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CITTÀ E COMUNITÀ SOSTENIBILI

Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

Circa 3,5 miliardi di persone vivono in città, numero destinato a lievitare a cinque miliardi nel 2030. La situazione italiana risulta peggiore di quella del 2010 ma dal 2015 si segnala una ripresa dovuta al miglioramento della quota di rifiuti urbani conferiti in discarica sul totale della raccolta (dal 56,80% del 2006 al 23,40% del 2017). In calo la concentrazione di PM2.5 e PM10 nelle aree urbane, che si riduce rispettivamente del 37% e del 25% rispetto al 2006. Cresce invece l’indice di abusivismo edilizio.

Le città post-Covid possono migliorare la salute, l'economia locale e l'ambiente

Si stima che per la pandemia 120 milioni di persone finiranno in povertà e il tenore di vita si ridurrà del 23%. Una nuova normalità può emergere nelle città se alloggi, servizi e sicurezza avranno la priorità, dice un rapporto Un Habitat.  05/05/21

Le aree urbane sono state in prima linea nella crisi da Covid-19. I governi e le comunità locali sono stati chiamati ad agire rapidamente, e con decisione, per fermare la diffusione del virus. Lo dichiara il rapporto “Cities and pandemics: towards a more just, green and healthy future” pubblicato il 30 marzo dal Programma delle Nazioni unite per gli insediamenti umani (Un Habitat). “Il 95% di tutti i casi nei primi mesi di pandemia è stato registrato nelle città”, ha dichiarato Maimunah Mohd Sharif, direttrice esecutiva di Un Habitat. “Durante l’emergenza, i governi locali sono stati chiamati a compiere uno sforzo per mitigare gli effetti della pandemia” ha concluso.

       

Mancanza di servizi, povertà e sovraffollamento amplificano la crisi -  A causa delle pandemia si stima che ci saranno 120 milioni di nuovi poveri e il tenore di vita si ridurrà del 23%. La maggior parte dei Paesi e delle città era impreparata alla diffusione del SARS-CoV-2, dichiarata ufficialmente pandemia nel marzo 2020. Durante la seconda fase, le nazioni hanno cercato di imparare a convivere con il Covid-19 e hanno iniziato a esplorare soluzioni per affrontare i suoi impatti sociali ed economici negativi. La fase successiva è il processo di ricostruzione e ripresa: una fase su cui alcuni Paesi hanno iniziato a lavorare sin da subito, nei primi mesi della pandemia, ma che altri (prevalentemente Paesi a basso reddito con meno risorse a cui attingere) devono ancora iniziare mentre continuano a lottare con gli effetti del virus.   


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I leader politici devono ripensare le città - Secondo il Rapporto è necessario che le amministrazioni pongano maggiore attenzione sulla pianificazione dei quartieri, su come le persone si muovono nei centri urbani, garantendo insediamenti multifunzionali e inclusivi. Città ben pianificate, che combinino spazi residenziali, commerciali, spazi pubblici e alloggi a prezzi accessibili, per un maggior benessere delle comunità. Le città che riescono a garantire salute, alloggi e sicurezza ai gruppi più fragili, possono contribuire ad una “nuova normalità”. Per farlo i governi locali devono concentrarsi sulle politiche che proteggano i diritti fondiari, migliorino l'accesso all'acqua, ai servizi igienico-sanitari, ai trasporti pubblici, all'elettricità, alla sanità, alle strutture educative e garantiscano una connettività digitale inclusiva.

Il Rapporto si concentra su quattro priorità chiave:

  • ripensare la forma e la funzione della città;
  • affrontare la povertà e le disuguaglianze;
  • ricostruire un'economia urbana;
  • rendere più chiare la legislazione urbana e la governance.

Nuovi sistemi urbani più sostenibili e produttivi - Design compatto, mobilità accessibile e uso misto del suolo possono sviluppare ambienti urbani più sicuri e vivibili. A Melbourne, per proteggere la biodiversità ed evitare la perdita di habitat, i dati sulle specie minacciate di estinzione sono incorporati nella pianificazione dell'uso del suolo. Montréal, in risposta alla pandemia, ha creato una rete di corridoi accessibili per pedoni e ciclisti, che consiste in 112 km di piste ciclabili e percorsi pedonali che forniscono accesso ai residenti della città a parchi, scuole, servizi essenziali e attività commerciali. Anche in Europa le città stanno riconfigurando le proprie strade per consentire un maggiore utilizzo del trasporto non motorizzato. A Milano, il centro della città sarà ristrutturato per creare circa 35 km di spazio stradale per ciclisti e pedoni. A Bruxelles, dove era già in corso un ambizioso piano di pedonalizzazione prima della pandemia, l'intero nucleo cittadino è stato trasformato in una zona prioritaria per ciclisti e pedoni.

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Riprogettare le città sconfiggendo le disuguaglianze - Necessario inoltre creare interventi mirati per le fasce più vulnerabili, fornendo loro tutti i servizi necessari. A Londra è stata riconosciuta la necessità di garantire che la numerosa popolazione di senzatetto ricevesse un alloggio sicuro per proteggerli dalle infezioni e prevenire la trasmissione del virus. Hotel e uffici sfitti sono stati rapidamente convertiti con l'obiettivo di creare migliaia di spazi sicuri.   


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Aiuti a piccole imprese e settori a rischio - Per ricostruire un'economia urbana dovrebbe essere sviluppata una serie di misure di sostegno economico e piani di aiuto personalizzati per aiutare le piccole imprese e i settori più a rischio, promuovendo una transizione verso economie urbane più verdi ed eque. Molte aree urbane stanno sviluppando progetti e iniziative focalizzate alla ripresa economica: a Houston è stato creato il Greater Houston Business Recovery Center, dove le imprese locali si sono riunite per sviluppare strategie per la ripresa e fornire consigli su politiche e finanziamenti. A Maringa, comune del Brasile nello Stato del Paranà, è stata istituita una task force per progettare un piano di sviluppo economico e sociale, creando una collaborazione tra le autorità locali e il Servizio brasiliano di supporto per micro e piccole imprese. L’obiettivo è generare occupazione, riforme legali e promuovere gli investimenti.

Una nuova governance multilivello - Le autorità, conclude il Rapporto, devono attuare una governance più integrata e cooperativa, che ponga l’attenzione allo sviluppo di quadri istituzionali e finanziari più flessibili e innovativi. Cooperare su un piano verticale (tra diversi livelli di governo) e orizzontale (tra governi locali e autorità di settore), con una strategia integrata e coordinata che includa anche associazioni municipali, professionisti sanitari, accademici, Ong e comunità, è la chiave per affrontare la pandemia e attuare una ripresa significativa.

di Tommaso Tautonico

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Mercoledì 05 Maggio 2021

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