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CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI

Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

A livello globale l’impronta ecologica cresce a un ritmo maggiore del Pil. L’Italia registra progressi nell’indice di circolarità della materia e nella percentuale di riciclo dei rifiuti, è costante la diminuzione del consumo di materiale interno per unità di Pil. È il Lazio la regione che mostra l’avanzamento più incisivo.

Gli ostacoli futuri dell’Italia: invecchiamento e calo delle persone in età lavorativa

Secondo l'Ocse, il nostro Paese è 26esimo sui 193 Stati Onu per il raggiungimento degli SDGs. Siamo sulla buona strada, ma serve migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione, rafforzare il monitoraggio e fornire dati a livello subnazionale. 27/10/21

“L'Italia sta compiendo progressi nell'attuazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), ma restano sfide importanti per consolidare i miglioramenti e passare a un'attuazione integrale dell'Agenda 2030”.

Ad affermarlo è il Rapporto “Italy governance scan for policy coherence for sustainable development”, pubblicato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). “La politica e il processo decisionale italiani degli ultimi anni hanno ampiamente tenuto conto dei principi di sostenibilità, in linea con l'Agenda 2030 e l'Accordo di Parigi”, si legge nel documento.

Per il Rapporto Ocse, l'Italia si colloca al 26eismo posto su 193 Stati membri delle Nazioni unite in termini di progressi verso il raggiungimento dei 17 SDGs, con un punteggio complessivo di 78,8/100 (interpretabile come la percentuale di raggiungimento degli Obiettivi). “Secondo il Rapporto SDGs 2020 prodotto dall’Istat”, ricorda l’Ocse, “le aree in cui si è registrato un miglioramento più significativo nel 2019 sono il Goal 2 (Sconfiggere la fame) e il Goal 13 (Lotta contro il cambiamento climatico), mentre il Goal 12 (Consumo e produzione responsabile) e il Goal 15 (Vita sulla terra) mostrano i livelli di deterioramento più elevato.

Ma cosa ci aspetta, nel futuro?

“Il percorso di crescita italiano dei prossimi anni rischia di essere soffocato da una serie di fattori, tra cui un rapido invecchiamento della popolazione e un calo del numero di persone in età lavorativa”.

Il documento fa allo stesso tempo notare che la pandemia da Covid-19 ha colpito duramente l’economia e la società nazionali, arrestando o invertendo i progressi verso gli Obiettivi. “L'Istat ha stimato che nel 2020 ci saranno un milione di persone in più rispetto al 2019 in condizioni di povertà assoluta, per un totale di 5,6 milioni di persone (9,4% della popolazione totale)”. Secondo il rapporto dell'Ocse "Going for growth 2021", per continuare a portare avanti gli SDGs in modo integrato ed equilibrato e riprendersi dal Covid-19, la priorità dell'Italia deve essere “migliorare l'efficacia e la coordinazione della pubblica amministrazione, in particolare per quanto riguarda la governance degli investimenti pubblici”.

L'attuazione efficace dell'Agenda 2030 e degli SDGs richiede, inoltre, un quadro strategico efficace, istituzioni solide – sostenute dall'impegno della società civile – e politiche in grado di supportare l'attuazione degli SDGs. “C’è bisogno anche di un’ampia pianificazione e visione strategica a lungo termine, allineando le azioni di governo”.

Tra le numerose proposte, l’Ocse suggerisce inoltre di:

  • Rafforzare i collegamenti tra la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e le attività di monitoraggio e reporting.

  • Definire i meccanismi istituzionali responsabili delle integrazioni nella Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile: “Sono stati creati e smantellati vari meccanismi di coordinamento centrale”, ricorda l’Ocse, “ma la coerenza delle politiche è rimasta poco sviluppata, e un quadro ben strutturato chiarirebbe strumenti, ruoli, tempi e mezzi per integrare la Strategia durante la formulazione delle politiche”.

  • Secondo l’Organizzazione, i comitati interministeriali italiani sono in una buona posizione per catalizzare la coerenza, ma i loro mandati, le capacità e gli strumenti devono essere chiariti.

  • C’è inoltre bisogno di dati granulari, ovvero informazioni che possano arrivare fino al livello subnazionale. “Questo tipo di dati aiuterebbe a sviluppare un'analisi mirata a livello locale, coinvolgendo il governo subnazionale nell'attuazione della strategia nazionale”. La richiesta è emersa anche durante il Festival dello sviluppo sostenibile 2021, nel corso dell’evento organizzato dal Gruppo Indicatori.

  • “La revisione della Strategia nazionale deve essere un'opportunità di dialogo multilivello e multi-stakeholder, che porti all'attenzione dell'amministrazione centrale pratiche di governance avanzate”, ha aggiunto l’Ocse. La revisione della Strategia nazionale deve porsi l’obiettivo di rafforzare le capacità dei comuni piccoli e medi, stimolando la formazione, la disponibilità di strumenti di orientamento e di condivisione delle migliori pratiche, in modo da diffondere l'attuazione degli SDGs al di fuori delle aree metropolitane.

Come dice l’Ocse, dunque, l’Italia sta compiendo alcuni passi significativi verso un futuro sostenibile. È necessario, però, attuare quanto prima le misure per restare su questo percorso.

 

di Flavio Natale

Mercoledì 27 Ottobre 2021

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