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In Evidenza nella settimana

QUESTA SETTIMANA: Cambiano le priorità politiche, non solo in Italia

23/08/2018

La difficoltà di gestione delle infrastrutture e dei beni comuni investe tutti i Paesi più sviluppati. Intanto nel mondo cresce l’attenzione su un altro grande tema: stiamo perdendo la guerra al cambiamento climatico. 23/8/2018

di Donato Speroni

Dopo la sospensione estiva, riprendiamo in un momento difficile il nostro dialogo settimanale.
La tragedia di Genova è destinata ad avere effetti molteplici e profondi perché accomuna tutti gli italiani, senza distinzioni, nella volontà di adottare rimedi urgenti: capaci di proteggere le nostre vite da incuria, inefficienza, irresponsabilità, corruzione e miopia da parte di responsabili pubblici ed aziende private che non rispettano i diritti dei cittadini. Così ha risposto il direttore della Stampa, Maurizio Molinari, sabato 18, a un lettore che aveva affermato: “dopo il crollo del Ponte di Genova nulla sarà come prima”. Di tutto quello che è stato scritto in questi giorni abbiamo scelto questa frase non per partecipare alle polemiche, ma per invitare ancora una volta a guardare a un futuro che richiederà priorità e politiche nuove. Questa tragedia ne è una conferma. In questo senso si è pronunciato anche il portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini, in una dichiarazione a Il Sussidiario.net:

Per il futuro “serve un cambio radicale nella progettazione”. Prima di tutto favorendo la “transizione e riqualificazione del costruito piuttosto che continuare a cementificare”. E poi sperimentando nuovi sistemi di costruzione che tengano conto delle tendenze future orientate su “mezzi di trasporto molto più puliti”Quello del rilancio delle infrastrutture, ha spiegato Giovannini, “è uno dei dilemmi che un Paese deve affrontare. Fermo restando che è possibile, grazie alle nuove tecnologie, sviluppare infrastrutture a basso impatto ambientale; fermo restando che avremmo tantissimo lavoro da creare se prendessimo seriamente l’idea della transizione e della riqualificazione del costruito piuttosto che continuare a cementificare l’Italia come abbiamo fatto nei decenni scorsi; fermo restando che i costi del non fare manutenzione e del non mettere in sicurezza il territorio e gli edifici, soprattutto nelle zone ad alto rischio sismico e idrogeologico, sono maggiori rispetto agli interventi di prevenzione, è indubbio che l’Italia sia indietro rispetto a infrastrutture materiali e immateriali.

Giovannini è stato intervistato poco prima del suo intervento al Meeting di Rimini, dove ha discusso con Filomena Maggino, presidente dell’Aiquav e componente del segretariato ASviS, sul tema “Oltre il Pil: lavoro, sostenibilità, bene comune”. I due temi, infrastrutture e sostenibilità, s’inquadrano nella grande tematica del cambiamento del modo di far politica, con maggiore attenzione al benessere e alle priorità collettive.

La tragedia di Genova ha scosso il mondo intero, tanto che l’Economist ha preso lo spunto per segnalare la situazione allarmante di molte infrastrutture dei Paesi più avanzati. Se però dobbiamo individuare un tema prevalente negli articoli di questa estate sulla grande stampa mondiale in tema di sostenibilità, mi sembra che la maggiore novità sia la crescente attenzione dedicata al cambiamento climatico. Citiamo alcuni articoli.

Partiamo ancora dall’Economist, considerato il portavoce della grande finanza internazionale, in realtà sempre più preoccupato per la situazione del Pianeta: un’inchiesta di copertina, il 2 agosto, ha annunciato che “Il mondo sta perdendo la guerra contro il climate change”. Tra le cause della probabile sconfitta rispetto agli obiettivi sanciti con l’Accordo di Parigi, la crescente domanda di energia che i Paesi in via di sviluppo, in mancanza di aiuti adeguati, soddisferanno con un maggior ricorso ai combustibili fossili. Tuttavia, la causa principale per la rivista inglese è “l’inerzia politica”.

Non mancano le idee per realizzare gli obiettivi di Parigi. Circa 70 paesi o regioni, responsabili per un quinto di tutte le emissioni, già applicano un prezzo sulle emissioni di carbonio. I ricercatori si ingegnano per trovare griglie di distribuzione energetica più efficienti, tecniche di produzione di  acciaio a zero emissioni, persino cemento “carbon negative” la cui produzione assorbe più CO2 di quello che rilascia. Tutti questi sforzi, insieme ad altre ricerche come il “solar geo-engineering” per rimandare nello spazio una parte della luce del sole, dovrebbero essere raddoppiati.

Si è molto parlato, in queste settimane, dei passi indietro che invece sta compiendo il governo americano: Donald Trump è impegnato a cancellare il Clean Power Plan di Barack Obama,  affermando che intende porre termine alla “guerra contro il carbone”, sempre che il carbone  continui essere effettivamente competitivo rispetto alle fonti meno inquinanti e sempre che la rivolta legale di molti Stati Usa contro la politica federale  non blocchi questa retromarcia. Altri Paesi si stanno dimostrando più lungimiranti: il fondo sovrano norvegese, il più grande del mondo con una capitalizzazione di oltre mille miliardi di dollari, intende uscire dagli investimenti negli idrocarburi (il petrolio del mare del Nord è stato finora la sua fonte principale di ricchezza) e il governo di Oslo ha invitato il management a concentrarsi sulle opportunità nelle rinnovabili.

I giornali di tutto il mondo parlano degli effetti del riscaldamento: i giornali asiatici parlano di Soulik e Cimaron, i due tifoni che in questi giorni stanno investendo Corea e Giappone con una forza senza precedenti, e li mettono in relazione col climate change. Che fare dunque? Sul Guardian, Larry Elliot prende spunto dalla ondata di calore di quest’estate,  particolarmente avvertita anche in Inghilterra, per affermare che il capitalismo può combattere il cambiamento climatico solo se le imprese sono disposte ad affrontare rischi a lungo termine, ed indica come good news  il fatto che i governanti dell’India e della Cina “si sono aperti all’idea che una crescita verde è anche una crescita migliore”. Ma si farà in tempo? Un altro articolo dello stesso giornale segnala che, secondo eminenti scienziati, l’effetto serra potrebbe essere molto più veloce del previsto, perché non ha andamenti lineari.

Si potrebbe continuare con molte altre citazioni dai media di queste settimane, ma il messaggio è chiaro: il mondo si preoccupa sempre più per il cambiamento climatico. E l’Italia? Come spesso avviene nel dibattito italiano, si guarda agli effetti: il gran caldo e le sue conseguenze, i fenomeni meteorologici estremi, l’impatto su infrastrutture e territorio. Due recenti articoli di Repubblica segnalavano la frantumazione del più antico e spesso ghiacciaio del mondo, nell’Artico, e il deterioramento del nostro patrimonio lacustre. Ben poco, tuttavia, si discute sui rimedi, limitandosi a registrare che quanto fatto finora non basta.

Nell’ottica di una politica e di una informazione schiacciate sull’attualità e sul ping pong delle dichiarazioni, questa scelta è comprensibile: i temi globali sono complicati, attirano meno l’opinione pubblica; le terapie necessarie distoglierebbero risorse dal grande inganno della politica che vuole aumentare i consumi degli italiani, di tutti, non solo di quelli in povertà. E poi che può fare l’Italia se il resto del mondo non riesce a mantenere i suoi impegni sull’Agenda 2030, l’Europa latita e le organizzazioni internazionali funzionano poco e male? Meglio mettere la testa sotto la sabbia e abbandonarsi a una “retrotopia”, per usare la definizione di Zygmunt Bauman, sognando un ritorno a un mondo che ormai non esiste più.

Noi invece la pensiamo diversamente. Continuiamo a credere che possiamo batterci per una “utopia sostenibile: il 4 ottobre l’ASviS presenterà alla Camera dei deputati le sue proposte.  Una delle maggiori novità del Rapporto di quest’anno sarà l’attenzione alle politiche di sostenibilità nei territori: regioni, aree metropolitane, aree interne. Il rispetto degli Obiettivi dell’Agenda 2030 dipende infatti in larga misura dalle politiche decentrate, come ha ben compreso il ministero dell’Ambiente, che ha lanciato un avviso pubblico destinato a regioni, province e istituzioni locali per offrire un sostegno alle strategie locali di sviluppo sostenibile. Dopo la presentazione del Rapporto 2018, l’ASviS è impegnata a portare le sue proposte in tutto il Paese. Come abbiamo già annunciato, “una scelta strategica impegnativa, ma che la crescita dell’Alleanza in questi due anni rende non più rinviabile”.

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E INOLTRE...

a cura di Giulia D’Agata

In queste settimane il sito asvis.it si è occupato di:

  • l’audizione dell’ASviS da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella al Quirinale dove il presidente e il portavoce dell’ASviS hanno illustrato i risultati ottenuti durante questi anni d’intensa attività e, soprattutto, quelli del Festival dello Sviluppo Sostenibile;
  • il Protocollo d’intesa Miur - ASviS con il quale 33mila docenti durante l’anno scolastico 2017-2018 sono stati formati sui temi dello sviluppo sostenibile attraverso il corso e-learning dell'ASviS e laboratori dedicati. Oltre 50mila nuovi insegnanti potrebbero ripetere l’esperienza continuando a diffondere nelle scuole i temi dell’Agenda 2030;
  • il set unico di indicatori compositi rilasciato dall’ASviS che sintetizzano quasi 70 indicatori elementari dell’Eurostat per misurare la posizione di ciascuno dei 28 Stati membri dell'Ue rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030;
  • il nuovo corso di diploma in “Sustainability manager” della Scuola nazionale dell’amministrazione (Sna) destinato a dirigenti e funzionari delle amministrazioni centrali per permettere loro di avere una piena consapevolezza del proprio ruolo nell’attuazione dell’Agenda 2030 e della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile 2017-2030. Il direttore scientifico è Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS;
  • l’accordo Cina - Ue, firmato a Pechino il 16 luglio patto per alimentare il motore virtuoso dell’economia circolare e per accelerare la transizione verso pratiche sostenibili a basse emissioni di carbonio su scala globale;
  • il rapporto semestrale sullo stato delle risorse ittiche del mondo della Fao secondo il quale circa il 35% delle catture mondiali si spreca a causa di catture accidentali o rigetti di pesci indesiderati perché troppo piccoli o appartenenti a una specie non commerciabile;
  • il nuovo sito NDC-SDG Linkages lanciato dalla piattaforma online Climate Watch: un nuovo strumento di supporto e potenziamento alle iniziative degli stakeholders per azioni contro il cambiamento climatico, in linea con l'Accordo di Parigi;
  • la tampon tax, ovvero la tassa sulla vendita dei prodotti per l'igiene femminile utilizzati durante i giorni mestruali che i governi di numerosi Stati, compresa l’Italia, applicano poiché non considerano questi prodotti come beni di prima necessità. In Italia ogni anno lo Stato guadagna con la "tampon tax" 65 milioni di euro;
  • l’emigrazione causata dell’aumento delle temperature di un ingente numero di persone che secondo l’Ipcc entro il 2050 toccherà i 200 milioni. Per questo motivo le Nazioni unite stanno mettendo in pratica l’intesa, raggiunta nell’ambito del Global compact for migration, nata con l’obiettivo di incentivare politiche sostenibili sul piano globale e trattare questo argomento a livello intergovernativo;
  • il rapporto dell’ Ocse, dell’Oms e della Banca mondiale Delivering quality health services – a global imperative for universal health coverage secondo il quale se si vuole raggiungere la copertura sanitaria universale entro 12 anni, come prescrive l’SDG 3, sarà necessario puntare, innanzitutto, sulla qualità per ricostruire la fiducia dei cittadini nei servizi sanitari e garantire a tutti l’accesso a trattamenti e cure di alta qualità, incentrati sulla persona;
  • lo studio Unrealized Potential: The High Cost of Gender Inequality in Earnings della Banca mondiale che mette in luce la disparità di genere nell’ambito del capitale umano: attualmente le donne rappresentano solo il 38% della ricchezza del capitale umano, rispetto al 62% degli uomini. Nei Paesi a basso reddito il dato peggiora: le donne rappresentano meno di un terzo di questo valore;
  • la “Icat Guidance 2018” pubblicata dall'Initiative for climate action transparency (Icat) per supportare i Paesi a valutare gli impatti ambientali delle scelte politiche e renderle più trasparenti, contribuendo alla messa a punto di strategie volte alla riduzione delle emissioni di gas serra e al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile;
  • il rapporto “2018 Un E-Government Survey” pubblicato il 19 luglio dal Dipartimento degli affari economici e sociali delle Nazioni Unite secondo il quale nonostante importanti investimenti nello sviluppo di e-government effettuati da molti Paesi, il divario digitale persiste: 14 nazioni sulle 16 con punteggi non soddisfacenti sono africane e appartengono al gruppo dei Paesi meno sviluppati;
  • la proposta del governo tedesco di offrire gratuitamente il servizio di trasporto pubblico per rispondere ai problemi di salute dei cittadini legati all’esposizione allo smog: secondo l’Oms, lo smog provoca, infatti, 6,5 milioni di morti premature l’anno;
  • il rapporto “Attribution of the 2018 heat in Northern Europe” che analizza la stretta connessione che lega ondate di calore al surriscaldamento globale: le temperature record a cui si sta assistendo non solo in Europa ma a tutte le latitudini rappresentano un vero rischio sia per la salute delle persone sia degli ecosistemi;
  • l’Overshoot Day ovvero la data che idealmente rappresenta la “bancarotta” naturale rispetto continua ad anticiparsi a causa della velocità di consumo delle risorse naturali da parte dell’uomo;
  • le stime elaborate e presentate da WaterAid all’High level political forum di New York che evidenziano quanto siamo lontani dal raggiungere l’Obiettivo 6, ovvero garantire acqua pulita e servizi igienico sanitari a tutti. Secondo l’organizzazione no profit, nel mondo ci sono 850 milioni di persone che ancora non hanno accesso ad acqua pulita;
  • l’edizione 2018 del rapporto “Investing for Global Impact”, realizzato dal Financial Times con Global impact solutions today (Gist) e la banca inglese Barclays secondo i cui dati cresce il valore dell'impact investing: sono sempre di più le fondazioni, le famiglie facoltose e gli high net worth individuals  che indirizzano il proprio capitale in settori chiave per lo sviluppo sostenibile;
  • il “Manifesto per la Sostenibilità Consumeristica”, realizzato da Consumers’ Forum, un protocollo per consumatori e farmacie con al centro gli Obiettivi dell’Agenda 2030 che è stato firmato da Federfarma insieme a undici associazioni di consumatori che si battono per la sostenibilità del mercato;
  • il “Global Slavery Index 2018”, pubblicato dalla Walk Free Foundation, che descrive il fenomeno della schiavitù moderna. Dai risultati emerge che questo fenomeno non è solo prerogativa dei Paesi dove una forte indigenza rischia di accentuarlo. Negli Stati Uniti, ad esempio, sono più di 400mila le persone in questa condizione, che percepiscono un salario che va ben al di sotto di quello minimo consentito.

Altre segnalazioni

  • La One Ocean Foundation presenterà alla prossima Mostra del Cinema di Venezia un progetto di produzione di cortometraggi incentrati sul tema della salvaguardia del mare. A sostegno del progetto saranno presenti anche l’attrice Cristiana Capotondi e loYacht Club Costa Smeralda.
  • Con l'aiuto delle Nazioni Unite, 2500 miliardi di dollari nell'industria della moda in tutto il mondo saranno indirizzati verso modelli di business più sostenibili che possano aiutare a combattere i cambiamenti climatici e raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.
  • Wateraid ha presentato, all’High Level Political Forum di New York, le stime per il raggiungimento del goal 6, acqua pulita e servizi igienico sanitari per tutti.
  • Eurosif ha pubblicato sul proprio sito l’intervista a Pietro Negri, presidente del Forum per la finanza sostenibile, sulla svolta positiva nel settore assicurativo italiano che cambia rotta verso politiche di gestione più sostenibili.
  • Nell’ambito delle attività di revisione di medio termine del Piano di Azione Nazionale su Impresa e Diritti Umani è stata aperta la procedura di consultazione pubblica on-line della bozza del documento fino al 15 settembre 2018. Eventuali commenti, contributi e/o integrazioni dovranno pervenire entro tale data al seguente indirizzo di posta elettronica: dgap.cidu-bhr@esteri.it.
  • Il Comune di Voghera è tra le municipalità italiane che hanno accolto l'invito di Terre des Hommes ad aderire al "Manifesto In-difesa" per la salvaguardia delle bambine e delle ragazze vittime di discriminazioni e violenze. L'assessorato alle Pari opportunità è impegnato a promuovere una campagna di sensibilizzazione in vista della Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze per il prossimo 11 ottobre.
  • Il numero di luglio della rivista Ulisse, disponibile sulle linee ferroviarie di Ferrovie dello Stato, ha pubblicato l’intervista a Enrico Giovannini sull’Agenda 2030 e il suo ruolo per un cambiamenti di rotta verso un sviluppo sostenibile a livello globale.
  • Fino al 15 settembre sono aperte le iscrizioni al "Master in valutazione delle strategie di sviluppo locale”, che si terrà da ottobre 2018 a febbraio 2019 a Prato. Iscrizioni aperte fino al 25 settembre. Il master, organizzato dal Clld Lab, è un corso progettato per rispondere alle esigenze di esperti impegnati nel campo dello sviluppo locale e mira a fornire gli elementi di capacity building necessari per gestire efficacemente il monitoraggio e la valutazione delle strategie di sviluppo locale e sviluppare i relativi strumenti.

Prossimi eventi

  • 1 settembre – Nell’ambito della Festa Pesaro del Pd che si svolge dal 25 agosto al 2 settembre e che quest’anno ha come tema centrale l'Agenda 2030 e la rotta italiana verso la sostenibilità.  Sabato 1 Enrico Giovannini, e Oscar Giannino dialogheranno partendo dagli spunti del libro "L'utopia sostenibile".
  • 13 – 14 settembre – A Capraia si tiene il simposio “Promotion and protection of the night sky” organizzato dall’Istituto di biometeorologia del consiglio nazionale delle ricerche in con l’Università di Pisa e Attivarti.org sulla promozione e protezione del cielo notturno.
  • 15 settembre – Si chiude la consultazione pubblica online del Piano di Azione Nazionale su Impresa e Diritti Umani relativo al quinquennio 2016-2021.
  • 19 – 21 settembre – A Parigi viene organizzata la conferenza “Better statistics for better lives” dall'associazione internazionale per le statistiche ufficiali (Iaos) e l'Ocse.
  • 19 settembre – 20 dicembre – A Milano presso la Centrale dell’acqua ha luogo un ciclo di seminari legati al tema della sostenibilità e della risorsa acqua. Enrico Giovannini sarà protagonista del seminario del 19 settembre sull'utilizzo sostenibile delle risorse idriche.
  • 20 settembre – A Bruxelles si tiene la conferenza “Building sustainability trough collaboration” organizzata dal Comitato economico e sociale europeo (Cese) e da Ecolise.
  • 25 settembre – Termine ultimo per l’iscrizione al Master in valutazione delle strategie di sviluppo locale.
giovedì 23 agosto 2018

Aderenti

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
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