<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ilaria Delli Carpini, Autore presso ASviS</title>
	<atom:link href="https://asvis.it/author/ilaria-delli-carpini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://asvis.it</link>
	<description>Agenzia Italiana per lo Sviluppo Sostenibile</description>
	<lastBuildDate>Wed, 30 Sep 2026 12:55:07 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.3</generator>

<image>
	<url>https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/02/cropped-favicon-asvis-32x32.png</url>
	<title>Ilaria Delli Carpini, Autore presso ASviS</title>
	<link>https://asvis.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Stress, rabbia, tristezza: il malessere emotivo segnala un mondo sempre più instabile</title>
		<link>https://asvis.it/stress-rabbia-tristezza-il-malessere-emotivo-segnala-un-mondo-sempre-piu-instabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Delli Carpini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_Altre_News]]></category>
		<category><![CDATA[#goal3]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://asvis.it/stress-rabbia-tristezza-il-malessere-emotivo-segnala-un-mondo-sempre-piu-instabile/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Rapporto Gallup evidenzia l’interconnessione tra emozioni e stabilità sociale e invita i leader politici a riconoscere la salute emotiva come un indicatore chiave per prevenire i rischi e costruire società più sane e resilienti. 12/11/25</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/stress-rabbia-tristezza-il-malessere-emotivo-segnala-un-mondo-sempre-piu-instabile/">Stress, rabbia, tristezza: il malessere emotivo segnala un mondo sempre più instabile</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dove la stabilità e la coesione sociale vengono meno, aumentano l’angoscia e la sfiducia collettiva; al contrario, dove prevale un clima di sicurezza e armonia, migliorano la salute e la resilienza sociale.</p>
<p>A dirlo è il <a href="https://www.gallup.com/analytics/349280/gallup-global-emotions-report.aspx?utm_source=gallup_brand&amp;amp_medium=email&amp;amp_campaign=front_page_2_october_10142025&amp;amp_term=information&amp;amp_content=state_of_the_worlds_emotional_health_textlink_2"><strong>Rapporto Gallup 2025 sullo stato della salute emotiva globale</strong></a>, pubblicato in collaborazione con il World health summit, che <strong>indaga per la prima volta il</strong> <strong>legame tra emozioni, pace e salute</strong>. Basato su oltre 145mila interviste in 144 Paesi, lo studio combina i dati Gallup sullo stato emotivo quotidiano delle persone con l&#8217;Indice di pace globale e l&#8217;Indice di pace positiva dell&#8217;Istituto per l’economia e la pace.</p>
<h3><strong>Le tendenze globali</strong></h3>
<p>La ricerca ha evidenziato che nel 2024 il 39% degli adulti nel mondo ha dichiarato di aver provato molta <strong>preoccupazione</strong> e il 37% molto <strong>stress</strong>. Seguono dolore fisico (32%), tristezza (26%) e rabbia (22%).</p>
<p>Sebbene le emozioni negative siano diminuite rispetto ai picchi della pandemia da Covid 19, restano nettamente più elevate rispetto a dieci anni fa, a dimostrazione di come il mondo rimanga emotivamente instabile. La preoccupazione, per esempio, è scesa di un punto nel 2024, ma resta quasi dieci punti più alta rispetto al 2006; il dolore fisico, invece, è aumentato di due punti.</p>
<p>Il Rapporto sottolinea come <strong>la pace, la salute e il benessere emotivo siano dimensioni interconnesse che si rafforzano a vicenda</strong>: la pace favorisce il benessere, mentre l’instabilità logora la salute collettiva. L’aumento globale del malessere emotivo, documentato da Gallup nell’ultimo decennio, è stato spesso trascurato dai leader politici, più attenti agli indicatori economici che a quelli emotivi. Tuttavia, un disagio emotivo diffuso può rendere individui e comunità più vulnerabili all’instabilità politica e sociale, determinando di conseguenza l’aumento dei disordini politici, dei conflitti e del numero di vittime.  L’Indice di pace globale, che monitora l&#8217;assenza di violenza e conflitti in 163 Paesi, mostra che le rivolte, gli scioperi e le manifestazioni antigovernative sono aumentati del 244% tra il 2011 e il 2019.</p>
<h3><strong>Correlazioni tra pace globale ed emozioni</strong></h3>
<p>Dall’analisi condotta da Gallup emerge che <strong>le emozioni negative sono chiari indicatori di una pace fragile</strong>. La tristezza, la preoccupazione e la rabbia sono più diffuse nei Paesi con punteggi elevati nell’Indice globale della pace, il che significa che sono più comuni nelle Nazioni che vivono situazioni di maggiore violenza e conflitto. Questa correlazione, però, rimane significativa anche quando si tiene conto del Pil, a dimostrazione che la ricchezza da sola non garantisce la serenità delle comunità.</p>
<p>Altre ricerche indipendenti sottolineano la <strong>connessione tra emozioni positive e pace</strong>. L&#8217;Organizzazione mondiale della sanità identifica la stabilità sociale come un fattore determinante per la salute, dimostrando come l&#8217;insicurezza e i conflitti intensifichino lo stress e riducano il benessere. La rivista scientifica <em>The Lancet</em>, inoltre, ha documentato che lo stress e le preoccupazioni prolungati contribuiscono all’insorgere di malattie croniche e a minori aspettative di vita.</p>
<p>Insieme, questi risultati mostrano che pace e salute non possono essere perseguite separatamente: <strong>non è possibile costruire società stabili e sane senza affrontare anche il disagio emotivo diffuso</strong>. Per i responsabili politici, l&#8217;angoscia quotidiana può costituire un segnale di allarme, con implicazioni dirette per i sistemi sanitari, la coesione sociale e lo sviluppo globale.</p>
<h3><strong>Cosa possono fare i leader per promuovere il benessere emotivo mondiale?</strong></h3>
<p>Il Rapporto individua tre priorità strategiche che i decisori politici dovrebbero adottare per rafforzare la salute emotiva globale:</p>
<ul>
<li><strong>monitorare le emozioni come indicatori chiave</strong>: la diffusione di rabbia e tristezza può essere sintomo di una pace fragile e di crescenti rischi per la salute;</li>
<li><strong>integrare le strategie di pace e salute</strong>: il rafforzamento della governance, la riduzione dei conflitti e gli investimenti nei sistemi sanitari devono procedere di pari passo per sostenere la stabilità e il benessere;</li>
<li><strong>riconoscere le emozioni come infrastrutture sociali</strong>: non si tratta di sentimenti astratti, ma di indicatori in tempo reale della salute sociale, capaci di mostrare l&#8217;impatto umano della pace attraverso le esperienze quotidiane.</li>
</ul>
<p>L’analisi di Gallup dimostra, quindi, che <strong>pace, salute e benessere emotivo si muovono di pari passo</strong>: tendono a crescere e a diminuire insieme. In assenza di stabilità, i sistemi sanitari e le comunità si indeboliscono, con effetti diretti sulla sicurezza e sulla qualità della vita. I leader che trascurano il ruolo delle emozioni <strong>quotidiane rischiano di compromettere le fondamenta della pace globale.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Copertina: <a href="https://it.123rf.com/photo_256004150_easter-eggs-with-sad-sad-and-angry-faces-on-blue-background.html" target="_blank" rel="noopener">123rf</a></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/stress-rabbia-tristezza-il-malessere-emotivo-segnala-un-mondo-sempre-piu-instabile/">Stress, rabbia, tristezza: il malessere emotivo segnala un mondo sempre più instabile</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rapporto Omm: il ciclo idrico globale è sempre più instabile</title>
		<link>https://asvis.it/rapporto-omm-il-ciclo-idrico-globale-e-sempre-piu-instabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Delli Carpini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_Altre_News]]></category>
		<category><![CDATA[#goal13]]></category>
		<category><![CDATA[#goal6]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://asvis.it/rapporto-omm-il-ciclo-idrico-globale-e-sempre-piu-instabile/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2024 siccità estreme e inondazioni devastanti hanno colpito molte regioni del pianeta. Gli effetti dei cambiamenti climatici e delle attività umane gravano su comunità, economie ed ecosistemi. 1/10/25</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/rapporto-omm-il-ciclo-idrico-globale-e-sempre-piu-instabile/">Rapporto Omm: il ciclo idrico globale è sempre più instabile</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) ha pubblicato il 18 settembre il <a href="https://storymaps.arcgis.com/stories/50803c1f47444637b8e2c4683c6c0689"><strong>Rapporto sullo stato delle risorse idriche globali 2024</strong></a>, che conferma un ciclo idrico (il continuo movimento dell’acqua tra oceani, atmosfera e terra) in rapido cambiamento. <strong>Mentre alcune aree del pianeta hanno registrato siccità estreme, altre sono state colpite da inondazioni devastanti</strong>, con conseguenze rilevanti su comunità, economie ed ecosistemi.</p>
<p><img decoding="async" style="display: block;margin-left: auto;margin-right: auto" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2025/CicloIdrico_1.jpg" alt="" width="90%" /></p>
<h3><strong>Le risorse di uso diretto: fiumi, laghi e acque sotterranee</strong></h3>
<p>Come già osservato nel 2021 e nel 2023, anche nel 2024 la portata fluviale ha registrato anomalie rispetto alle condizioni standard in circa il 60% dei bacini idrografici a livello globale. In Europa centrale e settentrionale e in alcune aree dell’Asia si sono verificati<strong> deflussi molto superiori alla norma</strong>. In Africa occidentale le portate elevate hanno provocato gravi inondazioni nei bacini del Senegal, Niger, Lago Ciad e Volta. Al contrario, in Africa meridionale e in Sud America i principali corsi d’acqua hanno registrato condizioni molto inferiori alla media e <strong>la siccità ha colpito bacini principali</strong> come Amazzonia, Paraná e Orinoco.</p>
<p><strong>La situazione idrica dei laghi evidenzia una tendenza uniforme</strong>: quasi tutti i 75 corpi idrici monitorati a livello globale hanno registrato temperature dell’acqua superiori alla norma nel luglio 2024, fatta eccezione per i laghi Nicaragua e Guri in America Centrale e Sud America, e per alcuni laghi localizzati in Svezia, nella Cina orientale e nel nord degli Stati Uniti.</p>
<p>Le acque sotterranee mostrano invece dinamiche disomogenee. Il 38% dei pozzi monitorati si è attestato su livelli nella norma, mentre il 25% ha registrato valori inferiori e il 37% superiori alla media. Le variazioni dipendono sia dall’eterogeneità delle falde, sia dall’influenza delle attività umane. In alcune aree, come Europa, India, Florida e Brasile meridionale, <strong>il livello delle acque sotterranee è aumentato a causa di precipitazioni abbondanti, che in diversi casi hanno provocato inondazioni. </strong>Viceversa, in molte altre regioni europee (Portogallo, Spagna, Francia, Ungheria e Polonia), così come in Sudafrica e in parte dell’America Latina, sono stati registrati cali significativi al di sotto della norma, che persistono dal 2023. <strong>I periodi di siccità, responsabili della riduzione delle riserve idriche,</strong> <strong>derivano da una combinazione di fattori climatici e attività umane</strong>.</p>
<h3><strong>Le riserve idriche: scorte terrestri, neve e ghiacciai </strong></h3>
<p>Nel 2024 le riserve idriche terrestri hanno registrato anomalie positive in Africa subsahariana, Australia settentrionale e Africa centrale. In Sud America, invece, il deficit resta marcato nei bacini dell’Amazzonia e di La Plata, a causa della siccità che interessa queste regioni in modo continuativo dal 2023.</p>
<p>Per quanto riguarda la copertura nevosa, l&#8217;Europa ha registrato accumuli e scioglimenti anticipati, con una riserva d’acqua nevosa al di sotto alla media stagionale. Al contrario, in Asia centrale è stato rilevato <strong>un picco stagionale di massa nevosa superiore alla media che, combinato con un rapido riscaldamento alla fine di marzo</strong>, <strong>ha provocato inondazioni</strong> nel nord del Kazakistan e nelle regioni limitrofe della Federazione Russa.</p>
<p><strong>La situazione dei ghiacciai resta particolarmente critica.</strong> Il 2024 è stato il terzo anno consecutivo di forti perdite in tutte le 19 regioni glaciali, con una riduzione globale stimata in 450 gigatonnellate, pari a un innalzamento del livello del mare di 1,2 millimetri. Perdite di massa record si sono verificate in Scandinavia, Svalbard e Asia settentrionale. Inoltre, la maggior parte delle regioni con ghiacciai di piccole dimensioni ha superato il cosiddetto <em>picco idrico</em>: dopo una fase iniziale di aumento del deflusso, la perdita di massa comporta un progressivo calo, riducendo così l’apporto ai fiumi e alle falde acquifere.</p>
<p><strong>Le proiezioni indicano una significativa riduzione dei ghiacciai entro fine secolo</strong>, soprattutto in Asia centrale e nelle Ande meridionali, dove oltre metà della disponibilità idrica dipende dal disgelo.</p>
<div dir="ltr">{##card#46#23289}  </div>
<h3><strong>Le conseguenze estreme sui territori</strong></h3>
<p><strong>Le anomalie osservate hanno alimentato eventi estremi di grande impatto. </strong>L’Africa ha registrato circa 2.500 vittime, 4 milioni di sfollati e danni diffusi a infrastrutture, agricoltura e istruzione. In Europa le alluvioni più gravi dal 2013 hanno causato 335 morti e perdite economiche per oltre 18 miliardi di euro. In Asia e Pacifico, precipitazioni record e cicloni tropicali hanno provocato oltre mille vittime e diffuse crisi umanitarie. Infine, in Brasile, alluvioni senza precedenti hanno colpito il 59% del territorio, causando 183 morti e coinvolgendo quasi 2,4 milioni di persone.</p>
<p>Il Rapporto evidenzia progressi significativi nella condivisione dei dati utili al monitoraggio delle risorse idriche, ma segnala allo stesso tempo persistenti lacune nella raccolta dei dati, in particolare in Africa, Sud America e Asia. Per questo viene ribadita <strong>l’urgenza di sostenere i Paesi con capacità osservative limitate</strong>, così da garantire una gestione più efficace e resiliente delle risorse idriche a livello globale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://storymaps.arcgis.com/stories/50803c1f47444637b8e2c4683c6c0689">Scarica il Rapporto</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Copertina: <a href="https://unsplash.com/it/foto/foto-dello-specchio-dacqua-e-delle-goccioline-ZxZQk7777R4" target="_blank" rel="noopener">Unsplash</a></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/rapporto-omm-il-ciclo-idrico-globale-e-sempre-piu-instabile/">Rapporto Omm: il ciclo idrico globale è sempre più instabile</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
