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Tu cosa stai facendo per il 2030? L’ASviS raccoglierà le risposte dalla rete

30/11/2017

Da Massimo Bottura a Carlo Petrini, da Jeffrey Sachs ad Alexandra Cousteau, 17 ambasciatori degli SDGs sollecitano l’impegno di tutti per l’Agenda 2030 attraverso gli scatti del calendario Lavazza 2018. L’ASviS prende il testimone.

Una domanda diretta e 17 ritratti fotografici per dare volto e voce agli eroi dello sviluppo sostenibile. È questa l’idea al centro del calendario Lavazza “2030 What Are You Doing?”, progetto presentato in collaborazione con l’ASviS il 29 novembre presso l’UniCredit Pavilion di Milano.

Filo conduttore della serata sono state le risposte individuali alla provocazione lanciata dal titolo del calendario: “tu cosa stai facendo?”. Le testimonianze sono passate attraverso gli interventi, anche in video, dei 17 ambasciatori degli SDGs, personalità influenti che con le loro buone pratiche portano ogni giorno il mondo un passo più vicino ai traguardi al 2030. Personaggi selezionati da Lavazza per la loro leadership positiva e immortalati negli scatti di Platon, fotografo e storyteller inglese apprezzato in tutto il mondo come “fotografo dei potenti”.

Le risposte sono arrivate anche dalla rete, dove in molti hanno usato l’hashtag #2030whatareUdoing per raccontare il proprio impegno nel rendere più sostenibile il pianeta. Ma l’invito a condividere le proprie buone pratiche per il raggiungimento degli SDGs non si è chiuso con l’evento. Nel corso della serata, infatti, il portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini ha annunciato il passaggio di testimone: sarà l’ASviS adesso a raccogliere i messaggi dai social per analizzarli durante la prossima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile.

L’evento di presentazione del calendario Lavazza ha visto come presentatore Alessandro Cattelan, conduttore televisivo e radiofonico, e come moderatrice la giovane youtuber Sofia Viscardi, che ha raccolto le domande provenienti dai social network.


Il selfie di Cattelan e di Sofia Viscardi con il pubblico dell’UniCredit Pavilion

Tra i primi a intervenire, Massimo Bottura, chef patron all’Osteria Francescana e ambasciatore del Goal 2, ha raccontato il suo progetto Food for Soul, associazione no-profit da lui fondata per combattere lo spreco alimentare a supporto dell’inclusione sociale e del benessere individuale. Lo chef ha ricordato i paradossi del sistema alimentare globale, sottolineando che basterebbe un quarto della quantità di cibo che viene sprecata ogni anno per sfamare tutte le persone denutrite del mondo. Alla domanda di Filippa Lagerback, modella e conduttrice televisiva svedese, “cosa possono fare i comuni cittadini ogni giorno per raggiungere questo obiettivo?”, Bottura ha risposto che bisogna ricostruire un rapporto con il produttore, dedicare più tempo alla spesa per fare acquisti migliori, comprare prodotti di stagione e cucinare quello che si ha. In altre parole trovare un nuovo modo di fare cucina, perché “il cibo è uno degli strumenti più potenti per realizzare il cambiamento”.

È poi intervenuto Carlo Petrini, presidente e fondatore di Slow Food, associazione internazionale no profit impegnata a ridare il giusto valore al cibo nel rispetto di chi lo produce e in armonia con l’ambiente e gli ecosistemi. Sostenitore del Goal 15, Petrini ha dichiarato che “la biodiversità non può essere soggetta alle esigenze di un mercato che favorisce le razze animali e i frutti più produttivi” e ha spiegato l’importanza di un consumatore informato sui prodotti che sceglie, individuo la cui responsabilità nell’acquisto lo eleva piuttosto a “co-produttore”.

Attraverso un video-messaggio hanno offerto la propria testimonianza anche Sonia e Jeffrey Sachs, della Sustainable Development Solutions Network (Sdsn) dell’Onu. I coniugi hanno raccontato l’importanza di stringere partnership in tutto il mondo per avviare un nuovo corso di benessere per il pianeta, a testimonianza del Goal 17 dell’Agenda 2030.

Sono stati chiamati sul palco anche Gunter Pauli (a sostegno del Goal 9), imprenditore belga e ideatore del concetto di Blue Economy, un modello economico e di business competitivo in grado di rispondere contemporaneamente ai bisogni di persone e natura, e Alexandra Cousteau (Goal 14), esploratrice, attivista ambientale e senior advisor di Oceana, organizzazione internazionale impegnata a sostenere la gestione sostenibile della pesca per ripristinare gli oceani del mondo.

È poi intervenuta Francesca Lavazza, membro del Consiglio di amministrazione dell’azienda, che ha spiegato l’impegno di Lavazza per lo sviluppo sostenibile: “Vogliamo essere portatori di una rivoluzione positiva, ispirare e risvegliare il senso comune, essere noi stessi i rappresentanti del cambiamento che vogliamo vedere nel mondo”.

A seguire si è tenuta una tavola rotonda con Mario Cerutti, chief sustainability officer di Lavazza, Dario Piselli, project leader di Sdsn Youth e ambasciatore del Goal 8, ed Enrico Giovannini in rappresentanza dell’ASviS.

Il portavoce dell’Alleanza ha sottolineato il bisogno di un cambiamento radicale in ogni Paese del mondo e ha testimoniato l’impegno dell’ASviS nel realizzare questo cambiamento in Italia. Ha poi aggiunto “Ma cos’altro possiamo fare? E qui comincia un po’ l’arrabbiatura. Tra qualche mese il Paese andrà alle elezioni ma non si sta parlando dell’Agenda 2030. E se non lo facciamo ora, tra cinque anni saremo nel 2023 e non avremo raggiunto i Target fissati al 2020. Abbiamo bisogno di far sì che nei prossimi mesi questi temi diventino il centro del dibattito, e che questo Paese decida quale futuro vuole darsi”. Alla domanda raccolta dalla rete “la società civile è pronta ad accettare il compito e a impegnarsi davvero per vincere questa sfida o resterà solo un sogno?”, Giovannini ha risposto che non sarà facile, soprattutto in un Paese dove i governi cambiano spesso, ma anche ricordato: “I governi passano, ma la società civile resta”.
 

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di Lucilla Persichetti

 

giovedì 30 novembre 2017

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