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Il discorso di Francesco alla “Rome Roundtable” della Global Foundation

15/01/2017

L’economia attuale disumanizza ed emargina la popolazione più debole e vulnerabile. Bisogna costruire un sistema globale “solidale e cooperativo”, che garantisca un vero sviluppo economico e sociale.

In occasione della “Rome Roundtable”, organizzata dalla Global Foundation il 13-14 gennaio scorsi per elaborare proposte concrete e innovative per realizzare i Sustainable Development Goals (SDGs), Papa Francesco ha incontrato i partecipanti all’evento, ribadendo, in primo luogo, l’inaccettabilità della considerazione disumana che uomini, donne e bambini subiscono dal sistema economico mondiale.
Al gruppo selezionato di oltre sessanta persone, provenienti da tutti continenti in rappresentanza del mondo economico, di quello sociale e religioso, nonché della società civile (governatori di banche centrali, rappresentanti delle imprese e della finanza, esponenti delle organizzazioni internazionali e delle diverse fedi religiose), che ha partecipato all’evento il Papa ha ricordato come non si possa valutare il genere umano come un fattore di produzione pronto a essere scartato quando ritenuto non più utile secondo criteri aziendali. È questa condizione che genera l’emarginazione di tutta quella parte della popolazione mondiale che è più debole e vulnerabile. E chi permette e agisce affinché questo avvenga è destinato a diventare una “macchina senza anima”, che accetta il destino di diventare anch’egli uno scarto.
Come già anche Giovanni Paolo II aveva intuito, la globalizzazione, se improntata unicamente sull’obiettivo di raggiungimento dello sviluppo economico, ha portato ad amplificare ed estendere un sentimento d’indifferenza verso chi ancora vive in condizioni di povertà e miseria. Si è, inoltre diffusa, afferma Bergoglio, l’opinione che le regole di mercato siano un valido strumento a cui affidare il sostegno e la correzione delle situazioni di svantaggio. Per tali motivi, questo modello di economia non può essere ritenuto, sicuramente, la via giusta per un vero progresso economico e sociale.
La speranza di Francesco risiede nei sentimenti e nelle azioni di solidarietà che si sono sviluppati parallelamente a queste condizioni di sofferenza umana. Per raggiungere veramente una globalizzazione solidale e cooperativa, occorre innanzitutto non essere indifferenti verso chi è sottoposto a gravi condizioni di dolore e indigenze. Il Papa auspica che la compassione smuova gli operatori economici e politici affinché utilizzino le loro risorse per correggere l’impostazione dell’attuale globalizzazione. “La politica e l’economia, infatti, dovrebbero comprendere l’esercizio della virtù della prudenza”.
Nel corso dei due giorni della Roundtable, aperta da una serie di brevi interventi, (tra i quali quello del Portavoce dell’ASviS, Enrico Giovannini) sul ruolo dei dati e degli strumenti analitici per realizzare gli SDGs, sono state identificate azioni concrete che, come già accaduto in occasione della Roundtable dell’anno scorso, i partecipanti si sono impegnati a realizzare entro l’anno e a sottoporre a comune valutazione nel corso nell’evento previsto all’inizio del 2018. 

Qui il discorso del Pontefice

Giulia D’Agata

domenica 15 gennaio 2017

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