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CITTÀ E COMUNITÀ SOSTENIBILI

Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

Circa 3,5 miliardi di persone vivono in città, numero destinato a lievitare a cinque miliardi nel 2030. La situazione italiana risulta peggiore di quella del 2010 ma dal 2015 si segnala una ripresa dovuta al miglioramento della quota di rifiuti urbani conferiti in discarica sul totale della raccolta (dal 56,80% del 2006 al 23,40% del 2017). In calo la concentrazione di PM2.5 e PM10 nelle aree urbane, che si riduce rispettivamente del 37% e del 25% rispetto al 2006. Cresce invece l’indice di abusivismo edilizio.

Sesto rapporto Urban@it: le città sono il motore dello sviluppo sostenibile

Presentato il nuovo lavoro del Centro studi. Politiche urbane e Agenda 2030, resilienza e cambiamenti climatici, welfare e disuguaglianze i temi indagati. Vitali: finalmente più consapevolezza sul ruolo delle città. 01/2/21

Le città protagoniste dello sviluppo sostenibile: questo il titolo del sesto Rapporto sulle città di Urban@it, il Centro nazionale di studi per le ricerche urbane, che è stato presentato in occasione di un evento online venerdì 29 gennaio. Il volume pubblicato da Il Mulino, disponibile nelle librerie, è stato curato da Nicola Martinelli, vice presidente di Urban@it, con Edoardo Croci dell’Università Bocconi di Milano e Mariavaleria Mininni dell’Università della Basilicata. Il Rapporto è suddiviso in tre parti: la prima, intitolata “Le politiche urbane alla prova degli SDGs”, si propone di fare il punto sulle esperienze di localizzazione degli Obiettivi dell'Agenda 2030 a livello urbano, sia in Italia che a livello internazionale; la seconda, dal titolo “La resilienza urbana, i cambiamenti climatici e i rischi ambientali”, prende in esame le dimensioni energetiche e ambientali dell'Agenda; infine la terza, “I cambiamenti climatici e le dissimmetrie sociali sullo sfondo della crisi del welfare urbano”, esamina le dimensioni sociali e quelle legate al paesaggio e all'alimentazione. Costituiscono parte integrante del Rapporto i Background papers che numerosi autori hanno prodotto per Urban@it, disponibili .

A partire dal 2015, ogni anno i rapporti annuali di Urban@it si sono caratterizzati per un diverso tema, l’anno scorso le politiche urbane per le periferie. Il filo conduttore della nuova edizione è partito dalla considerazione che, a cinque anni dalla presentazione dell'Agenda 2030 e dopo l'emergenza Covid-19, città vivibili, accoglienti e abitabili siano alla base delle politiche di sviluppo sostenibile. “Ricordo che già sei anni fa parlavamo, per la verità senza troppo successo, della necessità di un’Agenda urbana nazionale. Eravamo convinti che le città potessero rappresentare il fulcro di uno sviluppo verso la sostenibilità. Oggi l’esigenza è maggiormente avvertita”, ha esordito Walter Vitali, che con il Rapporto di quest’anno si congeda dalla carica di direttore esecutivo di Urban@it. “Da più parti si chiede che le città abbiano un ruolo fondamentale nell’ambito del Next Generation Eu. Urban@it è impegnata su questo e farà valere il suo ruolo di ponte tra il mondo della ricerca, il mondo delle istituzioni e la società”.

Le grandi sfide che attendono le città possono essere affrontate solo con un approccio integrato, ha sottolineato Valentino Castellani, presidente di Urban@it: “L’Italia viene da un lungo periodo di politiche settoriali, raramente integrate nel contesto territoriale. Occorre far dialogare tra loro le diverse competenze accademiche, nell’ambito di una cornice sistemica guidata dagli obiettivi. Privilegiare una visione di medio-lungo periodo aiuta a dare qualità alla continuità amministrativa e richiama la misura dei risultati. In questo senso, l’ASviS ha fatto un grandissimo lavoro per identificare indicatori misurabili delle azioni amministrative”, ha concluso.

Un tema, quello della definizione di obiettivi misurabili, su cui ha innestato il suo intervento Enrico Giovannini, portavoce dell’Alleanza, che ha sottolineato: “L’ultimo Rapporto ASviS dimostra come città e Regioni si stiano muovendo in direzione dell’Agenda 2030 e anche dell’Agenda urbana di Urban@it. Ma al contempo sta cambiando l’atteggiamento degli esperti, che grazie anche all’impegno della Rete delle università per lo sviluppo sostenibile, stanno integrando le singole competenze”. Queste poi le osservazioni di Giovannini sulle politiche nazionali che impattano sulle città: “Nella Legge di Bilancio è presente la proposta della Fondazione per il futuro delle città, ma manca quella per il futuro del Paese. È urgente ridefinire i compiti del Cipu, per consentire al governo di avere un dialogo diretto con gli amministratori. Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, invece, manca una tavola riassuntiva che faccia capire quali altri fondi sono stati stanziati sui temi oggetto del Pnrr. È un aspetto importante, bisogna avere un’idea complessiva di come verranno utilizzati i fondi europei e nazionali”.

Un punto critico su cui si sofferma lo studio, con riferimento al caso italiano, è la scarsità di risorse naturali nell’ambiente urbano. Come ha spiegato Edoardo Croci dell’Università Bocconi di Milano, “solo il 4% della superficie media dei Comuni italiani è verde. Le città capoluogo dispongono in media soltanto di 15 metri quadri per abitante di verde. Esiste un gap da recuperare al cospetto degli altri Paesi europei. La produzione di risorse naturali e servizi ecosistemici è inferiore rispetto all’ottimale”. Resta anche il ritardo delle nostre città, al confronto con le metropoli europee, nella corsa verso la carbon neutrality, come ha evidenziato Nicola Martinelli, vicepresidente di Urban@it. Numerose città stanno cercando di anticipare rispetto alla scadenza del 2050 indicata dall’accordo di Parigi, mentre le città italiane, tranne rare eccezioni come Bologna, faticano ad assumere impegni concreti.

Il Rapporto ricorda che l'Europa ha fissato alcune priorità (transizione energetica, trasformazione digitale, inclusione sociale) per le quali le città sono fondamentali. Per raggiungere questi obiettivi lo studio Urban@it chiede un processo di semplificazione per gli investimenti pubblici e una definizione chiara di infrastruttura strategica, inserendo in tale categoria le infrastrutture in linea con il Green deal europeo.

Molti concordano sul fatto che non bisogna tornare a come eravamo prima della pandemia con il rischio di ricreare le cause che l'hanno generata a partire dalla distruzione degli habitat naturali, scrivono gli autori, ma occorre cambiare il nostro modello di sviluppo nella direzione dello sviluppo sostenibile. “Un mondo dove la qualità della vita sia un punto prioritario, alla pari del Pil”, ha detto Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali, intervenendo all’evento: “Oggi il Covid ci ha riportato tutti con i piedi per terra, a un prezzo tragico. Le Agende metropolitane rappresentano un punto fermo per la Strategia nazionale sullo sviluppo sostenibile. In un contesto in evoluzione, è però fondamentale avere un confronto permanente con gli amministratori locali”.

di Andrea De Tommasi

 

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Lunedì 01 Febbraio 2021

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