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CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI

Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

A livello globale l’impronta ecologica cresce a un ritmo maggiore del Pil. L’Italia registra progressi nell’indice di circolarità della materia e nella percentuale di riciclo dei rifiuti, è costante la diminuzione del consumo di materiale interno per unità di Pil. È il Lazio la regione che mostra l’avanzamento più incisivo.

Saturdays for Future: i risultati dell’iniziativa dedicata al consumo responsabile

Si è svolta la seconda mobilitazione nazionale per una produzione e un consumo responsabili promossa dall’ASviS. Decine gli eventi per migliorare le abitudini di spesa e non solo. Visita saturdaysforfuture.it e scopri le iniziative. 3/12/19

Promuovere un modo più consapevole e sostenibile di produrre e fare la spesa, evitare gli sprechi, ridurre al minimo i rifiuti e scegliere responsabilmente i prodotti che mettiamo nel carrello. Questo il senso dei Saturdays for Future, il progetto nato dalla collaborazione tra il portavoce dell'ASviS Enrico Giovannini e Leonardo Becchetti, co-fondatore della rete NeXt (Nuova economia per tutti).

L'obiettivo è quello di trasformare la partecipazione di piazza e la sensibilizzazione sul tema della sostenibilità promossa dai Fridays for Future in un'azione di cittadinanza attiva quotidiana e concreta, dove le scelte di ciascuno diventano uno stimolo efficace per orientare l’azione delle istituzioni e delle imprese e innescare così un circolo virtuoso. L'iniziativa è ispirata al Goal 12, relativo alla “produzione e consumo responsabili” dell'Agenda 2030 dell'Onu e punta sull’idea di rendere il sabato, cioè il momento in cui oltre la metà delle persone fa abitualmente la spesa, il giorno a favore della sostenibilità ambientale e sociale.

Accolta con favore da molti attori della società civile, la proposta si è tradotta in una prima mobilitazione nazionale il 28 settembre, a cui ha fatto seguito il secondo Saturdays for Future del 30 novembre. A dare voce e corpo all’iniziativa ci hanno pensato scuole, università, associazioni del terzo settore, ma anche grandi aziende e supermercati che hanno scelto di fare della sostenibilità un driver strategico e un volano per il futuro.

La mobilitazione si è rivelata ancora una volta di successo come ci rivelano i dati: 28 sono stati gli eventi svoltisi in tutt’Italia, anche se alcuni di essi comprendono iniziative multiple, come i Cash mob etici di NeXt, i più diffusi sul territorio, che hanno quasi duplicato la loro portata rispetto alla prima edizione passando dalle 38 alle 70 iniziative; l’hashtag #saturdaysforfuture, lanciato a settembre, ha raggiunto ben 13 milioni di impressions; durante il mese di novembre, i contenuti social dell’ASviS per sensibilizzare le persone sul consumo e la produzione responsabili e invitare a partecipare all’appuntamento di sabato 30 hanno raggiunto direttamente 300mila contatti.

Gli eventi in programma 

Gli eventi realizzati sono stati variegati, con format capaci di raggiungere cittadini di ogni fascia d’età. Di seguito solo alcuni dei tanti che hanno animato piazze e negozi su tutto il territorio nazionale.

Spostare quote di mercato rilevanti verso aziende di prodotti e servizi che hanno scelto la sostenibilità sociale, ambientale ed economica attraverso acquisti responsabili di massa: questa l’ambizione dei 70 Cash Mob Etici organizzati da NeXt che si sono svolti in tutta Italia.

Alla sensibilizzazione sui temi della trasparenza delle filiere, dell’economia circolare e del rispetto dei diritti, ci ha pensato ancora una volta Coop che dal 25 al 30 novembre ha coinvolto circa 3mila bambini e ragazzi in attività e laboratori, ospitati da 46 punti vendita delle principali città d’Italia, per attivare una riflessione e sensibilizzazione sulle scelte responsabili che ciascun consumatore può fare rispetto a questi temi.

Non sono mancate iniziative rivolte agli studenti universitari con il fine di aumentare la sensibilità dei giovani sulle tematiche dello sviluppo sostenibile: è quanto ha realizzato l’Aiesec, aderente all’ASviS, in sei atenei italiani organizzando la “Sustainability week”, una settimana di lezioni, eventi e workshop sull’Agenda 2030 e in particolare sul Goal 12 e il Goal 13.  

Ha partecipato alla mobilitazione anche Slow fashion design, una piattaforma che nasce dalla volontà di condividere uno stile di vita e di business etico e responsabile soprattutto nel campo della moda e del design, in un’ottica di sostenibilità. In occasione del secondo Saturdays for future Slow fashion design ha organizzato un evento di sensibilizzazione per spiegare al vasto pubblico l’importanza degli acquisti consapevoli nel settore moda, che passi attraverso la conoscenza dei processi decisionali e informativi sulla provenienza dei prodotti, la credibilità aziendale e la responsible labeling.

L'Osservatorio Geofisico dell’Università di Modena e Reggio Emilia ha deciso di aderire all’iniziativa aprendo le proprie porte e facendo conoscere ai visitatori l’importanza e il ruolo delle misure nello studio dei cambiamenti climatici.  A ciascuno dei partecipanti è stato richiesto di annotare su un bigliettino i propri propositi per un’azione di consumo sostenibile in vista degli acquisti natalizi. Alla visita è seguito così un momento di restituzione e condivisione dei rispettivi impegni presi.

Da segnalare, infine, i 13mila supermercati che hanno aderito alle collette alimentari organizzate dalla fondazione Banco alimentare per coinvolgere e sensibilizzare la società civile al problema della povertà alimentare attraverso un gesto concreto come quello di fare la spesa per chi è povero.

 

I risultati del questionario sulle priorità di produzione e consumo

I risultati dell’indagine confermano gli orientamenti già emersi in occasione della prima mobilitazione: secondo gli intervistati bisogna porre maggiore attenzione alla tracciabilità e alla trasparenza dei processi produttivi, mentre le scelte di consumo dovrebbero perseguire stili di vita sobri e responsabili. Nella maggior parte dei casi gli intervistati (63,1%) ritengono che le imprese debbano prima di tutto “Selezionare i propri fornitori anche in funzione delle loro scelte ambientali e sociali” e poi “Progettare prodotti/servizi più sostenibili rendendo tracciabile e trasparente il ciclo produttivo” (62,2%).

E' ancora possibile partecipare al sondaggio, i risultati emersi fino a ora sono disponibili a questo link

L’iniziativa continua

Sebbene la seconda tappa si sia appena conclusa, tramite il sito www.saturdaysforfuture.it è possibile rimanere aggiornati sulle prossime iniziative, continuare a candidare eventi e partecipare alle prossime tappe.

di Elita Viola

Martedì 03 Dicembre 2019
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