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CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI

Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

A livello globale l’impronta ecologica cresce a un ritmo maggiore del Pil. L’Italia registra progressi nell’indice di circolarità della materia e nella percentuale di riciclo dei rifiuti, è costante la diminuzione del consumo di materiale interno per unità di Pil. È il Lazio la regione che mostra l’avanzamento più incisivo.

Evento ASviS a Ecomondo: i vantaggi della direttiva Ue su ambiente e diritti umani

Il convegno ha evidenziato l’importanza di introdurre uno strumento vincolante per tutelare la dignità del lavoro lungo tutta la catena di produzione. Stefanini: serve convergenza tra istituzioni, aziende e società civile.  29/10/21

L'evento "Verso una direttiva Ue per una due diligence obbligatoria su impatti ambientali e diritti umani”, organizzato il 29 ottobre dall’ASviS nell'ambito della 24esima edizione di Ecomondo, ha visto esponenti delle parti economiche e sociali, esperti e rappresentanti delle istituzioni confrontarsi sulla nuova direttiva promossa dal Parlamento Ue, che sarà emanata dalla Commissione nei prossimi mesi. Tale normativa richiederà a tutte le imprese, Ue e non, che operano sul mercato europeo, di rispettare una due diligence degli impatti ambientali e degli impatti sui diritti umani dei loro prodotti e servizi conforme con le Un Guiding principles on business and human rights (UNGps) - per tutta la loro catena del valore e di rimediare agli impatti negativi. Inizialmente sarà applicata ad aziende sopra una certa soglia di dipendenti. I risultati della due diligence dovranno essere resi pubblici, anche agli investitori, con responsabilità civili e penali in caso di inadempienza.

“Il confronto di oggi presenta molteplici risvolti, sia di tipo materiale ed economico che etico”, ha dichiarato nella sua introduzione il presidente e portavoce dell’ASviS, Pierluigi Stefanini, evidenziando poi le forti convergenze tra l’Agenda 2030 e l’Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco, a partire dal principio “Nessuno deve rimanere indietro”. Stefanini ha aggiunto che “l’Europa ci sta offrendo un terreno impegnativo e sfidante, che chiama in causa il ruolo delle istituzioni, delle imprese e della società civile. Responsabilità delle imprese significa avere comportamenti sostenibili sia dentro che fuori. Costruire dunque comportamenti, scelte e azioni che rispettino pienamente la dignità del lavoro a tutti i livelli”. Riconosciute le novità introdotte sugli appalti in merito all’assunzione di donne e giovani, Stefanini ha proseguito parlando di sicurezza sul lavoro: “Su questo terreno, l’impegno del mondo delle imprese e dei sindacati devono convergere con maggiore efficacia; non è tollerabile che nel nostro Paese ci siano centinaia di morti ogni anno sul posto di lavoro”.

Guardando al contesto europeo, si deve osservare che in Francia esiste già dal 2017 una legge simile alla due diligence Ue, applicata alle imprese con più di 5mila dipendenti. In Germania dal giugno 2021 è stata introdotta una nuova legge con penali molto rigide per le imprese con più di 3mila dipendenti, che entro il 2024 sarà applicabile ad aziende con oltre mille dipendenti. Nina Gardner, direttrice di Strategy International e membro del Segretariato ASviS, ha ripercorso l’evoluzione del quadro europeo sui diritti umani e ambientali in azienda (vedi la relazione): “Negli ultimi dieci anni le grandi società stanno avviando una mappatura delle catene di approvvigionamento per poi agire sugli impatti negativi sulle comunità e gli stakeholder. Un grande impegno, ma bisogna andare in questa direzione. La due diligence si rivolge alle aziende più grandi, ma interesserà anche le piccole-medie imprese che operano in settori ad alto rischio; obbliga le aziende a verificare che nella catena di approvvigionamento non ci sia alcun tipo di sfruttamento. Pensiamo per esempio a cosa succede in Cina nella regione dello Xinjiang per il cotone, e in Italia con il caporalato”.

Lo scrittore Maurizio Maggiani si è concentrato sul tema della dignità del lavoro e della trasparenza nella catena del valore. Maggiani è l’autore della lettera aperta indirizzata lo scorso 1 agosto a Papa Francesco, in cui si chiedeva, tra l’altro, se potessero esserci bellezza e cultura laddove si sfrutta il lavoro. Una missiva a cui era seguita la risposta del Pontefice. Nel suo intervento all’evento dell’ASviS, ha spiegato l’origine di quell’iniziativa: “Una grande azienda tipografica italiana ‘schiavizzava’ i propri lavoratori extracomunitari, la notizia mi ha sconvolto. La stessa società che ha stampato anche il mio romanzo. Non è possibile che si usi ancora il lavoro degli schiavi, dobbiamo riflettere”. Secondo Maggiani, sui temi dello sfruttamento è assai difficile incidere nel settore dell'editoria: “Serve un protocollo etico a garanzia di condizioni minime”.

Ad aprire il panel dal titolo “Come le imprese devono prepararsi a rispondere alle sfide del decennio” è stato Mauro Lusetti, presidente dell’Alleanza delle cooperative italiane: “C'è una battaglia culturale da portare avanti. Dobbiamo capire che le nostre scelte, in termini di beni e servizi, hanno un peso sul mondo del lavoro. Dobbiamo acquisire la consapevolezza della complessità di questi temi”. Eliminazione degli appalti al massimo ribasso, dumping contrattuale, responsabilità dei committenti: questi, secondo Lusetti, gli aspetti su cui intervenire. “Per la nostra Alleanza il tema della sostenibilità non solo ambientale ma anche sociale è un elemento costitutivo da sempre”.

Leonardo Becchetti, ordinario di Economia politica all’Università di Roma Tor Vergata e direttore scientifico di NeXt – Nuova economia per tutti, ha richiamato l’attenzione sulla rendicontazione non finanziaria, che “in Italia esiste sopra i 500 addetti, ma per ora è un tema libero. L’ASviS ha suggerito di abbassare la soglia a 250 addetti e anche l’Ue va avanti su questo percorso. Secondo i nostri studi, se venisse introdotta l'obbligatorietà della rendicontazione non finanziaria, tra il 20% e il 30% in più di aziende investirebbero di più in pratiche sostenibili. Questo ci dice che dobbiamo insistere su nuove regole anche per le aziende con 250 addetti”. Sul tema degli incidenti sul lavoro, Becchetti ha auspicato un modello in cui vengano premiati i manager che investono in sicurezza.

Valorizzare il lavoro e, tramite esso, dare dignità alle persone. È la posizione espressa da Angelo Colombini, segretario confederale della Cisl: “Un'azienda sta in piedi se, oltre al profitto, valorizza diritti, capacità e competenze di una persona. Dentro l’Agenda 2030 c'è un'idea di persona, di diritti, da seguire. Garantire diritti significa qualità del lavoro sicuro e giustamente retribuito”. Colombini ha, infine, ricordato una serie di proposte avanzate dai sindacati, dalle norme sugli appalti alla rappresentanza dei lavoratori.

Giulia Genuardi, responsabile di Sustainability planning, performance management and human rights di Enel, ha dichiarato: “Il tema dei diritti umani è la chiave di lettura della transizione energetica: dobbiamo fare in modo che venga inglobato nelle strategie di business. Alcuni Paesi sono precursori su questi temi mentre altri sono più indietro. Il ruolo della nostra azienda è anche quello di essere veicolo della diffusione delle migliori pratiche”. Transizione dei sistemi economici, nuove forme di lavoro, diritti umani sono elementi che si tengono insieme, ha aggiunto Genuardi, che ha poi osservato: "Nell'insieme della tassonomia Ue, avere un sistema allineato alla due diligence rappresenta un passaggio importante”.

Il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando, impossibilitato a partecipare in presenza all’evento, ha inviato un messaggio in cui ricorda che “quanto accaduto a Catania e in Sicilia in queste ore ci dimostra l'urgenza dell'agire sulla crisi climatica. La pandemia ci ha mostrato che c’è bisogno di una maggiore consapevolezza dei nostri limiti. Lo dobbiamo alle future generazioni, che scendono in piazza per chiederci di cambiare passo su ambiente e sostenibilità. Il Next Generation Eu è l’ultima occasione per ricalibrare il nostro modello di sviluppo e impostare una crescita duratura su basi meno distruttive”. Per Orlando, la due diligence è “un principio importante, di qualità e competitività, non un aggravio ma un investimento sul futuro”.

Nelle sue conclusioni, Stefanini ha richiamato l’importanza di realizzare un processo convergente con imprese, istituzioni, lavoratori e cittadini, citando infine un passaggio della lettera del Papa sulla dignità del lavoro.

 

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di Andrea De Tommasi

Venerdì 29 Ottobre 2021

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