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Guterres traccia un bilancio delle Nazioni unite: molte ombre, qualche luce

10/09/2018

La Relazione annuale per il 2017 evidenzia i risultati raggiunti, ma segnala la mancanza di progressi su molti obiettivi dell’Agenda 2030.  Fondamentale per il futuro  il rafforzamento dei partenariati multilaterali. 10/9/2018

Alla vigilia dell’Assemblea generale dell’Onu che si aprirà il 18 settembre, il Segretario generale  António Guterres ha tracciato un bilancio dell’organizzazione nella sua Relazione annuale Onu per l’anno 2017, che analizza i risultati raggiunti e traccia la strada da seguire per il futuro. Cambiamenti climatici, pace, parità di genere, mobilità umana, terrorismo, sono davvero tanti gli aspetti su cui è focalizzata l’attenzione del Rapporto.  "Ho iniziato il mio mandato chiedendo che il 2017 fosse un anno di pace, ma la pace rimane inafferrabile", commenta António Guterres, nell'introduzione del Rapporto, osservando che da gennaio dell'anno scorso i conflitti si sono inaspriti, violando i diritti umani. La disuguaglianza di genere è aumentata, l'intolleranza si è diffusa, la discriminazione verso le donne rimane radicata e gli impatti dei cambiamenti climatici continuano a essere sempre più evidenti. "Abbiamo bisogno di unità e coraggio nel preparare il mondo a un futuro migliore", sottolinea Guterres, accreditando gli Obiettivi di sviluppo sostenibile come l’unico strumento in grado di generare sforzi e risultati da parte degli Stati membri e della società civile.
Il Rapporto arriva in un periodo in cui è in atto una riforma più ampia della Nazioni unite. Nel dicembre 2017 l’Assemblea generale ha approvato il passaggio da un documento di bilancio biennale a uno annuale, una manovra che consente di aumentare la responsabilità nei confronti dei Paesi membri, che potranno contare su informazioni continue sulle prestazioni e sui risultati ottenuti, al fine si sostenere gli Stati membri nel raggiungimento dei 17 SDGs.
Dal Rapporto emergono punti di forza e di debolezza, ma appare evidente che i progressi svolti sino ad ora sono disomogenei e troppo lenti rispetto all’Agenda 2030.
Pur vivendo in un’era in cui la globalizzazione ha messo radici, troppe persone non sono in grado di condividerne i benefici e milioni di persone continuano a vivere in condizioni di estrema povertà. Nel 2015, afferma il Rapporto, tre persone su dieci non hanno avuto accesso all'acqua potabile, e il 60% non ha usufruito di servizi igienici sicuri. Se parliamo di uguaglianza di genere i dati sono tutt’altro che rassicuranti: il divario salariale tra uomini e donne è fermo al 23%; la mobilità umana ha raggiunto livelli da record, creando non poche tensione politiche, tragedie umane e un aumento della xenofobia. È riemersa la minaccia dell'uso di armi di distruzione di massa e il terrorismo rappresenta una piaga mondiale che richiede un coordinamento globale. Così come lo richiede la lotta contro i cambiamenti climatici, i cui effetti sono sempre più presenti nelle nostre vite.
Tra i risultati raggiunti nel 2017, il Rapporto cita il raggiungimento della parità di genere tra i 44 membri del Senior management group delle Nazioni Unite (l’organo che riunisce i responsabili di tutti i dipartimenti e le agenzie del palazzo di vetro)  e tra i coordinatori residenti che coordinano sul posto l’attività delle Nazioni unite nei diversi Paesi; l’istituzione di una strategia finanziaria per accelerare l'attuazione dell'agenda d’azione di Addis Abeba sul finanziamento per lo sviluppo; la creazione di nuove strutture, come l'Office of Counter-Terrorism; la creazione di una partnership con l’Unione africana mirata a migliorare il percorso di pace nel continente africano.
Quali raccomandazioni per il futuro? Gli SDGs hanno generato un coordinamento tra gli Stati membri senza precedenti, hanno concentrato gli sforzi dei Paesi per "alleviare la povertà e costruire società pacifiche, prospere e inclusive", dichiara Guterres. È fondamentale rafforzare i partenariati multilaterali con gli Stati membri, con le organizzazioni nazionali e internazionali, con la società civile, al fine di  "trovare soluzioni ai problemi globali che nessuna nazione da sola può risolvere. Le partnership sono la chiave per raggiungere gli SDG.

di Tommaso Tautonico
 

lunedì 10 settembre 2018

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