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CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI

Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

A livello globale l’impronta ecologica cresce a un ritmo maggiore del Pil. L’Italia registra progressi nell’indice di circolarità della materia e nella percentuale di riciclo dei rifiuti, è costante la diminuzione del consumo di materiale interno per unità di Pil. È il Lazio la regione che mostra l’avanzamento più incisivo.

Fairtrade, un 2021 in ripresa per il mercato dei prodotti equo e solidali

Dopo la battuta d’arresto della pandemia, il commercio dei beni Fairtrade è tornato a crescere. Portfolio più diversificato, nuovi partner, strategie anche a livello locale, tante sfide aperte: è quanto emerge dal rapporto dell'organizzazione.   16/6/22

È stato pubblicato il 25 maggio scorso alla presenza del vicedirettore della Fao, Maurizio Martina, il rapporto 2021 di Fairtrade Italia The future is fair: filiere e diritti, il documento che ogni anno restituisce un quadro dell’andamento del mercato dei prodotti certificati Fairtrade e dell’impatto generato dai progetti dell'impresa sociale sulla vita degli agricoltori e dei lavoratori nel mondo.

I prodotti certificati Fairtrade. Il 2021 ha confermato l’espansione del mercato Fairtrade in Italia. Per quanto riguarda le vendite, nello scorso anno i prodotti certificati Fairtrade hanno continuato a crescere confermando un aumento superiore al 6% dei volumi. Se il 2020 aveva visto una forte impennata dei prodotti legati ad alcune materie prime, come ad esempio cacao e zucchero, e la sofferenza di altre categorie, come caffè e banana, a causa soprattutto delle chiusure di molti esercizi e delle scuole, il 2021 ha mostrato invece un generalizzato ritorno a un andamento positivo per tutte le categorie.

Ancora una volta le banane si confermano come il prodotto Fairtrade più alto-vendente in termini di quantità con 14.230 tonnellate ovvero con un +5% rispetto all’anno precedente. Questo aumento è sicuramente dovuto alla riapertura del canale fuoricasa post pandemia, ma anche ai nuovi Cam (Criteri minimi ambientali), che vedono l’adozione obbligatoria di alcuni prodotti di commercio equo per la ristorazione collettiva pubblica.

Ananas e arance hanno invece subito una flessione. Difficili anche le sorti del caffè che, nonostante l’allentamento delle restrizioni agli spostamenti e pur facendo registrare una lieve ripresa rispetto al 2020, soffre ancora dell’assenza dei flussi turistici internazionali nelle grandi città e della prevalenza dello smartworking.


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Diverso il caso del mercato del cacao Fairtrade in Italia, che ha dimostrato un andamento positivo e costante, con un aumento del 9% rispettoal volume delle vendite 2020. Negli ultimi trent’anni, la produzione globale di cacao proveniente dai Paesi dell’Africa occidentale, tra cui Costa d’Avorio, Ghana e Nigeria, è raddoppiata con un aumento della quota di mercato dal 55% al 74%. Nonostante ciò, l’indice di sviluppo umano resta comunque basso. Con l’obiettivo di far fronte a questo andamento è nato il Programma Fairtrade per il cacao in Africa occidentale (Fairtrade West Cocoa Program) per rafforzare le cooperative di cacao certificate Fairtrade in Ghana e Costa d’Avorio. A 5 anni dal lancio, il Programma ha portato ai piccoli coltivatori di cacao ivoriani un aumento annuo medio del reddito famigliare dell’85%, da 2.670 a 4.937 dollari. 

Le nuove attività. Il 2021 ha rappresentato per l'impresa sociale del commercio equo e solidale un anno ricco di novità: in ottica di allargamento dell’assortimento e differenziazione, la gamma di prodotti Fairtrade è arrivata a includere nuove categorie come ad esempio i fiori, le cui vendite sono state molto positive, ma anche le spezie, il cotone e l’oro. Proprio sull’oro è stata creata AltroCarato, una filiera con un distributore italiano per permettere anche a piccoli laboratori di iniziare a lavorare con l’oro Fairtrade, mentre a livello internazionale è stata lanciata la piattaforma Fairgold.

Un altro progetto inaugurato lo scorso anno e focalizzato sul fuori casa è invece Fairtrade èQui, un portale sul sito di Fairtrade Italia, pensato per diversi tipi di attività commerciale, dove possono registrarsi non solo tutti gli esercizi commerciali che rivendono o somministrano prodotti Fairtrade, ma anche – nella sezione “trasformatori” – torrefazioni artigianali, pasticcerie, gelaterie, fiorerie, che utilizzano ingredienti Fairtrade. Sono più di 50 gli esercizi commerciali che si sono registrati sul portale nel primo semestre di attività (settembre 2021 – marzo 2022). 

Strategie innovative a livello locale. Fairtrade si sta organizzando per accompagnare le aziende già partner e le nuove in un percorso di rispetto della human rights due diligence. La violazione dei diritti umani in agricoltura e lungo le filiere non è un’esclusiva di alcuni Paesi del Sud del mondo: per questo motivo da qualche anno Fairtrade Italia ha rivolto il suo sguardo anche ai problemi che possono riguardare l’agricoltura italiana e sta conducendo insieme ad altri partner un progetto pilota relativo al pomodoro per industria coltivato nel nostro Paese. Nel 2023 dovrebbero vedersi i primi frutti sul mercato del Fairtrade locale che sono la premessa di un impegno sempre più intenso di Fairtrade a lavorare sul rispetto dei diritti umani in agricoltura indipendentemente dal luogo di produzione.


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Nell’ambito di questo ampliamento di orizzonti, Fairtrade Italia ha sviluppato un modello sperimentale di verifica, il cui scopo principale è quello di testare le filiere agricole nazionali, per validarne l’eticità per quanto riguarda le condizioni di occupazione, specialmente dei braccianti agricoli, e comunicare i risultati raggiunti agli operatori commerciali e alle industrie di trasformazione coinvolti nella filiera e ai consumatori finali. 

In aggiunta agli aspetti di sicurezza e conformità etica, il modello denominato Fairtrade Locale ha l’obiettivo di controbilanciare gli squilibri economici presenti lungo le filiere, e non gravare esclusivamente sul mondo produttivo con controlli e oneri; per questo ha mantenuto nel proprio approccio due dei pilastri fondanti della certificazione Fairtrade “tradizionale”: 

  • il prezzo minimo Fairtrade, a garanzia di un costo di produzione sostenibile per gli agricoltori;
  • il premio Fairtrade, riconosciuto alle realtà produttive, per il miglioramento delle condizioni sociali, locali e di lavoro.

“Il sistema globale Fairtrade è più che mai pronto a favorire nuove strategie per affrontare le problematiche che riguardano la sostenibilità e la giustizia sociale, tanto per le aziende del nostro Paese quanto per le comunità agricole del Sud globale. Temi come il raggiungimento di un salario o un reddito dignitosi per i lavoratori, la resilienza al cambiamento climatico e maggiori opportunità per le donne e i giovani sono diventate ormai necessità impellenti. Ora la sfida è approfondire la relazione con i nostri partner commerciali per accrescere il nostro impatto”, ha affermato Paolo Pastore, direttore generale di Fairtrade Italia. 

 

di Elita Viola

Giovedì 16 Giugno 2022

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