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CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI

Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

A livello globale l’impronta ecologica cresce a un ritmo maggiore del Pil. L’Italia registra progressi nell’indice di circolarità della materia e nella percentuale di riciclo dei rifiuti, è costante la diminuzione del consumo di materiale interno per unità di Pil. È il Lazio la regione che mostra l’avanzamento più incisivo.

“La società civile deve aiutarci a riscrivere le priorità della politica”

Gli interventi di Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Paolo Gentiloni all’evento conclusivo del Festival dello Sviluppo Sostenibile. Centralità al patto con le nuove generazioni. Presentato il Rapporto ASviS 2020. 8/10/20

Il grande impegno di partecipazione testimoniato da oltre 800 eventi su tutto il territorio nazionale e la messa a punto di proposte precise per aiutare l’Italia a far fronte all’attuale crisi con un piano di ripresa e resilienza adeguato, con particolare attenzione alle nuove generazioni. Sono questi gli aspetti più significativi che emergono dall’evento conclusivo del Festival dello Sviluppo Sostenibile, che ha registrato il consenso alle iniziative dell’ASviS, tra gli altri, del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del ministro degli Esteri Luigi di Maio e del commissario europeo Paolo Gentiloni.

L’incontro “L’Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile” si è svolto nella sala del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (Maeci), con oltre 40mila persone collegate sui canali ASviS e molte altre attraverso Ansa, Repubblica Sole 24 Ore on line e Radio radicale. Il Quintetto d’archi della Young talent orchestra EY ha aperto con l’esecuzione della “Primavera” da “Le quattro stagioni” di Vivaldi. Giorgio Marrapodi, direttore generale per la cooperazione allo sviluppo, ha fatto gli onori di casa, dando innanzitutto la parola a Luigi di Maio. Il ministro degli Esteri ha ribadito che l’Agenda 2030 e l’accordo di Parigi sul clima sono la cornice per assicurarci che la ripresa dalla pandemia sia sostenibile, anche se le ultime stime dell’Onu segnalano un rallentamento, se non un peggioramento, rispetto a molti obiettivi. Nel ribadire l’importanza della collaborazione multilaterale, Di Maio ha ricordato l’impegno dell’Italia per garantire l’accesso al prossimo vaccino anti Covid da parte dei Paesi a basso e medio reddito.

Il presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini, dopo aver ringraziato il Maeci e il ministro per l’ospitalità e per aver contribuito a portare il Festival in tutto il mondo attraverso le ambasciate, i consolati, gli istituti italiani di cultura, ha affermato: “In questa fase storica così complessa, caratterizzata da tante incertezze molto spesso alimentate da messaggi confusi e spesso infondati, è indispensabile contribuire a un approccio razionale, fondato sulla realtà dei fatti, usando l'intelligenza collettiva come strumento efficace per orientare i cittadini e contribuire alle migliori decisioni degli organismi collettivi. Dobbiamo costruire un filo conduttore nuovo, dando senso e futuro alle nostre azioni. L'Alleanza è sorta per contribuire a questo disegno, basato sulla responsabilità sociale, sulla ricerca di soluzioni difficili ma possibili, per stimolare una visione integrata. Noi non apparteniamo a nessuna formazione politica, ma siamo dalla parte dei giovani che aspirano a un futuro migliore, delle donne, dei bambini che hanno il diritto di crescere nel benessere, dei soggetti collettivi rappresentativi dei lavoratori, del formidabile ruolo del plurale e vitale terzo settore e della cooperazione, delle diverse tipologie di impresa che aspirano a essere utili e riconosciute per il ruolo sociale che svolgono,  dei mondi  vitali della cultura, della ricerca, della formazione, dell’arte che il mondo intero ci invidia. Le sfide globali possono essere superate attraverso approcci cooperativi e l’ASviS è divenuta rapidamente un modello che ha ricevuto elogi internazionali per questo suo impegno”.

Amina J. Mohammed, vicesegretario generale delle Nazioni unite, in videocollegamento, ha ricordato che con la pandemia molte sfide globali sono diventate più difficili e ha messo in luce tre aspetti. Innanzitutto, la finanza: prima della pandemia, ai Paesi in via di sviluppo mancavano annualmente tremila miliardi di dollari per raggiungere gli SDGs; ora la pandemia ha peggiorato le loro finanza pubbliche. Per esempio, nel campo dell’istruzione, il fabbisogno aggiuntivo per una educazione di qualità nei Paesi a reddito basso e medio era di 148 miliardi di dollari all’anno; ora questo fabbisogno è aumentato di un terzo, con molti bambini, soprattutto le femmine, che rischiano di non tornare più a scuola. L’iniziativa “Financing for development”, lanciata dal segretario generale dell’Onu, vuole stimolare una risposta rapida alla pandemia attraverso finanziamenti di emergenza. Seconda questione, la parità di genere. Le donne e le ragazze hanno subito l’impatto peggiore dalla pandemia, perché sono fortemente presenti nei settori lavorativi più colpiti dalla crisi; hanno dovuto sopportare gran parte del lavoro di cura generato dalla pandemia e hanno meno risorse economiche su cui contare in tempi di crisi. “Mentre celebriamo il 25° anniversario della conferenza di Pechino, dobbiamo agire per evitare di tornare indietro di decenni”. Infine, la crisi climatica. Cinque anni dopo l’accordo di Parigi, ci troviamo con le temperature più alte di sempre. Il segretario generale ha enunciato alcuni principi, tra i quali l’abbandono dei sussidi alle fonti fossili, per accelerare la lotta al cambiamento climatico e tutti i Paesi, compresa l’Italia, dovrebbero seguirli, anche perché l’Italia ha la copresidenza della Cop 26 del prossimo anno. Anche il G20 a presidenza italiana sarà una occasione unica per cambiare l’agenda internazionale a favore dei finanziamenti per lo sviluppo. “Iniziative come questo Festival” ha detto Mohammed, “sono importanti per aumentare la sensibilità e mobilitare i cittadini, le associazioni e le istituzioni per realizzare l’Agenda 2030”.

Paolo Glisenti, commissario generale per l’Italia a Expo 2020 Dubai, ha ricordato il contributo di ASviS, partner strategico di questa iniziativa che si svolgerà tra l’ottobre 2021 e il marzo 2022. “Stiamo realizzando una piattaforma olistica, che riunisce le migliori competenze italiane nella sostenibilità e nella resilienza generata dall’innovazione”. Nel padiglione Italia verranno organizzati decine di eventi e iniziative, con molti contatti internazionali: “una vera e propria diplomazia della sostenibilità, con una settimana intera, dal 16 al 22 gennaio, con l’egida dell’Onu, nella quale si discuterà dell’ultimo decennio che abbiamo davanti per raggiungere l’Agenda 2030”. Il padiglione Italia sarà basato sull’economia circolare, fatto di materiali compostabili e riciclabili, realizzato da molte imprese pubbliche e private italiane. Inoltre le installazioni fornite da partner e sponsor creeranno il percorso dei visitatori con nuovissimi sistemi di mobilità realizzati con le tecnologie spaziali italiane e i nuovi modelli di efficienza energetica. “Nel complesso, un modello collaborativo della migliore transizione green che l’Italia sta mettendo in campo”.

Il portavoce dell’ASviS, Enrico Giovannini, nella sua relazione (vedere slide) ha presentato un consuntivo del Festival e ha illustrato il Rapporto 2020 dell’ASviS. Ha concluso ricordando una frase della recentissima enciclica del Papa: “Il politico è un realizzatore, è un costruttore con grandi obiettivi, con sguardo ampio, realistico e pragmatico anche al di là del proprio Paese. Il nostro augurio è di avere una classe dirigente, una classe politica italiana ed europea all'altezza di questo compito”.

Maria Cristina Pisani, presidente del Consiglio nazionale dei giovani, ha affermato che l’educazione, l’acquisizione dei valori alla base dello sviluppo sostenibile, l’incentivazione del pensiero critico, la formazione di cittadini consapevoli in grado di rispondere con strumenti concreti alle sfide, sono il presupposto fondamentale oggi per ricucire il rapporto tra i giovani e le istituzioni. “Infatti la scarsità di opportunità di lavoro dignitose, gli investimenti spesso insufficienti e il sottoconsumo portano ad un'erosione del contratto sociale a fondamento delle nostre società democratiche secondo cui tutti dobbiamo contribuire al progresso. In questi mesi, grazie anche al lavoro condiviso di 80 associazioni e anche al contributo di tantissimi gruppi di ricerca e di numerose università con le quali abbiamo siglato negli scorsi mesi diverse partnership, abbiamo elaborato un piano nazionale per i giovani, tenendo conto anche del lavoro che la rete ASviS ha portato avanti, definendo alcune specifiche linee di intervento che puntano proprio all'impegno, al coinvolgimento dei giovani a partire da una revisione dei sistemi di educazione e formazione, da un deciso miglioramento delle loro condizioni di vita per una piena realizzazione della persona dal punto di vista innanzitutto umano e poi anche professionale. Riteniamo infatti che supportando e tutelando le giovani generazioni in questi aspetti fondamentali della loro vita, in un contesto sempre più ampio quale quello europeo e internazionale, possiamo riuscire a valorizzare il loro contributo verso un nuovo modello sociale che punti allo sviluppo sostenibile”.

Paolo Gentiloni, commissario europeo per l'economia, ha ricordato l’impegno dell’Unione: “Il Geen deal è la nostra carta d'identità come Commissione europea. Si tradurrà, per quanto riguarda le questioni di cui sono responsabile, ad esempio in una revisione del sistema di tassazione europea nel senso della sostenibilità ambientale. Nel primo semestre dell'anno prossimo presenteremo la revisione della direttiva europea sulle tasse per l'energia; l’attuale è una direttiva vecchia ormai di 18 anni che continua purtroppo a sostenere i combustibili fossili nonostante il contesto sia completamente cambiato. Introdurremo un meccanismo di aggiustamento alla frontiera per evitare che le nostre imprese, il nostro sistema, proprio nel momento in cui l'Europa si dà degli obiettivi più ambiziosi sul piano della qualità ambientale, debba subire la concorrenza sleale di produzioni più inquinanti da parte di Paesi che hanno standard meno ambiziosi. Nella riforma del semestre europeo saremo sempre più attenti, oltre che alle questioni macroeconomiche, ai risultati di ogni Paese verso lo sviluppo sostenibile. È una sfida anche culturale, cui ASviS sta contribuendo in modo creativo e so bene che vincerla non sarà facile e sarà un risultato storico.

Per affrontare questa terribile crisi avremmo potuto decidere di tornare semplicemente alla situazione pre Covid il prima possibile, mettendo da parte gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, ma abbiamo deciso di fare esattamente il contrario, perché da questa crisi si esce investendo sull’economia di domani e non su quella di ieri. Vi assicuro che non era un esito scontato e tante voci si erano levate spingendo in una diversa direzione. Useremo invece le risorse comuni della rinascita per rendere le nostre economie diverse, più sostenibili, più resilienti, più competitive. L'Italia”, ha detto ancora Gentiloni, “ha saputo trovare i toni giusti e le alleanze utili per contribuire al risultato finale. Ora dobbiamo cogliere questa occasione storica nell'unico modo possibile, guardando al futuro. Next generation Eu non è un nome scelto a caso: pensiamo alle grandi priorità per le prossime generazioni, non inseguiamo le mille richieste ed esigenze alla ricerca di consensi effimeri e spesso improbabili”. Il commissario europeo non ha nascosto le difficoltà: “anche le decisioni positive sono state prese con enorme fatica, dopo giorni e giorni di durissimo negoziato, quindi le differenze tra Paesi non sono affatto scomparse e vanno affrontate ogni giorno per evitare che si producano ritardi dannosi. Eppure mai come in questi terribili mesi credo che molti italiani abbiano avuto conferma o abbiano scoperto per la prima volta quanto si sia fortunati ad essere europei, a vivere in un’Unione che assicura l'accesso universale a servizi pubblici anche nel campo della sanità. Un’Unione che si batte per la cooperazione, che tutela le minoranze e lo Stato di diritto, che promuove gli scambi internazionali e soprattutto un’Unione che ha l'ambizione di essere leader nel mondo per la transizione ambientale e lo sviluppo sostenibile. Questa Europa ha ritrovato l'Italia e sono convinto che nei prossimi mesi cammineremo insieme”.

Il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, nel suo intervento conclusivo, si è detto “convinto che l’impegno in direzione di uno sviluppo sostenibile sia ormai consolidato sia dal punto di vista teorico, ma anche sul piano delle buone prassi. Quindi adesso non parliamo più in termini astratti, con una prospettiva velleitaria, ma parliamo di un’elaborazione di pensiero e di azioni che hanno una consistenza e una plausibilità a livello scientifico e psicologico, interno e internazionale”. Dopo aver descritto gli ultimi interventi del governo contro la pandemia, Conte ha sottolineato che già prima della crisi il dibattito pubblico si concentrava sulla necessità di una svolta nelle politiche economiche in direzione di una vera e propria transizione ecologica. “L'elemento forse nuovo a cui assistiamo adesso è che ormai le nuove generazioni sono qui a popolare le piazze, a lanciare al mondo un allarme mostrando una sempre maggiore consapevolezza; non vogliono che la generazione attuale, i governanti attuali, possano oscurare il loro futuro. Quindi dobbiamo assolutamente rimediare alle conseguenze del cambiamento climatico, dell'inquinamento, del deterioramento del capitale naturale. I giovani ci lanciano la richiesta di un patto intergenerazionale e noi non possiamo rispondere con una visione egoistica. In Italia, in Europa, nel mondo siano consapevoli che questo è il momento delle scelte, non si può più tergiversare o rimanere silenziosi e inerti rispetto a questa richiesta”.

Conte si è detto d'accordo col commissario Gentiloni “quando dice che questa pandemia sicuramente genera nuove diseguaglianze e incrementerà anche la diffusione di nuove povertà. La misurazione di questi effetti in questo momento è molto complessa perché coinvolge una moltitudine di professionalità: economisti, statistici, sociologi e soprattutto tutti quanti i professionisti che si cimentano con le previsioni devono scontrarsi con l'incertezza di questo momento. Parlando del Rapporto ASviS 2020, Conte ha detto che “abbiamo bisogno di nuove lenti che ci consentono di leggere e interpretare la realtà che stiamo vivendo”. È necessario integrare la logica meramente economica dello sviluppo includendo anche le istanze per la tutela ambientale e per tutti gli aspetti sociali; dall'altro misurare adeguatamente la nostra realtà utilizzando indicatori all'interno di un quadro concettuale che li renda utili ed efficaci. “Per questo abbiamo istituito la Cabina di regia Benessere Italia, che contribuirà al processo di revisione e attuazione della strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile. Abbiamo quindi bisogno di uno stimolo costante per riscrivere le priorità della politica nell’ottica della concezione integrale dell’economia, guardando al benessere della persona”.  Il presidente del Consiglio ha poi ricordato le iniziative intraprese dal governo: “abbiamo trasformato il Cipe, l'organo di programmazione economica, in Cipess, cioè Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile e intendiamo promuovere altre iniziative. Ho già detto che vorremmo anche inserire in Costituzione, oltre che rafforzare il riferimento alla tutela ambientale, un riferimento esplicito sul perseguimento dello sviluppo sostenibile”.

“Le ingenti risorse europee”, ha concluso Conte, “ci consentono di perseguire obiettivi molto più sfidanti e dovranno essere impiegate per conseguire gli obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale che caratterizzano il programma della nuova Commissione europea e che peraltro sono pienamente coerenti con l'impostazione programmatica che il governo italiano si è data sin dal suo insediamento. Questo governo ha a disposizione una occasione storica che altri non hanno avuto; adesso possiamo recuperare il gap che si è realizzato nel corso del tempo. Oggi dobbiamo lavorare tutti insieme in Italia e in Europa, verso un disegno di rilancio, di transizione verso un modello di sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale e più inclusivo dal punto di vista sociale, ma questo richiede un cambio di passo e l’adesione all’appello che ci viene lanciato dalle nuove generazioni.

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a cura di Donato Speroni

Giovedì 08 Ottobre 2020
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