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RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE

Ridurre l'ineguaglianza all'interno di e fra le Nazioni

In molti Paesi cresce la quota di ricchezza nelle mani dell’1% della popolazione. In Italia a partire dal 2015 migliora la situazione grazie alla ripresa del tasso di variazione del reddito familiare pro capite per il 40% più povero della popolazione e a quello per il totale della popolazione. Aumenta invece il rischio di povertà e permangono elevate le diseguaglianze territoriali e il divario di genere.

ASviS e ForumDD: Cura Italia va integrato con due misure per chi è in difficoltà

Per tutelare le fasce deboli della popolazione e facilitare l’accesso alle risorse in questo periodo di crisi, va istituito un Sostegno di emergenza per il lavoro autonomo e un Reddito di cittadinanza per l’emergenza. 30/3/20

Nessuno deve essere lasciato indietro. Un monito alla base dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che l’ASviS e il Forum disuguaglianze e diversità rilanciano in questo momento delicato per il Paese. Per affrontare la crisi sociale determinata dall’emergenza coronavirus occorre costruire immediatamente “un sostegno al reddito delle persone e delle famiglie in grado di contrastare l’impoverimento e mantenere la coesione sociale e democratica del Paese”, si legge dal documento “Curare l’Italia di oggi, guardare all’Italia di domani” diffuso dalle due organizzazioni, alla cui stesura ha preso parte anche Cristiano Gori, docente di politica sociale dell’Università di Trento.

Una proposta indirizzata al governo che suggerisce alcuni limitati cambiamenti all’impianto del decreto “Cura Italia”, basata sulla difficile condizione vissuta dalla società italiana. L’intenzione è quella di velocizzare il sostegno al reddito delle famiglie, per “impedire l’impoverimento delle persone e l’acuirsi delle già elevate disuguaglianze” ed “evitare il collasso produttivo, anche del sistema diffuso di micro-imprenditorialità”. Due obiettivi raggiungibili attraverso la creazione di due misure eccezionali da far durare fino alla fine della pandemia: un Sostegno di emergenza per il lavoro autonomo (Sea) e un Reddito di cittadinanza per l’emergenza (Rem).

Il Sea punta a sostituire il bonus una tantum dei 600 euro sul lavoro autonomo previsto dal Governo. La differenza è che con il Sea l’importo della misura non è fisso ma varia in base alle diverse situazioni “poiché l’obiettivo è di sostenere soprattutto chi è in grave difficoltà, l’ammontare del contributo viene determinato in modo progressivo a seconda delle condizioni economiche del nucleo familiare del lavoratore autonomo”. Inoltre, per mantenere la capacità produttiva del lavoro, il valore deve essere parametrato alla perdita di guadagno. L’intenzione è quella aumentare le tutele per chi sta subendo danni maggiori.

Per quanto riguarda il Rem, questo intervento deve essere esteso a chi ha il diritto di ricevere il Reddito di cittadinanza. Una misura da ritenere valida fino al termine dell’emergenza, con l’obiettivo di “costruire subito una diga contro l’impoverimento, raggiungendo tutta la popolazione in condizione di necessità e che non beneficia di altre prestazioni di welfare”. Basandosi sul Reddito di cittadinanza, il Rem godrebbe di una velocità maggiore di attuazione, dato che rimodula uno strumento già presente nel nostro Paese, facilitando così l’accesso ai cittadini a risorse essenziali in questo periodo.

Oltre al “Nessuno resti indietro”, citato in apertura, la proposta si basa su altri tre capisaldi: “Risposte a misura delle persone” (bisogna diversificare in base alle esigenze dei singoli); “Semplicità prima strada per sostenere subito chi è in difficoltà” (mettere in campo prestazioni agevoli da comunicare); “Cominciare oggi a costruire il welfare di domani” (un punto di partenza per quello che verrà dopo).

 

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Scarica il Comunicato stampa ASviS – ForumDD

Scarica il documento integrale “Curare l’Italia di oggi, guardare all’Italia di domani”

Lunedì 30 Marzo 2020
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