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Da Davos una radiografia del mondo attraverso studi e Libri bianchi dettagliati

22/01/2017

Leader politici, imprenditori e società civile al World economic forum in Svizzera per affermare un principio: dalla crisi non si esce fuggendo la globalizzazione. Ecco una sintesi degli interventi e dei documenti più rilevanti.

Dall'avanzamento dei movimenti populisti alle prospettive economiche globali, nelle oltre 400 sessioni che si sono tenute dal 17 al 20 gennaio a Davos, in Svizzera, in occasione dell'World economic forum (Wef), leader politici, imprenditori, società civile e altri stakeholder si sono riuniti per discutere piani e strategie al fine di “migliorare la condizione dell'umanità”, come si legge nella presentazione del meeting.

Fondata nel 1971 con sede a Ginevra, l'organizzazione no-profit ha sempre concentrato la propria attenzione nel promuovere e sostenere attività e iniziative che mettessero insieme interessi economici e bene collettivo globale, sottolineando la propria “indipendenza e imparzialità” alla base di scelte integre dal punto di vista morale e intellettuale.

Nell'edizione terminata ieri, diversi i momenti che vale la pena di ricordare, come ad esempio la partecipazione per la prima volta nella storia del Forum del presidente cinese Xi Jinping, seguito da una folta delegazione, la più numerosa mai inviata dal gigante asiatico. Jinping ha specificato come “Molti dei problemi che scuotono il mondo non sono causati dalla globalizzazione economica”.

La pensa allo stesso modo Jack Ma, uno dei più importanti imprenditori cinesi, fondatore e presidente della piattaforma per l'e-commerce Alibaba, secondo il quale la causa dei problemi degli Stati Uniti non è da individuare nella globalizzazione ma piuttosto in come essa sia stata gestita: invece di utilizzare la ricchezza generata per aiutare tutti i cittadini americani, essa è stata semplicemente sperperata.

Sempre in tema di politiche americane è intervenuto Anthony Scaramucci, uno degli uomini chiave dell'amministrazione Trump, che ha spiegato quale sarà la linea del nuovo inquilino della Casa Bianca, e l'ex vice presidente Joe Biden per cui “le scelte delle quali ci faremo carico dovranno essere abbracciate da ogni singolo Stato”.

Non è passata inosservata nemmeno la presenza del primo ministro britannico Theresa May,  che ha assicurato un ruolo di prim'ordine del proprio Paese negli impegni di Davos e ribadito che l'uscita dall'Ue non era un rifiuto “dei nostro amici europei, con cui condividiamo interessi e valori”.

Inoltre importanti le parole degli economisti Nouriel Roubini, già premio Nobel, e Christine Lagarde, presidente del Fondo Monetario. Per Roubini la nostra società globale è attraversata da diversi poteri forti, “sta a loro decidere di collaborare o di muoversi conflittualmente”, mentre per Lagarde accusare la globalizzazione di distruggere posti di lavoro è una semplificazione di un processo che invece necessita di maggior studio e approfondimento.

Nei quattro giorni di lavori, molti i documenti, i rapporti e gli studi presentati.

Oltre ai due già trattati sul nostro sito nei giorni scorsi, ovvero lo studio della Business & Sustainable Development, Commission secondo cui gli SDGs valgono 12mila miliardi di ricchezza mondiale e 380 milioni di posti di lavoro, e il Global Risks Report 2017, dove si analizza l’impatto e la probabilità di 30 rischi globali, eccone una selezione, accompagnata da una breve sintesi.

  • Il Rapporto annuale 2015-2016 - L'umanità si trova davanti a due sfide: da una parte tutte le energie dei leader politici sono impegnate a superare la crisi senza però che elaborino un modello sistemico, dall'altra gli sforzi globali risultano troppo frammentati. Ecco perché il Wef si candida come guida alla collaborazione mondiale, ponendosi come realtà in grado di coordinare, mettere in contatto e far comunicare le esperienze e le istanze di tutti gli stakeholder;

  • The New Plastics Economy: Catalysing action – Il 20% dei contenitori e involucri di plastica potrebbe essere riutilizzato con profitto, mentre il 50% potrebbe essere riciclato se solo venissero messe a punto delle migliorie nella progettazione dell'oggetto e nella intera catena di utilizzo del prodotto, in particolare nel suo smaltimento. Nel Rapporto vengono illustrate proposte, idee e soluzioni;

  • Shaping the Future of Global Food Systems: A Scenarios Analysis – Il Rapporto, realizzato in collaborazione con Deloitte, presenta quattro scenari sul futuro del sistema globale di produzione e distribuzione di generi alimentari. Nel 2030 8,5 miliardi di cittadini popoleranno il Pianeta: quali saranno le implicazioni di ciò dal punto di vista della sicurezza alimentare? A questa domanda tenta di rispondere il Rapporto;

  • Shaping the Future of Retail for Consumer Industries – La tecnologia giocherà nel prossimo decennio un ruolo fondamentale nel settore delle vendite ai consumatori: dalle modalità di acquisto alla presenza fisica di negozi, questo Rapporto prova a definire l'evoluzione del mondo dei consumi;

  • The Inclusive Growth and Development Report 2017 – Lo studio, che ha preso in esame 109 economie, vuole mostrare come si possano attuare diverse policy per una maggior inclusione e partecipazione dal basso, senza intaccare la crescita economica;

  • Achieving "Growth Within"– Il Rapporto, realizzato da SYSTEMIQ, in collaborazione con la Ellen MacArthur Foundation e sponsorizzata dalla Foundation for Environmental Economics and Sustainability, ha identificato fino al 2025 dieci priorità per l'Europa nel campo dell'innovazione e degli investimenti legati all'economia circolare, che insieme muoverebbero circa 320 miliardi di dollari.

Sempre nell'ambito del Forum, sono stati presentati dei focus raccolti nei Libri bianchi su diverse tematiche, allo scopo di creare strumenti che possano essere condivisi e utilizzati dalla comunità globale, come ad esempio l'elaborazione di una scala di misurazione per le variabili sociali per stabilire se siano avvenuti miglioramenti o peggioramenti nel corso degli anni all'interno di una società, oppure il possibile rilancio della via della seta e attraverso l'impiego di nuove tecnologie e la collaborazione di più soggetti internazionali.

Per visionare tutti i Rapporti

di Elis Viettone

 

 

domenica 22 gennaio 2017

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