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CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI

Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

A livello globale l’impronta ecologica cresce a un ritmo maggiore del Pil. L’Italia registra progressi nell’indice di circolarità della materia e nella percentuale di riciclo dei rifiuti, è costante la diminuzione del consumo di materiale interno per unità di Pil. È il Lazio la regione che mostra l’avanzamento più incisivo.

Riuso non in competizione con il riciclo: nuove norme Ue per gli imballaggi

Settimana 28.11-4.12. Nelle nuove proposte della Commissione, riduzione degli imballaggi non necessari, norme per riuso, estensione e agevolazione del riciclo, riduzione degli impatti ambientali.

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Il 30 novembre, la Commissione europea ha presentato un nuovo pacchetto per l’economia circolare relativo agli imballaggi, nel quadro di riferimento del Green Deal europeo e del nuovo piano per l’economia circolare adottato nel 2020.

Come indica la Commissione nella premessa alla motivazione delle scelte della proposta di regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti d’imballaggio, gli imballaggi rappresentano un problema ambientale di primaria importanza. Sono uno dei principali utilizzatori di materiali vergini (il 40% della plastica e il 50% della carta utilizzati nell'Ue sono destinati agli imballaggi) e rappresentano il 36% dei rifiuti solidi urbani. In media, ogni europeo produce quasi 180 kg di rifiuti di imballaggio all’anno.

Inoltre, la Commissione evidenzia come negli ultimi anni gli imballaggi siano cresciuti più rapidamente del reddito nazionale lordo, comportando come effetti ambientali un'impennata delle emissioni di CO2 e di altre sostanze inquinanti, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, la perdita di biodiversità e l’inquinamento. Il riciclo degli imballaggi ad oggi non è sempre possibile, e la Commissione cita dati di Eurostat e le relazioni sui dati di mercato che mostrano un aumento dell'uso di caratteristiche di progettazione degli imballaggi che ne ostacolano il riciclaggio.

In riposta ai dati di fatto è necessaria l’adozione di nuove misure di economia circolare degli imballaggi per contribuire a scindere lo sviluppo economico dall'uso delle risorse naturali, raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, arrestare la perdita di biodiversità, oltre a ridurre la dipendenza strategica dell'economia dell'Ue da molti materiali.

La Commissione evidenzia che alla base dell’iniziativa sono stati già espressi indirizzi specifici nelle conclusioni del Consiglio dell'Ue del dicembre 2020 e da parte del Parlamento europeo, che ha richiesto con la risoluzione del 10 febbraio 2021 la presentazione di una specifica proposta legislativa sulla riduzione e il riciclo degli imballaggi. La stessa Conferenza sul futuro dell'Europa ha messo in evidenza che i cittadini e le organizzazioni della società civile di tutta l'Ue chiedono un'azione forte per la prevenzione dei rifiuti, la gestione dei rifiuti di imballaggio e la circolarità degli imballaggi attraverso un maggiore uso di materiali riciclati. Come ancora evidenzia la Commissione, le norme proposte sono in linea con l'impegno dell’Ue ad attuare l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, e specificamente l’implementazione del Target 12.5 che chiede la riduzione significativa della produzione di rifiuti entro il 2030 attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclaggio e il riutilizzo.


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La proposta di regolamento, dichiarando l’obiettivo di introdurre requisiti sull'intero ciclo di vita degli imballaggi per quanto riguarda la loro sostenibilità ambientale e l'etichettatura per consentire l'immissione degli imballaggi sul mercato, nonché requisiti per la responsabilità estesa del produttore, la raccolta, il trattamento e il riciclaggio dei rifiuti di imballaggio, prevede sostanzialmente di agire sui primi tre livelli della scala della gerarchia dei rifiuti: la prevenzione, il riuso e il riciclo.

Agendo con la riduzione dell’imballaggio, il regolamento prevede che il suo peso e il volume siano ridotti al minimo, tenendo in debito conto la sicurezza e la funzionalità dell’imballaggio, e fissa dei target di risultato, stabilendo che ogni Stato membro riduca progressivamente i rifiuti di imballaggio prodotti pro capite del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040, rispetto al dato di riferimento del 2018.

Inoltre, stabilisce requisiti per gli imballaggi riutilizzabili definendo target e obiettivi per gli operatori economici. Uno dei requisiti è, ad esempio, che l'imballaggio sia concepito, progettato e immesso sul mercato con l'obiettivo di essere riutilizzato per più volte possibile. Richiede poi un sistema di deposito e restituzione (Drs) per le bottiglie di plastica monouso con capacità fino a tre litri e per i contenitori monouso di metallo e alluminio con capacità fino a tre litri. Il documento stabilisce anche delle esenzioni a questa regola. Entro il 1° gennaio 2029, gli Stati membri dovranno comunque garantire che tutti i sistemi Drs rispettino i requisiti minimi stabiliti nel regolamento.

Ricordando che in principio la riciclabilità dell’imballaggio dipende dalla sua progettazione, il regolamento indica che a partire dall'1/1/2030, gli imballaggi dovranno essere conformi ai criteri di progettazione per il riciclaggio e, a partire dall'1/1/2035, i requisiti saranno ulteriormente adattati per garantire che gli imballaggi riciclabili siano anche sufficientemente ed efficacemente raccolti, selezionati e riciclati. A partire dal 1° gennaio 2030, gli imballaggi in plastica dovranno contenere una certa quantità minima di contenuto riciclato recuperato da rifiuti in plastica post-consumo, per unità di imballaggio in plastica; sono stati esentati imballaggi specifici, a seconda dei casi. Tali quantità dovranno aumentare entro il 1° gennaio 2040 e le deroghe dovranno essere riviste.

Per il corretto riciclo, il regolamento richiede che gli imballaggi siano contrassegnati da un'etichetta contenente informazioni sulla loro composizione materiale per facilitare la selezione da parte dei consumatori. Le stesse etichette devono essere apposte sui contenitori dei rifiuti per consentire al consumatore di identificare facilmente il percorso di smaltimento appropriato.

I target di riciclo degli imballaggi già fissati (65% al 2025, 70% al 2030) non sono incrementati, ma si prevedono nuove norme e procedure per contenere i ritardi nel rispetto delle scadenze, fissate delle percentuali di tolleranza e la prescrizione per gli Stati membri di presentare dei piani straordinari per rientrare nel rispetto dei target fissati, da concordare con la Commissione europea.

Tra le altre misure, la proposta di regolamento definisce le condizioni affinché gli imballaggi siano considerati compostabili e prescrive che le cialde di caffè filtro, le etichette adesive applicate a frutta e verdura e i sacchetti di plastica molto leggeri siano compostabili entro 24 mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento.

Curando gli aspetti relativi alla salute e alla riduzione dell’inquinamento stabilisce anche nuovi requisiti per le sostanze presenti negli imballaggi, in particolare una restrizione sui livelli di concentrazione di piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente.

Per il rispetto di diversi degli adempimenti previsti dal regolamento, gli Stati membri dovranno individuare un’apposita autorità nazionale, mentre la Commissione con il supporto dell’agenzia europea per l’ambiente redigerà dei report sui progressi nell’attuazione del regolamento, formulando periodicamente raccomandazioni agli Stati membri e mettendo in condivisioni buone pratiche nell’attuazione del regolamento. Gli Stati membri dovranno prevedere nei piani di gestione rifiuti, le misure d’attuazione del regolamento.


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Collegato allo stesso regolamento, in pari data è stato presentato anche il quadro politico dell'Ue sulle plastiche a base biologica, biodegradabili e compostabili in cui sono stabilite indicazioni per quali applicazioni tali plastiche sono realmente vantaggiose sul piano ambientale e come dovrebbero essere progettate, smaltite e riciclate.

Come indicato dal vice-presidente Timmermans in conferenza stampa di presentazione del nuovo pacchetto (rivolgendosi al pubblico in italiano per parte del suo discorso) se l'obiettivo è diminuire i rifiuti di materiale di imballaggio e quindi anche il materiale di imballaggio usato, il riutilizzo degli imballaggi è chiaramente uno dei modi migliori per raggiungere questo obiettivo.

Oggi stiamo finalmente stabilendo le condizioni per promuovere questa pratica in tutta Europa, nei settori dove il riutilizzo ha senso. Perché il riutilizzo ha benefici ambientali maggiori del monouso. E, detto questo, non tutte le pratiche di riciclo funzionano veramente bene.

Ma il riutilizzo non è in competizione con il riciclo. Abbiamo bisogno di entrambi gli strumenti come di più impianti per il trattamento dei rifiuti. Nessuno vuole mettere fine alle pratiche di riciclo che funzionano bene o mettere in pericolo gli investimenti sottostanti. 

Il Commissario Sinkevičius ha inoltre evidenziato che nel 2020, il 65% dei rifiuti di imballaggio è stato riciclato. Ciò significa che ancora il 35% viene incenerito, messo in discarica o addirittura disperso nell’ambiente. Ciò equivale a quasi 30 milioni di tonnellate di materiali persi.

Con le nuove regole, Sinkevičius indica che ogni consumatore risparmierà in media 100 euro ogni anno, e che già al 2030 otterremo una riduzione complessiva dei rifiuti nell'Ue di quasi il 20% rispetto allo scenario di riferimento, avvertendo che senza modifiche legislative la produzione di rifiuti continuerà ad aumentare.

Novità ancora di rilievo dell’ultima settimana è anche l’adozione di una proposta di regolamento europeo per certificare gli assorbimenti di carbonio per contribuire all'azzeramento delle emissioni nette.

La proposta rappresenta il primo quadro dell'Ue per certificare, in modo affidabile e su base volontaria, gli assorbimenti di carbonio. La proposta promuoverà le tecnologie innovative di assorbimento del carbonio e le soluzioni sostenibili per il sequestro del carbonio nei suoli agricoli, contribuendo agli obiettivi dell'Ue in materia di clima, ambiente e inquinamento zero, e migliorerà la capacità dell'Unione di quantificare, monitorare e verificare gli assorbimenti. La Commissione evidenzia che la maggiore trasparenza rafforzerà la fiducia dei portatori d'interessi e dell'industria e combatterà l'ecologismo di facciata. Precisando che gli assorbimenti di carbonio possono e devono apportare chiari benefici per il clima, la Commissione indica che darà la priorità alle attività che favoriranno sinergie e gioveranno in modo significativo alla biodiversità.

Come indicato ancora da Timmermans nella citata conferenza stampa, vogliamo che la rimozione del carbonio offra nuove e ulteriori fonti di reddito per i molti agricoltori che sono desiderosi di fare di più per la biodiversità, ma che faticano a trovare le risorse necessarie.

 

 

di Luigi Di Marco

 

 

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