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In Evidenza nella settimana

QUESTA SETTIMANA: Misurare progresso e benessere, promuovere la felicità

22/02/2018

Qualche passo avanti, anche grazie all’ASviS, verso l’affermazione di politiche che superano il concetto di crescita per puntare allo sviluppo sostenibile. Le donne e il soffitto di cristallo, 20 anni dopo la riforma norvegese.

di Donato Speroni

Prima Elisabetta, poi la regina dei media: basta plastica dal 2020. La Bbc ha annunciato che entro quest’anno abolirà nei suoi uffici l’uso delle tazze e delle posate di plastica; entro il 2019 proibirà le bottiglie, e dal 2020 tutti gli impieghi monouso di materie plastiche. La decisione è stata indotta dalla serie televisiva Blue Planet II che denuncia i drammatici danni provocati all’ambiente dalla diffusione dei residui delle materie plastiche. Nel comunicato della media company britannica, si precisa che la decisione segue l’annuncio della regina Elisabetta di voler abolire la plastica monouso in tutte le proprietà della Corona. In precedenza, il Parlamento scozzese aveva messo al bando le cannucce di plastica e annunci analoghi erano arrivati da varie catene di ristoranti. Certo, bisogna interrogarsi sulle conseguenze di decisioni di questo genere sul consumo di carta (legname), di vetro (molta energia per produrlo e riciclarlo) e di acqua, ma è vero che le plastiche, in particolare le microplastiche che finiscono negli oceani, sono considerate la più grave minaccia ambientale dopo il cambiamento del clima.


Dalla plastica ai bambini: ne salviamo troppi? La newsletter annuale di Bill e Melinda Gates risponde a “dieci domande difficili”. Tra queste ce n’è una brutale: “Noi salviamo le vite dei bambini. Ma questo non contribuisce alla sovrappopolazione mondiale?”. Citando Hans Rosling, il brillante medico e divulgatore statistico scomparso lo scorso anno, i Gates mettono in evidenza che la diminuzione della mortalità infantile è una realtà correlata alla scelta delle madri di fare meno figli perché diminuisce la tragica eventualità di perderne qualcuno durante l’infanzia. Aggiunge Melinda:

Salvare le vite dei bambini è giusto in se stesso, ma ha anche un potenziale per migliorare la vita di tutti. Questa transizione demografica però può avvenire nell’arco di un tempo ragionevole solo se tutte le donne avranno accesso a sistemi di controllo delle nascite. Attualmente più di 200 milioni di donne non hanno questa possibilità. Per il bene di queste donne, dei loro bambini e delle loro comunità dobbiamo far fronte alle loro necessità e dobbiamo farlo subito. Senza l’accesso ai contracettivi le condanniamo a una vita di povertà, ma se invece investiremo nella pianificazione familiare questo servirà a costruire un futuro migliore per loro e i loro bambini.

Altre segnalazioni della settimana riguardano la parità di genere e il ruolo delle donne nella società. L'ultimo Rapporto di Un Women mostra come il superamento delle diseguaglianze tra uomini e donne non serve solo al raggiungimento dell’Obiettivo 5 degli SDGs, ma investe molti altri Obiettivi, perché le donne soffrono maggiormente per povertà, diseguaglianza, cattiva alimentazione e altri mali che l’Agenda 2030 vuole affrontare. Registriamo anche qualche notizia positiva. In vista della prossima Giornata internazionale della donna, l’8 marzo, che ha per tema #PressforProgress, cioè in pratica “agire per il cambiamento”, l’Economist ha pubblicato per la sesta volta il Glass ceiling index, dal quale risulta che nei Paesi Ocse le donne stanno gradualmente progredendo nel superamento del soffitto di cristallo, grazie a un lento ma costante miglioramento delle loro condizioni di lavoro. In questa classifica l’Italia si colloca al 17° posto, poco sopra la media Ocse, meglio di Paesi come la Germania o gli Stati Uniti. In un altro articolo, lo stesso giornale segnala però che, dieci anni dopo la decisione della Norvegia di stabilire un obbligo di presenza del 40% di donne nei consigli di amministrazione delle società quotate (decisione poi seguita da altri Paesi tra cui l’Italia), le quote rose nei cda non hanno provocato le crisi di incompetenza che molti temevano, ma non hanno neppure cambiato i meccanismi decisionali, come molti speravano, e non hanno neppure avvantaggiato le donne nei gradini più bassi della scala aziendale. Insomma, un quadro positivo, ma non quanto ci si poteva aspettare.

Misurare il progresso non è mai facile. Da molti anni gli statistici ci provano, con l’introduzione di indicatori di benessere che vadano oltre la mera crescita economica espressa dal Pil, Prodotto interno lordo. Anche gli oltre 240 indicatori scelti dall’Onu per misurare i 169 Target che sostanziano i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile sono un modo di misurare il progresso “oltre il Pil”. Un passo importante per una rappresentazione facilmente percepibile di questo progresso è stato compiuto dall’ASviS, con la diffusione mercoledì 21 del quadro aggiornato degli indicatori compositi che sintetizzano l’andamento dell’Italia rispetto ai 17 SDGs. La scelta di pubblicare questo aggiornamento al 2016 alla vigilia delle elezioni non è casuale, perché l’Alleanza ha voluto, anche con questo strumento, richiamare l’attenzione dei partiti su una situazione che non migliora adeguatamente. Come ha sottolineato il portavoce dell’Alleanza, Enrico Giovannini:

Malgrado i passi avanti compiuti in alcuni campi, l’Italia resta in una condizione di non sostenibilità economica, sociale e ambientale. Se i partiti non metteranno lo sviluppo sostenibile al centro della legislatura, le condizioni dell’Italia saranno destinate a peggiorare anche in confronto ad altri Paesi.

Qualche passo avanti per valutare le prospettive del benessere (se non ancora quelle della sostenibilità) lo sta facendo l’attuale governo. Martedì 20, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha presentato la relazione sugli indicatori di benessere inclusi nel Documento di economia e finanza (Def). Si tratta della prima attuazione concreta della riforma del bilancio che ha previsto di affiancare alle misure e alle valutazioni quantitative della politica economica altri indicatori che consentano di valutare più compiutamente la situazione. Questa relazione comprende solo quattro indicatori introdotti sperimentalmente nel Def presentato lo scorso anno, ma già dal prossimo Def la valutazione dovrà essere declinata sui 12 indicatori scelti dal Comitato tecnico al quale ha partecipato anche Giovannini. Intanto l’Ufficio valutazione impatto del Senato ha pubblicato un ampio documento che analizza il ruolo e l’andamento di questi 12 indicatori. Lo studio tocca anche un tema difficile e controverso: il rapporto tra Pil, misure del benessere e felicità, perché l’azione pubblica può favorire il benessere collettivo, ma non necessariamente porta alla felicità per tutti. Il tema è affrontato direttamente da un nuovo rapporto presentato nei giorni scorsi a Dubai dall’economista Jeffrey Sachs: il “Global happiness policy report”, che approfondisce le aree di intervento della politica per massimizzare la felicità. Del resto, che la felicità sia in fondo l’obiettivo comune per tutta l’umanità, lo conferma una nuova figura manageriale che, come ci racconta La Repubblica, sta affermandosi negli Stati Uniti: il chief happiness officer. Non sappiamo se funzionerà, ma anche questo è un segno del passaggio da politiche, aziendali o pubbliche, che mirano solo alla crescita economica a politiche più attente allo “star bene” dei cittadini. Di tutti i cittadini, di oggi e di domani, perché non esistono vere politiche di sviluppo che non siano inclusive e sostenibili. 

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E INOLTRE...

a cura di Giulia D’Agata

In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:

  • il rapporto “Trasformare le promesse in azione: la parità di genere nell’Agenda 2030” della agenzia Un Women che attraverso dati, statistiche, proiezioni e casi di studio ha mostrato come per il raggiungimento di quasi ogni singolo Target degli Obiettivi di sviluppo sostenibile la posizione di donne, bambine e anziane sia fondamentale per la costruzione di società più giuste e inclusive e una crescita economica stabile e duratura;
  • i nuovi indicatori compositi pubblicati dall’ASviS secondo i quali la misura della sostenibilità dell’Italia non migliora ed è necessario che la politica si impegni, con azioni immediate, per portare il Paese su un sentiero di sviluppo sostenibile, dal punto di vista economico, sociale e ambientale;
  • il saggio “L’utopia sostenibile”, scritto dal portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) Enrico Giovannini e pubblicato il 1 febbraio da Editori Laterza, che affronta le ragioni, le caratteristiche e gli obiettivi di un’utopia sostenibile;
  • la presentazione del Forum disuguaglianze diversità con cui la Fondazione Basso, insieme a sette associazioni (ActionAid, Caritas italiana, Cittadinanzattiva, Dedalus cooperativa sociale, Fondazione di comunità di Messina, Legambiente e Uisp) e un gruppo di studiosi e ricercatori hanno sancito la nascita di una collaborazione dei due mondi, società civile e polo accademico, per studiare le recenti tendenze globali economiche e sociali e proporre  azioni e soluzioni collettive per la lotta alle disuguaglianze;
  • il documento redatto da 19 tra i maggiori scienziati italiani che si occupano di cambiamenti climatici e ambiente, raccolti nel Comitato scientifico “La Scienza al Voto” secondo il quale “Le elezioni politiche sono imminenti e decideranno il futuro del nostro Paese. In questo contesto si dibatte, giustamente, di lavoro, sicurezza, immigrazione, salute, tasse, sviluppo economico, cioè dei temi che preoccupano maggiormente gli italiani”;
  • il “Global Happiness Policy Report” che suggerisce che per migliorare la qualità della vita è necessario valutare in modo diverso gli impatti generati dalle scelte politiche;
  • l’indagine “Ngo Mobilisation around the SDGs” che analizza l’impegno delle Organizzazioni non governative (Ong), provenienti da settori e Paesi differenti, nell’adozione e utilizzo concreto dell’Agenda 2030 e degli SDGs nelle diverse attività;
  • il documento “La visione e la proposta”, presentato da Confindustria durante le Assise di Verona, che contiene il programma degli industriali italiani per la prossima legislatura e in cui la sostenibilità è uno degli elementi portanti delle proposte;
  • il Corruption Perception Index 2017 (Cpi 2017) che misura la percezione della corruzione nel mondo e secondo cui l’Italia si posiziona al 54esimo posto, confermando il trend in crescita dal 2012, che l’ha vista passare dalla 72esima posizione a quella attuale.

Altre segnalazioni

  • L’ASviS partecipa al progetto europeo “Schools for the Un Sustainable Development Goals implementation” (Sudego), all’interno del programma Erasmus+ che coinvolge, oltre l’Italia, anche Paesi quali: Spagna, Finlandia, UK e Bulgaria. Il progetto è stato impostato rispondendo in particolare alla II priorità dell’ambito scuola (promuovere l'acquisizione di abilità e competenze) ed alla I priorità orizzontale (Favorire il raggiungimento di capacità e competenze pertinenti e di alta qualità supportare gli individui ad acquisire e sviluppare competenze chiave) del Programma Erasmus Plus. Si rivolge principalmente ai docenti delle scuole superiori di primo e secondo grado e con beneficiari finali gli studenti e le studentesse degli stessi cicli, con l’obiettivo di coinvolgere anche stakeholder imprenditoriali e della pubblica amministrazione ed i decision maker del mondo della scuola.
     
  • Il 22 febbraio, a Salerno, è iniziato il corso di formazione Fqts (Formazione quadri terzo settore) dedicato agli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Il corso è rivolto ai dirigenti delle organizzazioni non profit di tutta Italia, inserendosi insieme ad altri nel più ampio progetto di formazione, promosso da Forum Terzo Settore e Csvnet, che punta al rafforzamento delle organizzazioni sui territori a partire dalla costruzione di competenze e di reti tra i soggetti coinvolti.
     
  • È ancora aperta la possibilità di partecipare al concorso Storie di Economia Circolare, rivolto a chiunque voglia mettersi in gioco per raccontare attraverso video, fotografia, audio e scritti una piccola grande storia di cambiamento nel mondo dell'economia del nostro Paese.       
     
  • Percorsi di Secondo Welfare propone due analisi sulle proposte dei partiti in vista delle elezioni del 4 marzo per contrastare la povertà e per sostenere le famiglie.
     
  • Eurosif e le Sif nazionali stanno lanciando una nuova versione del codice di trasparenza europeo per gli investimenti sostenibili e responsabili (Sri). Il nuovo codice riflette i recenti sviluppi cruciali nell'industria Sri ed è orientato a guidare i gestori patrimoniali per soddisfare i requisiti rilevanti per i loro prodotti.
     
  • Il sottosegretario alle politiche e agli affari europei, Sandro Gozi, e il presidente dell'Istat, Giorgio Alleva, hanno firmato oggi un protocollo d'intesa per avviare un rapporto di collaborazione su temi di interesse europeo e internazionale in materia statistica. Per l'Agenda 2030, il protocollo prevede il monitoraggio attraverso analisi, attività di coordinamento e azioni di comunicazione, dello stato di attuazione della Strategia nazionale dello sviluppo sostenibile e della strategia europea per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.
     
  • La sede dell’Onu di Vienna ha ospitato dal 13 al 15 febbraio il meeting internazionale a porte chiuse “Declinazioni pratiche del Piano di Azione per guide religiose e promotori per prevenire e contrastare incitamenti alla violenza che possono condurre a crimini d’odio”. Si tratta del piano di azione lanciato dal Segretario generale dell’Onu António Guterres a New York il 14 luglio 2017: un documento per coinvolgere guide religiose in tutto il mondo nella realizzazione di strategie locali, adattate di volta in volta a società e Paesi diversi nella prevenzione ai crimini d’odio.
     
  • La Fao ha lanciato una serie di corsi di e-learning sugli indicatori SDGs con l’obiettivo di supportare i Paesi membri nel migliorare la raccolta, l'analisi e la comunicazione dei dati necessari per tracciare i progressi sul raggiungimento degli Obiettivi.

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giovedì 22 febbraio 2018

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