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CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI

Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

A livello globale, il Material footprint, che indica i flussi di risorse minerali e organiche che sono state rimosse dall’ambiente per produrre un bene, è passato dai 48,5 miliardi di tonnellate del 2000 a 69,3 miliardi di tonnellate nel 2010. In Italia aumentano riciclo e raccolta differenziata e diminuisce il consumo di energia e materia, ma bisogna lavorare di più sulla dimensione sociale.

L’Italia e il Goal 12: accelerare la transizione all’economia circolare

Più recupero e meno consumo di materia, ma occorre innovare i modelli di produzione, incoraggiare le aziende a misurare l’impatto socio-ambientale dei propri prodotti e sensibilizzare al consumo consapevole. [VIDEO] 11/10/2019

Il Goal 12 (Consumo e produzione responsabili) in sintesi

Il Rapporto ASviS 2019 evidenzia un sensibile miglioramento per quanto riguarda il Goal 12 in Italia, dovuto soprattutto a progressi nell’indice di circolarità della materia e nella percentuale di riciclo dei rifiuti, oltre che alla costante diminuzione del consumo materiale interno per unità di Pil. In altre parole, in Italia si recupera più materia e se ne utilizza meno in rapporto al Pil. 

A livello regionale si evidenzia un diffuso miglioramento, in particolare in centro Italia. È il Lazio la regione che mostra l’avanzamento più incisivo, mentre Trento presenta il miglior valore del composito grazie alla buona performance in termini di raccolta differenziata dei rifiuti urbani (75% nel 2017) e numero di imprese registrate Emas. 

Con la Legge di Bilancio 2019 è stato previsto un credito di imposta per le imprese che acquistano prodotti riciclati o imballaggi compostabili o riciclati, sono state introdotte misure per il rafforzamento del sistema dei controlli per la tutela della qualità dei prodotti agroalimentari ed è stata normata la vendita diretta dei prodotti agricoli. È poi entrato in vigore il decreto del ministero dell’Ambiente per l’attuazione del “Made green in Italy”, lo schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell'impronta ambientale dei prodotti. Inoltre, per quanto riguarda la finanza sostenibile, sono stati recepiti: la direttiva Ue Iorp II 2016/2341 sulle attività e sulla vigilanza delle forme pensionistiche complementari, che prescrive l’integrazione dei criteri Esg nell’attività di gestione dei rischi a livello di governo societario e l’obbligo di disclosure; la direttiva Ue Shareholder Rights 2017/828, che incoraggia l’impegno a lungo termine degli azionisti e richiede trasparenza e divulgazione sulle modalità con cui le società investite sono monitorate rispetto ai temi Esg; il Regolamento Ivass 2018/38 sulla governance delle imprese assicuratrici, che prescrive ai CdA di tenere conto delle tematiche ambientali e sociali nelle proprie valutazioni strategiche.

Dal punto di vista della produzione responsabile, l’ASviS ritiene fondamentale accelerare la transizione verso un’economia circolare attraverso l’innovazione dei modelli di produzione delle imprese, anche introducendo incentivi fiscali per agevolare la transizione. Bisogna inoltre incoraggiare le aziende a misurare e a comunicare l’impatto socio-ambientale dei propri prodotti e rafforzare la normativa di promozione e sostegno nella fase di avvio delle startup innovative e sostenibili. Va poi data forza e attuazione al Green public procurement attraverso l’aggiornamento dei Criteri ambientali minimi (Cam). Sul tema del consumo responsabile, occorre approvare e promuovere la legge nazionale sul Commercio equo e solidale, attivare interventi e incentivi per ridurre gli sprechi nella filiera agro-alimentare e condurre campagne di comunicazione rivolte ai cittadini per educare al consumo consapevole.

Guarda la video intervista a Eleonora Rizzuto, Coordinatrice del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 12

 

 

L'indicatore composito per l'Italia

L’indicatore composito elaborato dall’ASviS migliora significativamente tra il 2010 e il 2017 grazie al miglioramento di quasi tutti gli indicatori elementari. In particolar modo, si osservano progressi importanti per la percentuale di riciclo dei rifiuti, che con un valore di 49,4% si avvicina al Target europeo per il 2020 (50%) e per l’indice di circolarità della materia (che indica la percentuale di materia che, sul consumo totale, viene recuperata ed effettivamente reintrodotta nell’economia). Oltre a ciò, è in costante diminuzione il consumo materiale interno per unità di Pil (-26% rispetto al 2010), mentre l’indicatore relativo al numero di organizzazioni registrate Emas  peggiora, diminuendo di anno in anno.

Le regioni italiane e il Goal 12

Dal 2010 al 2017 le regioni italiane evidenziano un diffuso miglioramento rispetto al Goal 12. In particolare, in centro Italia si registra la variazione positiva più significativa. Il Lazio è la regione che mostra il miglioramento più incisivo, grazie alla diminuzione della quota di rifiuti urbani conferiti in discarica sul totale dei rifiuti urbani raccolti, passata dal 74% nel 2010 all’11% nel 2017, rispetto alla media italiana del 23%, e della quota di raccolta differenziata dei rifiuti urbani aumentata dal 16,5% al 45,5%, contro una media nazionale del 55,5%. La Provincia autonoma di Trento presenta il valore del composito migliore di tutta Italia, registrando valori particolarmente positivi rispetto al resto d’Italia per gli indicatori relativi alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani (75% nel 2017) e al numero di organizzazioni/imprese registrate Emas su mille addetti delle unità locali pari a 0,46 rispetto a una media nazionale dello 0,06.

Il resoconto degli ultimi 12 mesi

Dal punto di vista della produzione responsabile, sul piano nazionale la Legge di Bilancio 2019 ha previsto un credito di imposta per le imprese che acquistano prodotti riciclati o imballaggi compostabili o riciclati, mentre è entrato in vigore il decreto del ministero dell’Ambiente 21 marzo 2018, n. 56, contenente il Regolamento per l’attuazione dello schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti, denominato “Made green in Italy”.

Agli interventi normativi si aggiungono alcune attività tecniche importanti per la produzione responsabile: tra queste si segnala la recente costituzione dell’Iso/tc 323 “Circular economy”, che ha lo scopo di definire un quadro di riferimento, requisiti, linee guida e strumenti a supporto dello sviluppo e implementazione dell’economia circolare. 

Per ciò che concerne il consumo responsabile, si segnalano i seguenti interventi normativi:

  • la direttiva Ue 2019/633 contro le pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare, approvata nell’aprile 2019, il cui obiettivo è il raggiungimento della parità di forza contrattuale tra fornitore, inteso come qualsiasi produttore agricolo o persona fisica o giuridica che vende prodotti agricoli e alimentari, e cliente, così da creare un livello minimo comune di tutela negli Stati membri, per combattere pratiche commerciali scorrette;
  • la decisione delegata della Commissione (C/2019/3211 final), pubblicata il 3 maggio 2019, che integra la direttiva 2008/98/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda una metodologia comune e requisiti minimi di qualità per la misurazione uniforme dei livelli di rifiuti alimentari.

A livello nazionale, la Legge di Bilancio 2019 ha previsto il rafforzamento del sistema dei controlli per la tutela della qualità dei prodotti agroalimentari e normato la vendita diretta dei prodotti agricoli. Inoltre, l’art. 3-bis della Legge n. 12/2019 “Etichettatura alimenti” ha modificato la normativa concernente il luogo di origine o di provenienza dei prodotti alimentari, prevedendo l’obbligatorietà dell’indicazione dell’origine dei prodotti. 

Sono poi entrate in vigore le norme di recepimento della direttiva Ue Mifid (d.lgs. del 3 agosto 2017, n. 129) sulla trasparenza dei costi dei prodotti finanziari e assicurativi e il nuovo regime delle responsabilità del produttore e della filiera della distribuzione. Infine, si segnala la trasformazione dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (Aeegsi) in Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), con ampliamento dei suoi compiti di regolazione fino a ricomprendere anche il settore dei rifiuti (d.lgs. 10 agosto 2018, n. 1017).

 Infine, nel campo della finanza sostenibile si segnalano i seguenti provvedimenti:

  • decreto legislativo 2018/147 di recepimento della direttiva Ue Iorp II 2016/2341 sulle attività e sulla vigilanza delle forme pensionistiche complementari. La direttiva prescrive l’integrazione dei criteri Esg nell’attività di gestione dei rischi a livello di governo societario (corporate governance) sia in relazione alle politiche d’investimento, sia nell’ambito della valutazione interna, secondo un approccio di lungo periodo. Inoltre, prescrive l’obbligo di disclosure: gli investitori previdenziali dovranno informare gli aderenti attuali e potenziali sull’integrazione dei temi Esg nella gestione finanziaria e nell’analisi dei rischi;
  • decreto legislativo 2019/49 di recepimento della direttiva Ue Shareholder rights 2017/828 sull’impegno a lungo termine degli azionisti, che incoraggia l’impegno a lungo termine degli azionisti e richiede trasparenza e divulgazione sulle modalità con cui le società investite sono monitorate rispetto ai temi Esg. In particolare, gli azionisti dovranno votare sulla politica aziendale di remunerazione, attraverso un meccanismo di say on pay, legandola in modo più stretto al raggiungimento di determinati obiettivi di lungo periodo;
  • regolamento Ivass 2018/38 sulla governance delle imprese assicuratrici, introdotto il 3 luglio 2019, che prescrive ai CdA di tenere conto delle tematiche ambientali e sociali nelle proprie valutazioni strategiche.

Le proposte dell’ASviS

Per accelerare la transizione verso un’economia circolare, attraverso l’innovazione dei modelli di produzione delle imprese, è necessario promuovere:

  • la progettazione di prodotti circolari che possano essere facilmente disassemblati e riciclati e, più in generale, la progettazione di prodotti a ridotto impatto ambientale;
  • l’effettiva attivazione di un mercato delle materie prime seconde e dei materiali da fonte rinnovabile, e l’adozione di approcci avanzati per la riduzione di sprechi e l’utilizzo di materiali con elevate percentuali di prodotti riciclati;
  • la visibilità delle attuali piattaforme di scambio di buone pratiche, quali la Piattaforma italiana per l’economia circolare (Icesp), e l’uso del catalogo degli incentivi Emas/Ecolabel di Ispra, che illustra i provvedimenti legislativi, sia nazionali che regionali, che incentivano l’adesione volontaria delle imprese all’Emas e all’Ecolabel Ue;
  • la costituzione di partnership e collaborazioni territoriali e/o di filiera, nonché di partnership privato-privato e pubblico-privato;
  • azioni dirette al riuso dei prodotti anche attraverso piattaforme di scambio;
  • lo sviluppo di una cultura orientata all’economia circolare attraverso interventi di formazione verso le imprese, al fine di favorire lo sviluppo e l’acquisizione di competenze dedicate.

 

Queste azioni vanno poi accompagnate con l’introduzione di incentivi fiscali per la transizione all’economia circolare, ad esempio con l’abbattimento dell’Iva sui prodotti realizzati in eco-design, con una detrazione d’imposta da modulare in funzione sia degli interventi realizzati, sia del numero delle imprese coinvolte nello scambio di materia. Analoga detrazione potrebbe essere prevista per i fornitori di beni e servizi all’interno di progetti di economia circolare. Si potrebbe poi studiare un’imposizione sui consumi diversificata sulla base degli impatti sociali e ambientali della produzione, in vista di una “green & social consumption tax”, da introdurre in sostituzione di altre imposte.

È importante incoraggiare le aziende a misurare e a comunicare l’impatto socio-ambientale dei propri prodotti, promuovendo la diffusione di metodologie per la misurazione della circolarità, definendo un set di indicatori di riferimento per i diversi comparti industriali, ampliando il campo di applicazione della rendicontazione non finanziaria, incoraggiando la redazione del bilancio integrato. Parallelamente, si potrebbe orientare all’economia circolare la normativa di promozione e sostegno nella fase di avvio delle startup innovative.

Va data forza e attuazione al Green public procurement (Gpp), obbligatorio per gli Enti pubblici secondo il nuovo Codice sugli appalti, attraverso l’aggiornamento dei Criteri ambientali minimi (Cam), la diffusione e circolazione delle buone pratiche e l’introduzione di rilevazioni sulla effettiva implementazione. 

Per quanto riguarda, invece, il consumo responsabile, vanno realizzati ulteriori interventi per la riduzione degli sprechi nella filiera alimentare attraverso nuovi strumenti di economia circolare per la gestione delle eccedenze all’interno di tutta la filiera agro-alimentare. Inoltre, vanno condotte campagne di comunicazione rivolte ai cittadini, come quella detta “Trialogo” (messa a punto dal Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 12) con l’obiettivo di educare le persone al consumo consapevole, informandole sul livello di impegno per lo sviluppo sostenibile dei brand che stanno per scegliere o che abitualmente scelgono. Le campagne potrebbero concentrarsi sulla riduzione della plastica, sull’attenzione all’etichetta dei prodotti e sulla lotta allo spreco alimentare. In questa prospettiva, vanno sostenuti i Saturdays for Future, iniziativa lanciata da ASviS e NeXt per dare seguito alla mobilitazione dei ragazzi e delle ragazze dei “Fridays for Future”, impegnando le famiglie a cambiare le abitudini di spesa a favore della sostenibilità ambientale e sociale.

Leggi l’Analisi del Goal 12 nel Rapporto ASviS 2019 e le proposte dell’Alleanza su Economia circolare, innovazione e lavoro

Consulta il Rapporto ASviS 2019

Leggi l’edizione 2019 del Position Paper sul Goal 12

Scopri i Target del Goal 12

Scopri di più sull’indicatore per il Goal 12: consulta il database

 


Eco-management and audit scheme (Emas) è uno strumento volontario sviluppato dalla Commissione europea al quale possono aderire volontariamente le imprese e le organizzazioni, sia pubbliche sia private, che desiderano impegnarsi nel valutare e migliorare la propria efficienza ambientale. Per maggiori informazioni: https://ec.europa.eu/environment/emas/index_en.htm.

venerdì 11 ottobre 2019
#ASviS_News_Alleanza #supergoal12

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