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RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE

Ridurre l'ineguaglianza all'interno di e fra le Nazioni

Nel 2017 l’82% dell’incremento di ricchezza globale è andato a vantaggio dell’1% più ricco della popolazione, mentre oltre un miliardo di persone vive ancora con meno di 1,25 dollari al giorno. In Italia, le famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta sono quasi raddoppiate negli ultimi dieci anni (6,9% nel 2017), raggiungendo nel Mezzogiorno il valore più elevato (10,3%).

WeWorld Index 2017: bambini, adolescenti e donne tra inclusione ed esclusione

Il rapporto mette in luce drammatiche disuguaglianze: solo il 5% della popolazione mondiale vive in un Paese in cui il grado di inclusione è buono mentre il 38% vive in condizioni di esclusione gravi o gravissime.

WeWorld Index, promosso dall’Onlus WeWorld in collaborazione con Cirsde e ASviS. Sono intervenuti all’incontro: il presidente di WeWorld, Marco Chiesara; la deputata Sandra Zampa, vicepresidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza; Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS, Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile; Alessandra Piermattei, dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo; Santino Severoni – coordinatore per la salute pubblica e la migrazione dell’Ufficio europeo dell’OMS; Francesco Petrelli di Concord Italia; Pietro Sebastiani, direttore della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri. Moderatore dell’incontro, Luciano Scalettari, giornalista di Famiglia Cristiana.

I 34 indicatori del WeWorld Index sono volti a misurare il progresso non solo sulla base dei risultati economici, ma anche analizzando le condizioni di vita delle fasce più a rischio di esclusione economica e sociale: le donne e i bambini/adolescenti. Il rapporto mette in luce drammatiche disuguaglianze: solo il 5% della popolazione mondiale vive in un Paese in cui il grado di inclusione è buono mentre il 38% vive in condizioni di esclusione gravi o gravissime. L’area più a rischio in tal senso è l’Africa centrale e subsahariana, in cui si concentrano la maggior parte dei paesi in zona rossa.

Inclusione è un tema ricorrente anche nell’Agenda 2030 promossa dall’Onu, come ha sottolineato Giovannini.  Il portavoce dell’ASviS ha auspicato un approccio consapevole e olistico nell’affrontare questi temi e, più in generale, nel perseguire i 17 obiettivi proposti. Per questo è necessario un impegno congiunto: da parte del governo prima di tutto, ma anche della società civile e dei media. Un aspetto ancora più significativo se si considera il caso italiano: negli ultimi due anni il posizionamento dell’Italia non ha subito né particolari miglioramenti né peggioramenti rispetto al punteggio target indicato dall’indice. Questo denota assenza di un sistema di politiche congiunte a favore di un sistema di welfare a supporto dei giovani e delle donne.

 

di Beatrice Carlini

giovedì 04 maggio 2017
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