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CITTÀ E COMUNITÀ SOSTENIBILI

Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

Circa 3,5 miliardi di persone vivono in città, numero destinato a lievitare a cinque miliardi nel 2030. La situazione italiana risulta peggiore di quella del 2010 ma dal 2015 si segnala una ripresa dovuta al miglioramento della quota di rifiuti urbani conferiti in discarica sul totale della raccolta (dal 56,80% del 2006 al 23,40% del 2017). In calo la concentrazione di PM2.5 e PM10 nelle aree urbane, che si riduce rispettivamente del 37% e del 25% rispetto al 2006. Cresce invece l’indice di abusivismo edilizio.

Articoli

Localizzare gli SDGs: la Usa Sustainable Cities Initiative

di Matteo Mancini, Segretariato ASviS

New York, San Jose e Baltimora: negli Stati Uniti tre progetti pilota per testare la possibilità di legare la pianificazione di sviluppo urbano e l’Agenda 2030.
Novembre 2016

Nel settembre 2015 Sustainable Development Solutions Network (SDSN) e Climate Nexus hanno lanciato la USA Sustainable Cities Initiative (USA-SCI). L’iniziativa coinvolge istituti universitari importanti (Columbia University, University of Baltimore, University of Maryland e San Jose State University), stakeholder del posto e ovviamente le autorità locali con il fine di promuovere e orientare lo sviluppo di strategie di lungo termine basate sugli SDGs in tre città del paese: New York, San Jose e Baltimora.

Tre progetti pilota, dunque, per testare la possibilità di legare la pianificazione di sviluppo urbano e l’Agenda 2030.
È chiaro ormai come la rapida urbanizzazione di grandi aree del pianeta abbia amplificato gli effetti e la portata di diversi problemi di sviluppo del mondo in termini di sostenibilità. Secondo stime dell'Onu, entro il 2030 il 60% della popolazione mondiale vivrà concentrata nelle città, le quali dovranno affrontare nuove sfide demografiche, ambientali, economiche e sociali. Recentemente, infatti, a Quito si è tenuta la conferenza delle Nazioni Unite sugli insediamenti umani e lo sviluppo urbano sostenibile – Habitat III – dalla quale è nata la Nuova Agenda Urbana, documento che va a integrare l’Agenda 2030 in materia di organizzazione, gestione e ripensamento delle strutture urbane, affinché diventino luoghi più sicuri, prosperi, verdi, inclusivi, nella consapevolezza che i centri urbani assumeranno sempre maggiore centralità e rilevanza.

È evidente, dunque, come le città rappresentino il livello e la dimensione di intervento più importante per l’implementazione di politiche di sviluppo sostenibile efficaci. Ciò è riconosciuto anche dal Goal 11 (“Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”). Ma gli sforzi delle amministrazioni cittadine devono andare oltre, abbracciando gli SDGs nella loro interezza. Molti degli SDGs, infatti, prevedono target il cui soddisfacimento dipende chiaramente dalla loro realizzazione a livello locale.

Per riuscire a fare ciò in maniera credibile è necessario completare un processo di localizzazione, ovvero ridurre gli obiettivi generali al contesto specifico, dando modo alle autorità locali di adattare e implementare politiche e strategie di sviluppo sostenibile efficaci. Questo processo sostanzialmente richiede programmazione in funzione degli SDGs e un adeguato sistema di monitoraggio e valutazione delle politiche.
L’iniziativa promossa da SDSN, come detto, mira a fare esattamente questo e si sostanzia in un articolato processo che coinvolge università e stakeholder locali per sostenere le autorità del posto a elaborare piani adeguati.

Nello specifico, le università hanno condotto delle valutazioni preliminari approfondite dei piani cittadini di sviluppo sostenibile già esistenti confrontandoli con gli SDGs e rivedendo dati e sistemi di monitoraggio. Sui risultati emersi, poi, sono nati dei dibattiti che hanno coinvolto, oltre alle autorità locali e le università, anche tecnici delle agenzie cittadine e organizzazioni e associazioni della società civile. Questi confronti hanno nel tempo generato nuove proposte e idee per localizzare, appunto, nel modo migliore possibile l’agenda per lo sviluppo sostenibile in funzione alle necessità e alle possibilità specifiche di contesti cittadini differenti tra loro.

Da un punto di vista strategico, questa iniziativa promuove una pianificazione più ampia, inclusiva ed efficiente, aiutando tutti gli stakeholder locali a interiorizzare gli SDGs e adattarvi la loro pianificazione a seconda del contesto. Da un punto di vista tecnico, invece, l’iniziativa permette di allineare i piani per lo sviluppo sostenibile delle varie città agli obiettivi dell’Agenda 2030 e di monitorarne e valutarne i progressi.

Se le città dovessero riuscire ad usare efficacemente gli SDGs come punto di riferimento, guida per accrescere il benessere dei loro abitanti, promuovere l’inclusione sociale e migliorare la tutela ambientale, allora il progresso verso il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 sarebbe maggiormente a portata di mano per tutto il mondo.

 

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