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CITTÀ E COMUNITÀ SOSTENIBILI

Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

Circa 3,5 miliardi di persone vivono in città, numero destinato a lievitare a cinque miliardi nel 2030. La situazione italiana risulta peggiore di quella del 2010 ma dal 2015 si segnala una ripresa dovuta al miglioramento della quota di rifiuti urbani conferiti in discarica sul totale della raccolta (dal 56,80% del 2006 al 23,40% del 2017). In calo la concentrazione di PM2.5 e PM10 nelle aree urbane, che si riduce rispettivamente del 37% e del 25% rispetto al 2006. Cresce invece l’indice di abusivismo edilizio.

Città più verdi: curare gli alberi nel tempo e diffondere la cultura della natura

Il Pnrr prevede 6,6 mln di nuovi alberi entro il 2024 nelle città metropolitane, ma ne servono 227 mln in tutta Italia entro il 2030. Occorrono pianificazione attenta e risorse adeguate. L’analisi e le proposte del Position Paper ASviS.   24/3/22

Il Position paper “Infrastrutture verdi urbane e periurbane”, redatto dal sottogruppo “Forestazione urbana e infrastrutture verdi” del Gruppo di lavoro dell’ASviS sul Goal 11 (Città e comunità sostenibili), e reso pubblico il 24 marzo, ha lo scopo di ricostruire lo stato dell’arte dei provvedimenti presi a livello nazionale ed europeo in materia di verde urbano, e di capire come questi possono contribuire alle politiche di sostenibilità dei territori.

I servizi ecosistemici delle infrastrutture verdi e blu. Alberi, parchi, fiumi e zone verdi, dentro e fuori dai conglomerati urbani, devono essere considerati, secondo il Position paper del Gdl 11, dei pilastri fondamentali su cui costruire una transizione ecologica e giusta delle città. Infatti, questi rappresentano “il capitale naturale, l’infrastruttura verde-blu che permea le maglie del tessuto urbanizzato”. La società umana trae beneficio dalle infrastrutture verdi grazie ai loro numerosi servizi ecosistemici collegati, quali – ad esempio - la termoregolazione, la riduzione del rischio allagamenti e il benessere psico-fisico.

Gli obiettivi della Strategia europea per la biodiversità al 2030. La Strategia adottata nel 2020 pone l’obiettivo di “piantare almeno 3 miliardi di alberi supplementari entro il 2030” e sottolinea l’importanza delle infrastrutture verdi urbane e periurbane perché “riducono l'inquinamento atmosferico, idrico e acustico, proteggono da inondazioni, siccità e ondate di calore e conservano il legame tra l'uomo e la natura”. Facendo un calcolo proporzionale tra la superficie del territorio italiano rispetto a quello europeo, si può stabilire che l’Italia deve piantare circa 227 milioni di alberi nei prossimi otto anni, e le città possono giocare la loro parte.

Lo stato di realizzazione. Il governo italiano ha avviato diversi programmi sperimentali di finanziamento per la forestazione urbana: segnali importanti, ma occorre una visione integrata e di lungo termine. Nel Pnrr sono stanziati fondi per la piantagione di 6,6 milioni di alberi entro il 2024 nelle città metropolitane, e occorrono strumenti di pianificazione, programmazione e governance capaci di garantire nel tempo il reperimento del materiale vegetale e la collaborazione dell’intera filiera del floro-vivaismo.

Le proposte dell’ASviS. Secondo il Position Paper, è necessario “estendere i finanziamenti a tutti i Comuni ed enti territoriali italiani, a differenza di quanto previsto per i prossimi più ingenti stanziamenti limitati alle sole Città metropolitane, e sostenere tali politiche ambientali di incremento del capitale naturale delle città con una pianificazione specifica per il verde” che accompagni il reperimento e la manutenzione nel tempo delle infrastrutture verdi per garantire a tutti spazi e polmoni verdi di qualità, accessibili e inclusivi”.


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Per marcare una svolta nell’ambito della realizzazione di infrastrutture verdi nelle nostre città, e non solo, il Gruppo di lavoro avanza alcune raccomandazioni di policy, tra cui:

  • monitorare lo stato di attuazione dei progetti di trasformazione urbanistica di tutte le aree di proprietà pubblica nelle città, a partire dalle aree ex militari e aree dismesse nelle zone urbane e periferiche, per svincolarle dai progetti di valorizzazione in corso, cederle gratuitamente ai Comuni e destinarle interamente a infrastrutture verdi e a usi pubblici compatibili;
  • dare maggiore cogenza alla legge n. 10/2013 con decreti attuativi per diffonderne l’implementazione presso i Comuni italiani e rafforzare la cultura del verde presso le amministrazioni e i soggetti competenti;
  • assumere come priorità nazionale da parte del Comitato interministeriale per le politiche urbane (Cipu) in corso di riattivazione la realizzazione di boschi urbani intorno alle città, favorendo per esempio l’utilizzo dei fondi agricoli non più produttivi dei Comuni, la partnership con i privati per l’utilizzo delle aree industriali dismesse, la forestazione delle aree fluviali anche per la realizzazione dei corridoi ecologici e cunei verdi;
  • attivare una campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione pubblica sul valore

del verde in città, rivolta a scuole, cittadini, agricoltori e altri stakeholder, per rafforzare la consapevolezza dell’importanza della natura in città e della sua gestione sostenibile.

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di Milos Skakal

Giovedì 24 Marzo 2022

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