per la società civica del bene comune, istituita dall’Istituto Internazionale Jacques Maritain in collaborazione con l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e la Pontificia Università Lateranense e con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. 
  • Il 17 gennaio si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto Golf4Autism sviluppato da Golfprogram con la collaborazione dell’associazione di volontariato “Una breccia nel muro” e il supporto del circolo romano Archi di Claudio Golf Club per favorire l’inclusione sociale delle persone con disabilità attraverso il gioco del golf.
  • La rivista online belga “Politico” ha lanciato il nuovo servizio Sustainability Pro in cui vengono approfonditi i temi della sostenibilità in tutti i settori, tra cui: economia circolare, rifiuti e gestione della plastica, problemi di inquinamento dell'aria e dell'acqua e prodotti chimici.
  • È ancora aperta la possibilità di pre-iscriversi al Master Maris in Rendicontazione Innovazione Sostenibilità dell’Università di Roma Tor Vergata che fornisce una formazione post-laurea di eccellenza sui temi della responsabilità e della rendicontazione sociale, della creazione di valore condiviso e dello sviluppo sostenibile, in linea con l’Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.
  • In Svezia è nato il primo centro commerciale del mondo ReTuna dedicato solo al riciclo e al riuso. Al suo interno ospita 14 negozi, un ristorante, un'area espositiva e ha all'attivo un programma educativo in modo che gli svedesi interessati possano imparare a riciclare ancora di più.
  • È possibile partecipare al progetto "La sicurezza si fa strada”, promosso da Fondazione Unipolis/Progetto Sicurstrada fino al 15 febbraio. Tutti i giovani tra i 14 e i 20 anni che vorranno mettersi alla prova potranno inviare testi, disegni, collage, opere digitali, fotografie, ma anche audio, video e applicazioni web per comunicare in modo efficace la sicurezza sulla strada.
  • A seguito dell’inclusione del Gruppo Enel nella European High Level Multi-Stakeholder Platform, sull’implementazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, l’amministratore delegato e direttore generale di Enel, Francesco Starace, è stato nominato membro della piattaforma.
  • Sul sito open-cooperazione.it è stata pubblicata un’intervista a Gemma Arpaia , coordinatrice del Gruppo di lavoro ASviS sull’Obiettivo 17, sul ruolo delle aziende italiane nel contesto della cooperazione internazionale e sulle attività dell’Alleanza in questo ambito.

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giovedì 18 gennaio 2018

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