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CITTÀ E COMUNITÀ SOSTENIBILI

Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

Tra il 2000 e il 2014, la percentuale della popolazione urbana globale che vive in baraccopoli è diminuita dal 28,4 al 22,8%. In Italia circa il 75% della popolazione vive attualmente in aree urbane e la percentuale è destinata a crescere. Nei prossimi 20 anni, infatti, si calcola che l’80% della popolazione sarà ospitata dalle grandi città.

Articoli

Localizzare gli SDGs: la Usa Sustainable Cities Initiative

di Matteo Mancini, Segretariato ASviS

New York, San Jose e Baltimora: negli Stati Uniti tre progetti pilota per testare la possibilità di legare la pianificazione di sviluppo urbano e l’Agenda 2030.
Novembre 2016

Nel settembre 2015 Sustainable Development Solutions Network (SDSN) e Climate Nexus hanno lanciato la USA Sustainable Cities Initiative (USA-SCI). L’iniziativa coinvolge istituti universitari importanti (Columbia University, University of Baltimore, University of Maryland e San Jose State University), stakeholder del posto e ovviamente le autorità locali con il fine di promuovere e orientare lo sviluppo di strategie di lungo termine basate sugli SDGs in tre città del paese: New York, San Jose e Baltimora.

Tre progetti pilota, dunque, per testare la possibilità di legare la pianificazione di sviluppo urbano e l’Agenda 2030.
È chiaro ormai come la rapida urbanizzazione di grandi aree del pianeta abbia amplificato gli effetti e la portata di diversi problemi di sviluppo del mondo in termini di sostenibilità. Secondo stime dell'Onu, entro il 2030 il 60% della popolazione mondiale vivrà concentrata nelle città, le quali dovranno affrontare nuove sfide demografiche, ambientali, economiche e sociali. Recentemente, infatti, a Quito si è tenuta la conferenza delle Nazioni Unite sugli insediamenti umani e lo sviluppo urbano sostenibile – Habitat III – dalla quale è nata la Nuova Agenda Urbana, documento che va a integrare l’Agenda 2030 in materia di organizzazione, gestione e ripensamento delle strutture urbane, affinché diventino luoghi più sicuri, prosperi, verdi, inclusivi, nella consapevolezza che i centri urbani assumeranno sempre maggiore centralità e rilevanza.

È evidente, dunque, come le città rappresentino il livello e la dimensione di intervento più importante per l’implementazione di politiche di sviluppo sostenibile efficaci. Ciò è riconosciuto anche dal Goal 11 (“Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”). Ma gli sforzi delle amministrazioni cittadine devono andare oltre, abbracciando gli SDGs nella loro interezza. Molti degli SDGs, infatti, prevedono target il cui soddisfacimento dipende chiaramente dalla loro realizzazione a livello locale.

Per riuscire a fare ciò in maniera credibile è necessario completare un processo di localizzazione, ovvero ridurre gli obiettivi generali al contesto specifico, dando modo alle autorità locali di adattare e implementare politiche e strategie di sviluppo sostenibile efficaci. Questo processo sostanzialmente richiede programmazione in funzione degli SDGs e un adeguato sistema di monitoraggio e valutazione delle politiche.
L’iniziativa promossa da SDSN, come detto, mira a fare esattamente questo e si sostanzia in un articolato processo che coinvolge università e stakeholder locali per sostenere le autorità del posto a elaborare piani adeguati.

Nello specifico, le università hanno condotto delle valutazioni preliminari approfondite dei piani cittadini di sviluppo sostenibile già esistenti confrontandoli con gli SDGs e rivedendo dati e sistemi di monitoraggio. Sui risultati emersi, poi, sono nati dei dibattiti che hanno coinvolto, oltre alle autorità locali e le università, anche tecnici delle agenzie cittadine e organizzazioni e associazioni della società civile. Questi confronti hanno nel tempo generato nuove proposte e idee per localizzare, appunto, nel modo migliore possibile l’agenda per lo sviluppo sostenibile in funzione alle necessità e alle possibilità specifiche di contesti cittadini differenti tra loro.

Da un punto di vista strategico, questa iniziativa promuove una pianificazione più ampia, inclusiva ed efficiente, aiutando tutti gli stakeholder locali a interiorizzare gli SDGs e adattarvi la loro pianificazione a seconda del contesto. Da un punto di vista tecnico, invece, l’iniziativa permette di allineare i piani per lo sviluppo sostenibile delle varie città agli obiettivi dell’Agenda 2030 e di monitorarne e valutarne i progressi.

Se le città dovessero riuscire ad usare efficacemente gli SDGs come punto di riferimento, guida per accrescere il benessere dei loro abitanti, promuovere l’inclusione sociale e migliorare la tutela ambientale, allora il progresso verso il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 sarebbe maggiormente a portata di mano per tutto il mondo.

 

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