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CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI

Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

A livello globale, il Material footprint, che indica i flussi di risorse minerali e organiche che sono state rimosse dall’ambiente per produrre un bene, è passato dai 48,5 miliardi di tonnellate del 2000 a 69,3 miliardi di tonnellate nel 2010. In Italia aumentano riciclo e raccolta differenziata e diminuisce il consumo di energia e materia, ma bisogna lavorare di più sulla dimensione sociale.

Il Consiglio europeo definisce i criteri per gli investimenti sostenibili

L’organo supremo dell’Unione ha adottato un regolamento che introduce un sistema di classificazione. Aiuterà gli investitori a distinguere ciò che è effettivamente “green” ed entrerà in vigore dopo l’approvazione del Parlamento Ue. 17/4/20

 

Il Consiglio europeo ha adottato il 15 aprile il regolamento che istituisce a livello dell’Ue la tassonomia, cioè un sistema di classificazione unificato degli investimenti secondo criteri di sviluppo sostenibile. L’obiettivo, scrive il Consiglio, è “fornire alle imprese e agli investitori un linguaggio comune per individuare le attività economiche considerate ecosostenibili”. C’è da osservare che il quadro programmatico in cui si inserisce la tassonomia, al pari degli altri strumenti finanziari, è quello del Green deal europeo lanciato a dicembre 2019 dalla Commissione von der Leyen, con l'obiettivo di mobilitare mille miliardi di investimenti per l’economia verde e la neutralità climatica entro il 2050.

 

La tassonomia verrà applicata ai sei obiettivi ambientali dell’Unione europea:

1) la mitigazione dei cambiamenti climatici

2) l’adattamento ai cambiamenti climatici

3) l’uso sostenibile e la protezione delle acque e delle risorse marine

4) la transizione verso un’economia circolare

5)la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento

6) la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi

 

Nella complessa struttura istituzionale dell’Unione, il Consiglio europeo è l’organo che riunisce i capi di Stato e di governo con un presidente (attualmente Charles Michel) che dura in carica due anni e mezzo. Mentre il Consiglio dell’Unione europea (con presidenza a rotazione semestrale, attualmente della Croazia) affronta gli aspetti più operativi, con incontri dei ministri dei 27 Paesi, il Consiglio europeo “definisce le priorità e gli orientamenti politici generali dell'Unione europea”. Spetterà infatti a quest’organo, nella riunione del 23 aprile, dare indicazioni sugli eventuali Coronabond e sul controverso Meccanismo europeo di stabilità.

 

Anche la tassonomia per distinguere gli investimenti effettivamenti orientati alla sostenibilità dal cosiddetto”greenwashing” rientra dunque nelle sue prerogative. Dal punto di vista legislativo, il regolamento adottato è un atto normativo vincolante in tutte le sue parti per i Paesi membri. A dicembre 2019 era stato raggiunto un accordo politico sul testo del regolamento. La decisione del 15 aprile è stata adottata mediante procedura scritta, il che significa che il Consiglio ha adottato la sua posizione in prima lettura. Il regolamento dovrà essere ora adottato dal Parlamento europeo in seconda lettura, prima che possa essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e entrare in vigore. Nel frattempo la Commissione europea avrà tempo fino alla fine dell'anno per redigere il primo elenco di attività economiche sulla base degli obiettivi 1 (mitigazione) e 2 (adattamento), che poi entrerà in vigore a partire dal 2022. Nel corso del 2021 la Commissione lavorerà con la “piattaforma sulla finanza sostenibile” agli atti delegati a supporto degli altri quattro obiettivi che saranno pronti alla fine del 2021 e entreranno in vigore nel 2023. Nel 2022 il rapporto che gli investitori dovranno fare sarà relativo, dunque, soltanto a mitigazioni e adattamento.

 

I settori inclusi nella tassonomia sono sette (Paolo Masoni, membro del gruppo tecnico di esperti per la finanza sostenibile istituito dalla Commissione europea ne parla in questo webinar organizzato dal Forum per la finanza sostenibile):

  • energia (solare, eolico, geotermico, gas naturale solo con cattura e stoccaggio di carbonio, stoccaggio di energia e trasmissione);
  • trasporto (mezzi di trasporto con zero emissioni dirette o emissioni molto basse, relative infrastrutture);
  • acqua e rifiuti (raccolta differenziata, riciclaggio, digestione anaerobica, approvvigionamento idrico efficiente);
  • edifici (allineamento con politiche europee);
  • agricoltura e foreste (mantenimento e incremento delle riserve di carbonio, migliori pratiche in agricoltura);
  • industria (produzione di tecnologie e basse emissioni di carbonio, alluminio, acciaio, cemento, plastiche);
  • Ict (centri di elaborazione dati).

 

Le attività economiche sono state classificate in tre sottocategorie: attività già low carbon (emissioni di carbonio basse, zero o negative); attività in transizione (verso un percorso di riduzione delle emissioni); attività abilitanti (permettono riduzioni di emissioni in altre attività).

Per essere considerate ecosostenibili, le attività economiche dovranno soddisfare i seguenti requisiti:

  • contribuire in modo sostanziale al raggiungimento di almeno uno dei sei obiettivi ambientali;
  • non arrecare un danno significativo a nessuno degli obiettivi ambientali;
  • essere svolte nel rispetto delle garanzie minime di salvaguardia sul piano sociale;
  • essere conformi ai “criteri di vaglio tecnico”.

 

“La tassonomia consentirà agli investitori di reindirizzare gli investimenti verso tecnologie e imprese più sostenibili e sarà determinante per rendere l'Ue climaticamente neutra entro il 2050 e raggiungere gli obiettivi fissati per il 2030 dall'accordo di Parigi”, argomenta il Consiglio europeo in una nota, “tra questi obiettivi rientra la riduzione del 40% delle emissioni di gas a effetto serra, per la quale abbiamo bisogno di circa 180 miliardi di euro all’anno di investimenti aggiuntivi in efficienza energetica ed energia rinnovabile”.

 

di Andrea De Tommasi

Venerdì 17 Aprile 2020
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