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Occorre puntare sulla connessione a banda larga dei servizi pubblici

03/02/2017

Secondo il rapporto Ict & SDGs della Columbia University, le tecnologie Ict costituiscono una infrastruttura essenziale per gli SDGs. La loro diffusione avvicinerà i Paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo.

Perseguire gli obiettivi dell’Agenda 2030 richiede l’investimento, lo sviluppo e l’utilizzo di mezzi tecnologici che conducano la società globale a una trasformazione dei  propri comportamenti abituali (business as usual) verso una condotta più sostenibile.
Spiegare come questo sia fattibile per ogni goal, è lo scopo del rapporto Ict & SDGs  della Columbia University, in collaborazione con l’azienda di fornitura di tecnologie e servizi di comunicazione Ericsson.

Si legge nel documento che per fare il balzo di qualità e raggiungere il modello di sostenibilità 2030, prima di tutto i governi devono equipaggiare l’intero settore pubblico di infrastrutture basate su tecnologie d’informazione e comunicazione (Ict  di alta qualità. Per ogni settore viene indicato in che modo l’introduzione di tecnologia ad alto livello possa eliminare le barriere tra paesi ricchi e paesi poveri, arrivando al conseguimento di molteplici SDGs.

L’inclusione all’interno dei servizi finanziari  è una componente trainante per la realizzazione degli obiettivi 2030. Le Ict sono focalizzate per abbattere le maggiori cause di esclusione da questi servizi come: i costi elevati di gestione (anche l’apertura di un comune conto bancario può avere dei costi non accessibili a tutti), la lontananza fisica dagli esercizi finanziari come le banche, e il grande squilibrio informativo sui processi di mercato che rende estremamente vulnerabili la maggior parte dei paesi in via di sviluppo. Le tecnologie d’informazione permettono di abbattere i costi, di non rendere più necessaria la presenza fisica per la gestione delle proprie finanze (basta uno smartphone) e colmano gli squilibri informativi attraverso uno scambio continuo di dati.

L’educazione è l’investimento di lungo termine più importante per lo sviluppo economico. Investire in una educazione di qualità, dall’infanzia all’età adulta, è essenziale per avere, nel futuro, delle società prospere e non discriminatorie. Le tecnologie di comunicazione permettono di ricevere una formazione di alto livello senza che le persone siano costrette a spostarsi. Rendono, inoltre, più facile reperire e scambiare i materiali di studio. L’innovazione delle Ict sta anche nel fatto che espandono le possibilità di educazione anche nelle zone rurali senza il dispendio di grandi risorse. E ancora, permettono di livellare le disparità di genere rendendo possibile la scolarizzazione delle donne che, nella maggior parte dei paesi poveri, ne vengono escluse oppure sono costrette ad abbandonare gli studi per dedicarsi ai lavori domestici.

Anche il campo della sanità può essere reso più accessibile introducendo servizi di tecnologie di comunicazione all’avanguardia, sempre cercando di venire incontro alle disponibilità economiche di tutti. Anche solo attraverso il cellulare è possibile venire a conoscenza di pratiche mediche effettuate in tutto il mondo o di nuovi farmaci presenti sul mercato. Ma più importante è che le Ict permettono di diffondere a tutti le buone pratiche di norme sanitarie (come lavarsi spesso le mani o utilizzare guanti e mascherine) che possono essere utilizzate per scongiurare il contagio di infezioni che, ancora in gran parte del mondo, producono decessi.

Nel settore energetico le Ict, oltre a permettere di conoscere quali nuove tecnologie pulite siano state inventate in questo campo, consentono di calcolare in che modo sia possibile raggiungere l’efficienza energetica con le risorse che si hanno a disposizione. Oppure diffondono le migliori pratiche che ognuno può mettere in atto per il risparmio energetico.

Operando in ognuno di questi campi con tecnologie adeguate, si realizzano molteplici obiettivi come la riduzione della povertà (ob. 1) attraverso l’apertura a nuove opportunità di business che generano reddito (ob. 8) che comprendono anche le piccole e medie imprese (ob. 9). L’accessibilità universale a servizi finanziari ed educativi accresce la sicurezza delle persone, riducendo le disuguaglianze, e permettendo loro di affrontare al meglio i periodi di crisi che possono essere dovuti a disastri naturali o a crisi economiche (ob.10). Inoltre, potendo contare su una preparazione adeguata, su un sistema finanziario più equo e su un livello più alto di salute, le famiglie posso investire nell’educazione (ob. 4), nella salute (ob. 3) e in una migliore alimentazione (ob. 2) dando luogo ad un circolo virtuoso di attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Infine, come si è visto, le Ict sostengono l’inclusione di parti svantaggiate della popolazione globale come le donne che, in questo modo, riescono a gestire in maniera autonoma le proprie risorse (ob. 5).

Il rapporto conclude stilando una lista di sei aree in cui è necessario investire nel futuro prossimo affinché questo cambiamento sia possibile e tangibile.

  1. Banda larga entro il 2020: è necessario che entro questa data la connessione a banda larga delle strutture e dei servizi pubblici sia diffusa universalmente.
  2. Attivazione del quadro politico: bisogna sviluppare politiche che permettano di risolvere i problemi della domanda e dell’offerta.
  3. Decollo rapido: guidare l'integrazione delle Ict in tutto il settore pubblico attraverso la governance della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici, tra cui la salute, l'istruzione e le infrastrutture, per garantire le basi per la trasformazione digitale.
  4. Collaborazione tra settore pubblico e privato: sono necessarie nuove partnership tra governo, organizzazioni internazionali e del settore privato al fine di trovare modelli di business sostenibili che supportino la distribuzione su larga scala delle Ict.
  5. Aggiornamento sulle materie scientifiche: promuovere le competenze scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche nell’istruzione primaria e secondaria così da preparare gli studenti alla formazione sulle Ict nello studio universitario.
  6. Utilizzo dei big data: creare banche dati nazionali on-line e aperte a tutti provenienti dai servizi e satelliti pubblici, dalle reti mobili, dai sensori remoti e da altri dispositivi connessi a Internet.

di Giulia D’Agata

venerdì 03 febbraio 2017

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