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CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI

Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

A livello globale l’impronta ecologica cresce a un ritmo maggiore del Pil. L’Italia registra progressi nell’indice di circolarità della materia e nella percentuale di riciclo dei rifiuti, è costante la diminuzione del consumo di materiale interno per unità di Pil. È il Lazio la regione che mostra l’avanzamento più incisivo.

Rapporto Istat: la pandemia frena il raggiungimento degli SDGs in Italia

Pesante l’impatto socioeconomico del Covid-19 e profondo il divario territoriale nel nuovo aggiornamento sugli indicatori dell’Agenda 2030 in Italia: cala nel 2020 il numero degli indicatori in miglioramento. 9/8/21

L’Istat ha diffuso il Rapporto sui Sustainable development goals “SDGs 2021”,  che illustra le misure statistiche utili al monitoraggio dell’Agenda 2030 in Italia. La nuova edizione confronta anche gli Obiettivi di sviluppo sostenibile con le Missioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Il nuovo Rapporto include 354 misure statistiche per 135 indicatori Un-iaeg (cioè quelli selezionati dal gruppo di esperti delle Nazioni unite), con un aggiornamento di 119 misure e l’introduzione di altre 30 rispetto all’edizione di marzo 2021.

Rispetto al quadro complessivamente positivo dell’avanzamento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile in Italia che si poteva ricavare dai dati del 2019 confrontati con quelli degli ultimi dieci anni, nell’aggiornamento al 2020 risulta evidente l’impatto della pandemia da Covid-19: le misure in miglioramento scendono al 42,5% rispetto al 60,5% del 2019, quelle in peggioramento salgono al 37% rispetto al 20,5% dell’anno precedente. Gli effetti negativi della pandemia sono pesanti in ambito sociale ed economico: cresce, ad esempio, il tasso di povertà assoluta, condizione in cui vivono oggi 5,6 milioni di persone (9,4%).

Dal Rapporto emerge il divario territoriale nel raggiungimento degli Obiettivi: le regioni del Nord-est risultano in una posizione più avanzata rispetto a quelle meridionali e alle isole. Nelle province autonome di Trento e Bolzano più del 40% degli indicatori colloca il territorio nel quinto quintile, quello più virtuoso, mentre in Sicilia il 56,8% si posiziona nel primo quintile, quello più svantaggiato.

 

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di Maddalena Binda

Lunedì 09 Agosto 2021

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