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CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI

Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

A livello globale l’impronta ecologica cresce a un ritmo maggiore del Pil. L’Italia registra progressi nell’indice di circolarità della materia e nella percentuale di riciclo dei rifiuti, è costante la diminuzione del consumo di materiale interno per unità di Pil. È il Lazio la regione che mostra l’avanzamento più incisivo.

Fable: a rischio gli obiettivi al 2050 su uso del suolo e sistemi alimentari

Bene i nuovi accordi internazionali e gli impegni per la transizione ecologica, ma mancano strategie a lungo termine, rileva un rapporto condotto su 20 Paesi. Il Green deal dell’Unione europea modello di strategia globale. 8/12/20

Nell’anno che si sta per concludere il mondo ha dovuto affrontare crisi ambientali, sociali ed economiche straordinarie. Incendi boschivi senza precedenti, sbiancamento dei coralli, ondate di calore, perdita inesorabile di biodiversità e crescita dei tassi di deforestazioni dell’Amazzonia, hanno costretto scienziati e classe politica a fare i conti con una crisi senza precedenti, mentre l’avvento del Covid aumentava l’insicurezza, in particolare quella alimentare, costringendo ad uno sforzo sorprendente le filiere di approvvigionamento. In questo contesto è stato pubblicato il 4 dicembre il secondo rapporto “Pathways to sustainable land-use and the food-systems” realizzato da Food, agriculture, biodiversity, land-use and energy (Fable), un consorzio che riunisce tra gli altri il Sustainable development solutions network delle Nazioni unite, e si concentra sulle questioni relative alla gestione sostenibile del suolo e all’uso delle risorse alimentari.

Nonostante l’impatto di sconvolgimenti di enorme portata, nel 2020 sono stati presi “incoraggianti impegni politici da parte delle principali economie”, scrivono gli autori del report. L'Indonesia ha registrato per il terzo anno consecutivo un calo dei tassi di deforestazione. Cina, Unione europea, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e altri Paesi si sono impegnati a ridurre le emissioni nette di gas serra entro la metà del secolo. I leader di 77 Paesi hanno firmato il “Leaders' pledge to nature”, un’iniziativa unitaria per invertire la perdita di biodiversità entro il 2030.

Tuttavia, si legge nel Rapporto, molti di questi accordi non sono supportati da piani adeguati per raggiungere gli obiettivi legati alla tutela del suolo e della filiera alimentare. Nella maggior parte dei Paesi, infatti, non esistono politiche integrate e strategie a lungo termine per la soluzione ai problemi di tutela del suolo. “Un fatto particolarmente evidente in relazione alla conservazione e al ripristino della biodiversità dove obiettivi ambiziosi non sono stati raggiunti”. Unica eccezione potrebbe essere l'Unione europea, che, con il lancio del Green deal, ha messo a punto una strategia globale che copre l'intero sistema alimentare e di utilizzo del suolo, spiega il report.

Per risolvere questa criticità, il documento presenta 20 percorsi nazionali, in grado di individuare le aree di intervento per la transizione verso gli obiettivi per il 2050 in materia di sicurezza alimentare, dieta sana, emissioni di gas serra, biodiversità, conservazione delle foreste e uso dell’acqua dolce, fornendo allo stesso tempo un quadro per coinvolgere tutti gli stakeholder nelle decisioni. Senza una prospettiva a lungo termine, scrivono gli autori, “i Paesi rischiano di restare bloccati in infrastrutture e sistemi di uso del suolo non sostenibili, il che renderebbe il raggiungimento degli obiettivi di metà secolo molto più costoso se non impossibile”. Per questa ragione il report identifica anche dei parametri tecnologici di riferimento necessari per raggiungere l’aumento della produttività e dell’efficienza.

Quello che ci apprestiamo a vivere è un anno decisivo per la lotta in favore di un uso sostenibile del suolo e dei sistemi alimentari: la Cina ospiterà il summit delle Nazioni unite sulla biodiversità a Kunming; nel palazzo di Vetro delle Nazioni unite a New York si terrà un vertice sui sistemi alimentari e Glasgow ospiterà la COP26 a presidenza anglo-italiana. Questi tre importanti incontri offrono l'opportunità di aumentare il livello di ambizione, innalzare l’attenzione sull'uso del suolo e dei sistemi alimentari e accelerare l'attuazione di strategie integrate, scrivono gli autori del lavoro. che invitano a strutturare le prossime azioni su tre fronti:

  • i governi dovranno adottare un coraggioso “Quadro globale per la biodiversità post-2020”, che stabilisca obiettivi ambiziosi per la protezione e il ripristino della natura;

  • tutti i Paesi dovranno accelerare la progettazione e l'attuazione di strategie integrate, in particolare attraverso strategie climatiche più ambiziose che integrino l'uso del suolo e i sistemi alimentari. In particolare, ciò richiederà l'inclusione della biodiversità e delle mappe per la progettazione dell'uso del suolo a lungo termine nelle strategie climatiche, attingendo alle recenti esperienze della Cina e di altri Paesi;

  • i Paesi sviluppati dovranno mobilitare finanziamenti aggiuntivi a favore di obiettivi specifici, ad esempio per il clima o per la tutela della biodiversità.

Scarica il Rapporto

 

di William Valentini

Martedì 08 Dicembre 2020
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